Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Il Papa a Monte Citorio
di A.D.

 


La visita del Papa al Parlamento italiano, presenti a Monte Citorio (Si usa scriverlo attaccato, ma la targa sulla via che la diretta TV ci ha fatto vedere ha questa dizione) con deputati e senatori il Presidente della Repubblica, il Governo al completo e, negli spazi solitamente riservati al pubblico, personaggi che hanno ricoperto le maggiori cariche dello Stato, è risultata un evento straordinario. Ha fatto sensazione il numero di interruzioni del discorso del Pontefice: ventidue con altrettanti applausi dell’intera assemblea.
Certamente il Papa ha interpretato al meglio il suo ruolo e l’occasione, con un intervento di altissimo livello, anche per equilibrio e misura, in un momento definito generalmente storico.
Il Parlamento italiano è stato altrettanto all’altezza.
Vogliamo citare le posizioni espresse da due autentici laici che hanno così dato dimostrazione di cosa sia e cosa valga la cultura autentica.
L’on. Biondi, liberale laico, autenticamente laico, nell’esternare il suo apprezzamento ha sinteticamente detto “Libera Chiesa in libero Stato”.
L’on. Pisapia, laico di Rifondazione Comunista, premesso di non essere cattolico, ha sostenuto però doversi prestare massima attenzione alle parole del Papa. “Giro tra la gente e verifico come la gente lo ascolti e ne senta l’influenza”.
L'on. Bertinotti, ovviamente laico dichiarato, - e al quale vanno i complimenti pèer quanto esposto - dal canto suo, ha rilasciato un'intervista al Giorno (pag. 2 del 14 XI scorso) che merita non solo la lettura ma anche qualche riflessione per chi interpreta la sua posizione di laico in chiave sostanzialmente antireligiosa e anticlericale.
Si sa che l’eccezione non fa che confermare la regola.
Volutamente assenti l’on. Cossutta e l’on. La Malfa.
Liberi naturalmente di farlo. Anzi, meglio così piuttosto che un’ipocrita presenza non sentita.
Non è una battuta ricordare il non sopito amore dell’on. Cossutta per Karl Marx, nonostante la débacle decretatagli dalla storia, e quindi non dimentico che per il suo idolo la religione era “l’oppio dei popoli”.
E così non va dimenticato l’anticlericalismo viscerale dell’on. La Malfa che non ci pare vi fosse, o fosse palesato, dal suo grande padre Ugo.
Entrambe posizioni fuori dalla storia, fuori dal tempo, fuori dalla realtà, sterili e inconcludenti. Di più: piccine.
B.C.

GdS - 18 XI 2002 - www.gazzettadisondrio.it

 ________________________________________

Torna a Fatti dello Spirito

Torna all'l'indice generale

  Torna alla prima pagina

 

 -