"Donne di Valtellina, tema stimolante al di là di conformisti e stucchevoli dibattiti sociologici, spesso ideologici. Interessante invece in concreto evidenziare, attraverso le protagoniste, l'apporto delle donne alle nostre comunità di Valtellina e Valchiavenna.
1) Come vedete, come valutate questa iniziativa?
Interessante e inedita. A nessuno è venuto in mente finora di interpellare le donne sui grandi temi riguardanti l futuro del nostro territorio. Bravo Frizziero e grazie per avermi coinvolta!
2) Le protagoniste che stiamo coinvolgendo hanno o hanno avuto ruoli importanti. Nello svolgimento di tali ruoli avete incontrato difficoltà - e in tal caso quali - legate al fatto che fosse una donna e non un uomo a svolgerli?
Il detto che una donna deve impegnarsi e faticare il doppio di un uomo per ottenere in termini di riconoscimento la metà di quello che ottiene un uomo , purtroppo, è ancora attuale, soprattutto in contesti piccoli e periferici, che soffrono di tutte le problematiche legate al perdurare di forme di isolamento e di distanza dai grandi centri, dove la circolazione delle idee è più intensa ed è favorita dalla presenza delle università e di grandi imprese, che contribuiscono allo sviluppo culturale di un territorio.
3) E' abbastanza diffusa l'opinione che qualsiasi attività risulti più impegnativa (famiglia, figli, casa…) per una donna rispetto all'uomo. E' così? In quale misura? E se questa è la diagnosi quale può essere la terapia?
I giovani oggi sono figli di una cultura diversa da quella di cui si è nutrita la nostra generazione di cinquanta/sessantenni. Vedo intorno a me coppie nelle quali gli oneri della cura dei figli e della gestione familiare sono condivisi tra uomini e donne. Vedo uomini in grado di gestire perfettamente tutte quelle responsabilità familiari, compresa la cura delle persone anziane, che, tradizionalmente sono state appannaggio delle donne. Devo dare atto ai maschi e, soprattutto alle mamme che li hanno educati, di un cambiamento culturale di grandissima rilevanza. Ciò non toglie che, comunque, il carico maggiore continui a gravare sulle donne, condizionando spesso le loro aspirazioni ad una vita lavorativa all'altezza della loro formazione. Sono soprattutto loro a soffrire della carenza di servizi per l'infanzia organizzati con la necessaria flessibilità di orari e, più in generale, dell'insuffucienza di politiche per la famiglia. Sappiamo che, nei Paesi che sono intervenuti seriamente in questi ambiti, è cresciuto anche qualitativamente l'accesso delle donne al lavoro e alle funzioni di governo ed è aumentata la natalità.
4) Con riferimento alla domanda precedente, in termini generali e non personali, ritenete che l'uomo in casa, visto che progresso vi è stato al riguardo, dia un soddisfacente apporto?
Credo di sì, come ho già detto sopra, ma l'apporto dei singoli può supplire solo in parte alla carenza di politiche e di servizi a sostegno della famiglia.
5) Che la società sia profondamente cambiata nel giro di non molti anni è un fatto. Come valuta questo cambiamento, quali le cose positive, quali quelle negative?
La risposta a questa domanda richiederebbe un trattato, che vi risparmio…. ; mi limiterò ad osservare che i cambiamenti nella nostra società sono stati molti e, soprattutto, rapidissimi. L'informatica, le telecomunicazioni, la ricerca scientifica hanno cambiato negli ultimi cinquant'anni la società in misura probabilmente superiore a quanto fosse cambiata nei precedenti cnque secoli. Chi può dire ora quali aspetti siano positivi e quali negativi? C'è bisogno di tempo per metabolizzare tutto il nuovo nelle culture dei popoli e delle società: sono fiduciosa e penso che le difficoltà di questo nostro tempo potranno essere superate e che la vita degli uomini sia destinata a migliorare. Si vede qualche segnale nell'impegno civile e sociale di moltissimi giovani, nella sensibilità alle questioni ecologiche, alla salute del nostro pianeta….. C'è bisogno di pensiero, di educazione, di ritrovare valori e verità, che diano certezze nel vortice di una realtà in continuo movimento.
6) Vediamo la nostra di società, di Valtellina e Valchiavenna. Dal suo osservatorio, sulla base dell'esperienza fatta, come ne giudica la situazione attuale. Quale, eventualmente, futuro intravede?
Vedo oggi, nella nostra provincia, le difficoltà derivanti da una crisi economica che pare non voler finire ; vedo giovani intelligenti e preparati che devono andare lontano per poter crescere professionalmente, ma questa non è una novità . D'altro canto, vedo realtà produttive che riescono a conquistare spazi anche sui mercati internazionali con l'eccellenza dei prodotti e la capacità di innovare; vedo un sistema economico che pare finalmente aver compreso che il turismo non può crescere su un territorio saccheggiato e che agricoltura, attività produttive e turismo devono dialogare ed armonizzarsi; vedo, da qualche anno, una nuova consapevolezza del valore delle nostra acque; vedo una popolazione fortemente impegnata in attività culturali, sociali, sportive; vedo le istituzioni che, insieme con le realtà culturali, il sistema educativo ed espressioni del sistema economico , sono impegnate , come non mai in una progettualità culturale che include ed integra gli elementi salienti delle specificità di questo territorio (mi riferisco al Distretto Culturale, promosso dalla provincia di Sondrio con Fondazione Cariplo, al quale stanno ora lavorando istituzioni pubbliche e private, con un forte coinvolgimento di tutto il territorio valtellinese). Sono tra coloro che ritengono che sia la cultura il principale motore di crescita di una popolazione e di sviluppo. Cultura è conoscenza, consapevolezza, pensiero, creatività. La strada è ancora lunga, ma forse abbiamo imboccato quella giusta…
7) Al Governo ci sono diverse donne, come Ministro e come Sottosegretario. Prescindendo ovviamente da valutazioni o condizionamenti di tipo politico quali vede bene, quali meno bene?
Mi sembrano, quelle al governo, donne competenti e concrete e tanto mi basta. Sarebbe bene che i prossimi governi "politici" facessero propri il pragmatismo e l' operosità di queste "tecniche", che conoscono profondamente le materie oggetto della loro azione di governo. Ma non dovrebbe essere sempre così per tutti coloro che assumono responsabilità pubbliche, ad ogni livello?
Note biografiche
Sono nata a Morbegno il 9 novembre 1951, vivo a Sondrio dal 1957 ; mio padre Giovanni è stato prima maestro nella scuola elementare di via Bosatta, a Sondrio e poi direttore didattico al 3° circolo di via IV Novembre a Sondrio. Mia madre, Olga Spini, maestra, ha rinunciato all'insegnamento, per crescere me e i miei tre fratelli. Ho frequentato le scuole elementari a Sondrio, in via Cesare Battisti, le scuole medie alla Ligari (in seconda media ho potuto "inaugurare" il nuovo edificio di via Colombaro, dopo un anno un po' disagiato, ma divertente, nel quale la Ligari era ospite del Liceo "Piazzi", nell'attuale sede degli Uffici Finanziari, sopra Scarpatetti, a due passi da casa) e poi l'Istituto Magistrale "Lena Perpenti (ho avuto come insegnanti autentici "maestri" ed educatori: Luigi Livieri, Nazzaro Conca, Alfredo Tavolaro, Isina Savoldelli, solo per citarne alcuni). Nel 1974 mi sono laureata in Pedagogia, indirizzo filosofico, all'Università Cattolica di Milano ( tesi con Sofia Vanni Rovighi su Charles Bonnet, fislosofo naturalista ginevrino del 18° secolo, critico, allora inedito, di Kant). Sposata dal 1976 con l'ing. Luigi Bassi, mamma di Maddalena (1979) ingegnere e Camilla (1983) medico, da nove mesi sono nonna di Caterina. Da meno di due anni sono in pensione, dopo una vita professionale nell'ambito degli enti locali, prima come funzionario in Regione Lombardia, poi come dirigente in Comune di Sondrio e in Provincia. Mi sono occupata di formazione professionale, orientamento, politiche sociali e del lavoro, cultura, e istruzione. Dal maggio 2003 al luglio 2007 sono stata Sindaco di Sondrio. Ma questa è storia nota. Negli ultimi due ho svolto le funzioni di direttore dei corsi di Unitre Sondrio. Faccio parte del Lions Club Sondrio Host .
1 - segue - poi Elisabetta Ferro Tradati. già Sindaco di Bormio ----------- A lettrici e lettori: LE NOSTRE DONNE OGGI. L'INVITO A LEGGERE LE INTERVISTE CHE IL GIORNALE CONTINUERA' A PROPORRE NUMERO DOPO NUMERO E, SE POSSIBILE, CON IL PASSA-PAROLA SEGNALARE L'INIZIATIVA AD ALTRE 'DONNE DI VALTELLINA'. Grazie
gazzettadisondrio@email.it donnedivaltellina@email.it
www.gazzettadisondrio.it -20.6.2012 - n. 17/2012, anno XV 2) ELISABETTA FERRO TRADATI, IL PRIMO SINDACO-DONNA NEL COMUNE DI BORMIO. INTERVISTA PER "DONNE DI VALTELLINA" - LE VOGLIAMO CONOSCERE E FARLE CONOSCERE 12.6.30.1 - 12.7.20. 1
"Donne di Valtellina, tema stimolante al di là di conformisti e stucchevoli dibattiti sociologici, spesso ideologici. Interessante invece in concreto evidenziare, attraverso le protagoniste, l'apporto delle donne alle nostre comunità di Valtellina e Valchiavenna. 1) Come vedete, come valutate questa iniziativa?
1.Mi piace sempre che si parli delle donne, soprattutto quando sono le donne a raccontare se stesse. Ringrazio quindi dello spazio che mi viene dato, anche perchè vorrei esprimere i miei più sinceri complimenti alle mamme e alle nonne di questa provincia. Non è facile trovare una concentrazione così elevata di donne concrete, lavoratrici, positivamente oneste, discrete, forti e coraggiose. Se le si paragona alle loro coetanee di aree urbane, potrebbero addirittura sembrare specie diverse...... Aveva ragione Indro Montanelli quando, descrivendo la laboriosità della popolazione in seguito alla frana del Monte Coppetto scrisse: vorrei che l'Italia fosse tutta Valtellina.....
2) Le protagoniste che stiamo coinvolgendo hanno o hanno avuto ruoli importanti. Nello svolgimento di tali ruoli avete incontrato difficoltà - e in tal caso quali - legate al fatto che fosse una donna e non un uomo a svolgerli?
2. Sì, ho trovato enormi difficoltà, legate proprio al fatto di essere donna. Immaginate un sindaco "femmina" che presiede una riunione di 12 consiglieri maschi, alcuni dei quali uomini di successo ed abituati al comando. Una donna capace di assumersi la responsabilità di prendere decisioni esce dallo stereotipo femminile e talvolta suscita reazioni anche ostili. In ciò non ho visto differenze tra generazioni, anzi, forse i giovani incontrano maggiori difficoltà ad avere un rapporto equilibrato con il "potere femminile".....ahhh il testosterone.....La cura per questo abito mentale è quella di somministrare una dose eroica (cioè o letale o risolutiva) di quote rosa nelle amministrazioni ed in politica, fino a che l'altro genere non si sia abituato ad una vera pari dignità.
3) E' abbastanza diffusa l'opinione che qualsiasi attività risulti più impegnativa (famiglia, figli, casa…) per una donna rispetto all'uomo. E' così? In quale misura? E se questa è la diagnosi quale può essere la terapia?
3. Devo necessariamente riferirmi alla mia personale esperienza. Ho potuto affrontare il mio compito di sindaco da "privilegiata": non sono libera professionista e l'impegno amministrativo non ha sottratto tempo ad attività remunerative. Approfitto comunque per sottolineare come il mestiere di sindaco non sia certo un modo per arricchirsi, se lo si compie onestamente....anzi, le spese sono ingenti, soprattutto quelle legali, quando alla competizione dialettica democratica qualcuno preferisce il ricorso a querele e denunce. A me personalmente è rimasta l'amarezza di quattro anni sottratti ai miei cari ed a me stessa per dedicarli alla grande famiglia della comunità. Pensare ad aprire un asilo nido, un centro ricreativo per gli anziani, una nuova biblioteca, trovare aree per l'edilizia convenzionata, cercare soluzioni ai problemi senza piegarsi ai voleri dei potenti, non procura amici nei giri che contano. E sono i giri che contano quelli che condizionano la stampa, quindi l'opinione pubblica ed il consenso....
4) Con riferimento alla domanda precedente, in termini generali e non personali, ritenete che l'uomo in casa, visto che progresso vi è stato al riguardo, dia un soddisfacente apporto?
4.La soluzione non è semplicemente quella di ottenere maggiore sostegno "materiale" da parte del marito o compagno. Portare le borse della spesa o accudire ai bambini non basta! A volte pesa molto di più dover sopportare malumori e critiche, che non fanno altro che accrescere l'ansia ed il senso di colpa delle donne che hanno importanti impegni extrafamigliari. Per evitare ciò, bisogna saper scegliere il compagno giusto ed avere anche un pizzico di fortuna.
5) Che la società sia profondamente cambiata nel giro di non molti anni è un fatto. Come valuta questo cambiamento, quali le cose positive, quali quelle negative?
5.Questa domanda mi fa sentire vecchia, perchè la risposta che sorge spontanea è quella tipica di un anziano: non apprezzo i cambiamenti della società che mostrano di incidere marcatamente ancor più nell'intimità delle famiglie rispetto ai costumi sociali ed ai loro aspetti esteriori.
6) Vediamo la nostra di società, di Valtellina e Valchiavenna. Dal suo osservatorio, sulla base dell'esperienza fatta, come ne giudica la situazione attuale. Quale, eventualmente, futuro intravede?
6. La società valtellinese assomiglia ad un adolescente che sta diventando adulto. Da qualche decennio guarda fuori dai propri confini ed ha preso atto di possedere enormi potenzialità. Purtroppo però la maggior parte dei suoi figli più capaci, che si recano a studiare fuori dalla provincia, spesso non vi fanno rientro perchè trovano grandi possibilità di veder valorizzate le proprie capacità altrove. E non mi riferisco a chi sceglie di prepararsi, ad esempio, in ingegneria aerospaziale che trova giustamente collocazione là dove si producono aeroplani, ma anche di laureati in medicina, in economia, in architettura, in scienze del turismo.... e potrei continuare con l'elenco di professionalità che dovrebbero trovar spazio nelle nostre terre. Ci stiamo privando di un'intera generazione che lascerà un vuoto quasi incolmabile.
7) Al Governo ci sono diverse donne, come Ministro e come Sottosegretario. Prescindendo ovviamente da valutazioni o condizionamenti di tipo politico quali vede bene, quali meno bene?
7. Non posso e non voglio nascondere la mie simpatie politiche. Sono totalmente in sintonia con il movimento nel quale milito e mi oppongo con forza a questo governo tecnocratico. Mi è difficile quindi giudicare imparzialmente. Conosco però molto bene i professori universitari: purtroppo in larga misura rappresentati da persone che si ritengono superiori agli altri e capaci di esprimere giudizi infallibili su molti argomenti. A questa categoria appartengono gran parte dei ministri e sottosegretari donne di questo atroce governo, completamente avulso dalla società ed indifferente alle esigenze del popolo. Nutro grande diffidenza verso chi si sente onnipotente, infallibile, perfetto e depositario della verità. A maggior ragione se non gode del suffragio popolare.
Note biografiche Sono nata a Milano da famiglie di origine trentina e padovana, ho un figlio di 31 anni maestro di sci e cuoco e sono sposata con un uomo fantastico che sopporta i miei malumori e riesce a farmi sorridere. La mia vita professionale mi ha dato grandi soddisfazioni: sono medico veterinario ed ho la fortuna di esercitare la mia professione in ambito universitario, a contatto con i giovani. Sono stata direttore di istituto, ora di dipartimento, dell'Università di Milano. I miei hobbies sono molto casalinghi, le tre C: cucina, casa e cani. Ho praticato molti sports, ma lo sci alpino è senza alcun dubbio il mio preferito; non amo le attività sportive che si svolgono negli ambienti chiusi e non frequento palestre. Appena posso mi dedico a passeggiate nel bosco con i miei cani e lì sono in pace, anche col mondo. Già Sindaco di Bormio (2006-2010), componente del consiglio direttivo provinciale Lega Nord.
Elisabetta Ferro Tradati
2 - segue poi Simona Schiantarelli Mazza, primo sindaco donna di Tresivio
--------------------- A lettrici e lettori: LE NOSTRE DONNE OGGI. L'INVITO A LEGGERE LE INTERVISTE CHE IL GIORNALE CONTINUERA' A PROPORRE NUMERO DOPO NUMERO E, SE POSSIBILE, CON IL PASSA-PAROLA SEGNALARE L'INIZIATIVA AD ALTRE 'DONNE DI VALTELLINA'. Grazie
www.gazzettadisondrio.it -30.6.2012 - n. 18/2012, anno XV ---------------------
SIMONA SCHIANTARELLI MAZZA, IL PRIMO SINDACO-DONNA NEL COMUNE DI TRESIVIO. INTERVISTA PER "DONNE DI VALTELLINA" - LE VOGLIAMO CONOSCERE E FARLE CONOSCERE 12.6.20.1 - 12.7.20. 11) "Donne di Valtellina, tema stimolante al di là di conformisti e stucchevoli dibattiti sociologici, spesso ideologici. Interessante invece in concreto evidenziare, attraverso le protagoniste, l'apporto delle donne alle nostre comunità di Valtellina e Valchiavenna.
1) Come valuti questa iniziativa? 1. Valuto positivamente l'iniziativa di dar voce alle donne, specie quando si lega a quel "Costruire la Pace: la donna è protagonista", che tu richiami in apertura. Mi ha ricordato la stupenda "Lettera ai Vescovi" di alcuni anni fa, in cui l'allora Cardinale Ratzinger, oggi Papa Benedetto sedicesimo, affrontava il tema del ruolo della donna in questo nuovo millennio. Anche il pensiero laico, non solo la cultura cattolica, sta riconoscendo il mondo femminile come il pilastro fondamentale di un'umanità che deve ritrovare il senso del suo vivere. Siamo lontani dalla semina ideologica del femminismo vetero-sessantottino, quello che sbandiera il diritto della donna a conquistare l'uguaglianza con il maschio, o a farsi assicurare fette di "quote rosa" nell'occupazione dei posti di potere. Per fortuna ce lo stiamo lasciando alle spalle, stiamo rendendoci conto che altre sono le sfide da affrontare, più alte e più urgenti: attingere ad un nuovo sentire, che , senza stravolgere la natura e le diversità tra mondo maschile e mondo femminile, costruisca una complementarietà di sinergie da opporre al dominio dell'avere, che sta uccidendo le nostre aspirazioni ad un'esistenza piena e serena.
2) Le protagoniste che stiamo coinvolgendo hanno o hanno avuto ruoli importanti. Nello svolgimento di tali ruoli avete incontrato difficoltà - e in tal caso quali - legate al fatto che fosse una donna e non un uomo a svolgerli? 3). E' abbastanza diffusa l'opinione che qualsiasi attività risulti più impegnativa (famiglia, figli, casa… ) per una donna rispetto all'uomo. E' così? In quale misura? E se questa è la diagnosi quale può essere la terapia?
2. e 3. Tu mi stai intervistando come ex donna-sindaco, la seconda (credo ) nella storia della Valtellina, espressione di un'amministrazione socialcomunista ( 1985-1990 ) e ti starai chiedendo se le mie precedenti considerazioni siano l'esito di un viaggio a Lourdes ….!? No. In realtà ciascuno di noi si è reso consapevole, nel tempo, che non è bastato vincere le sfide del fare ( che per altro lasciano ancora aperte molte falle ), se per strada abbiamo perso la visione complessiva dei nostri bisogni di individui e di cittadini. E per altro, come tu potrai ricordare, io fin da allora non vestivo i panni della femminista, non sentivo di dover riscattare uno stato di "minorità", così come non lo sento oggi. Già allora ci si rendeva conto che le donne socialmente impegnate non trovavano nell'esercizio della loro funzione tante difficoltà in più rispetto alle donne che facevano le casalinghe. Anzi, il lavoro veramente difficile, quello in cui dobbiamo mettere più in discussione le nostre qualità, oggi come ieri, è quello di cercare di essere buona moglie e buona madre. Il che, naturalmente, non significa che ci si debba "chiudere" tra le mura di casa. E vengo alla mia esperienza di sindaco: è vero che mi trovai un notevole surplus di lavoro, poichè dovevo dividere il mio tempo tra la mia famiglia, l'insegnamento e il Comune . Certamente dormivo meno ore e non avevo tempo per il parrucchiere ( imparai ad arrangiarmi da sola ) ma, con tutto ciò, ero ripagata dalla consapevolezza di fare una cosa utile per la mia comunità, e , di riflesso, per le persone che amavo. Non credo di aver tolto nulla ai miei figli o a mio marito (anzi ) e neppure di essermi risparmiata nel cercare di fare il bene di Tresivio. Naturalmente avevo imparato a portarmi dietro l'agenda, su cui riportavo gli appuntamenti (incombenze istituzionali, consigli di classe,"accompagnamenti" dei figli a scuola, in palestra, a lezione di pianoforte, in piscina… )e, ciò nonostante, una volta mi rintracciarono all'Iperal perché dovevo celebrare un matrimonio che avevo dimenticato di annotare….! ). Complessivamente mi pare di poter affermare che l'essere donna non mi ha penalizzato, ma mi ha portato dei vantaggi. 4) Con riferimento alla domanda precedente, in termini generali e non personali, ritenete che l'uomo in casa, visto che progresso vi è stato al riguardo, dia un soddisfacente apporto? 4. Su una difficoltà maggiore, per noi donne, di conciliare le diverse "doverosità", devo ammettere che raramente ci viene incontro la disponibilità dei mariti, e qui parlo a titolo personale: il Dino mi è stato di grande aiuto nel mettere in luce le carenze sotto il profilo urbanistico e ambientale del comprensorio su cui mi toccava lavorare, così come nei contatti con la Regione e coi Ministeri a Roma…., ma per principio si tenne fuori dai miei problemi a Tresivio e dalle posizioni che andavo assumendo. Quanto alle collaborazioni in casa e coi figli, non si è mai messo nel conto che lui potesse sostituirmi: lui c'era nella semina dei principi e nella direzione dei "fondamentali". Questo era importante, senza contare che nelle faccende domestiche è sempre stato maldestro… Fuori dalla mia esperienza, e calandomi nel mondo di oggi, vedo una sostanziale parità nella divisione dei compiti tra marito e moglie… E' una conquista, certamente, ma non so con quanto effettivo, reciproco beneficio. A volte mi disturba notare un eccesso di matriarcato nelle decisioni che si prendono in famiglia (non nella mia), c'è un marito troppo "donno" e una moglie che non porta volentieri la gonna (a meno che non sia una minigonna….).
5) Che la società sia profondamente cambiata nel giro di non molti anni è un fatto. Come valuta questo cambiamento, quali le cose positive, quali quelle negative? 6) Vediamo la nostra di società, di Valtellina e Valchiavenna. Dal suo osservatorio, sulla base dell'esperienza fatta, come ne giudica la situazione attuale. Quale, eventualmente, futuro intravede? 7) Al Governo ci sono diverse donne, come Ministro e come Sottosegretario. Prescindendo ovviamente da valutazioni o condizionamenti di tipo politico quali vede bene, quali meno bene?
5. e 6. e 7. Il presente e il futuro: credo che innanzitutto si debba fare una profonda autocritica del come ciascuno di noi si pone ( o non si pone ) verso la propria comunità di appartenenza e verso il Paese. Cambiare? Come? Cominciamo noi donne a proporci una svolta. Per quanto mi riguarda,l'essere di sinistra non mi ha impedito di uscire dagli schemi di una retrocultura che non ha più senso evocare: la "difesa d'ufficio" dei nostri diritti , nella società di oggi, è ormai finalizzato solo a catturare qualche voto in più da parte del gentil sesso. C'è davvero qualcuno che si ostina ancora a vederci come il sesso debole? Non ci facciamo sentire abbastanza? A me pare che nel mondo occidentale abbiamo recuperato, forse con troppa velocità, le posizioni di svantaggio che nei secoli scorsi ci hanno tenuto all'ombra dell'uomo. E tuttavia stiamo viaggiando a senso unico su una strada che da sola, non ci porterà lontano: non ci basta aver conquistato l'attenzione dei media, non è sufficiente che la società di oggi si muova in gran parte sui nostri bisogni e sulla loro ricaduta "di mercato", non basta far crescere il potere d'acquisto delle donne e incoraggiare l'autoconsapevolezza dell'"io valgo", se contemporaneamente le si rende sempre più schiave delle filosofie materialistiche (e se il "donnicidio" è in crescita). La dignità del corpo femminile:una sfida che stiamo perdendo. La nostra vocazione al "generare" (in senso fisico e morale… e qui penso anche ai semi della pace) è messa in secondo piano rispetto al nostro "potere" di seduzione: generare piacere, dunque. E da quando abbiamo scoperto anche il diritto ad essere sessualmente soddisfatte, gli uomini fanno fatica a tenere il passo e le nostre case si riempiono di cosmetici miracolosi, di mutande sexi e di altri additivi alle frenetiche ginnastiche che ci sono indotte (per fortuna sono una donna-nonna). Troppi silenzi, troppi discorsi vuoti nella coppia, troppe puntate del Grande fratello, troppi stereotipi che vogliono farsi cultura…. Abbiamo conquistato dei veri spazi di libertà? O di felicità? Se pensiamo di liberarci dalla nostra presunta "minorità" con l'asservimento al mercato delle nostre aspirazioni, sempre più legate agli "appetiti" materiali, precipitiamo in un'involuzione culturale che ci farà rimpiangere i tempi in cui usavamo il nostro corpo con pudore e perfino con una certa "sacralità": il vecchio, abiurato adagio del "non lo fo per piacer mio, ma per far piacere a Dio" ha un significato meno sarcastico di come lo si vuole intendere, perché ci ricorda che in tutte le forme d'amore, anche quello fisico, esprimiamo il "divino" che è in ciascuno di noi (qualche dose di panteismo al posto delle pillole blu…?). So benissimo che il laicismo imperante farà un salto sulla sedia, come quando partecipai (da sindaco di sinistra) ad una conferenza pubblica di donne ed affermai che la liberalizzazione dell'aborto andava interpretata come una legge "di necessità" e non "di civiltà"…..). E qui mi riaggancio a quanto detto all'inizio: la donna come protagonista del nuovo millennio….Ma come? Questo potrebbe essere un tema da dibattito permanente. Quali giudizi sulla situazione di oggi, quali prospettive per il futuro, in Valtellina e nel Paese (così le ultime domande)? Premesso che non credo di dover fare delle differenziazioni sostanziali per aree geografiche, dico che ho paura della stagione che stiamo vivendo: sono preoccupata, non solo per la situazione disperante dell'economia dell'Occidente (siamo al tramonto di un ciclo storico), ma soprattutto per la perdità di identità che tutti abbiamo subìto da una globalizzazione troppo accelerata, che ci fa vivere su un terreno piatto, senza ancoraggi, senza certezze, senza regole, con la necessità di reinventare la nostra vita tutti i giorni " in tempo reale" (come si dice oggi). Forse i giovani hanno imparato a convivere con il "movimentismo", col provvisorio, anche col precariato, ma per noi, che apparteniamo all'epoca dei "piani quinquennali" e delle strategie di lungo respiro, è destabilizzante la sensazione di appartenere ad una comunità "acefala" guidata (da non si sa chi) verso percorsi imprevedibili. Il futuro? Arrendersi al mercato è suicida. Illudersi di combattere il dominio del potere economico sullo stesso terreno (l'unico che ci è reso disponibile) è pura utopia, a meno che non ci si incammini verso nuove filosofie, affilando le armi di una cultura che ritrovi i valori dell'essere, riscoprendo l'homo sapiens che è in noi. Vedo le famiglie,le scuole, le chiese (al plurale, naturalmente) e i mass media come gli attori di una rivoluzione che ci faccia tornare ad essere "soggetti"del mondo in cui viviamo. La politica? Può fare molto se si libera dal concetto mercatista del misurare ogni proposta sulla quantità di consensi che può ottenere. Qualità dei programmi, meritocrazia, etica… sono parole che è urgente reintrodurre nella vita pubblica, dove i comportamenti "virtuosi" devono essere esibiti come modello di riferimento (anche se rende di più esibire il contrasto e il marciume del negativo). Abbiamo ancora tante belle anime, tante belle teste, maschili e femminili, in Valtellina e nel Paese, che possono degnamente rappresentare i nostri bisogni e farci uscire dalla palude. Ci manca un progetto, ci manca il sogno: se il Governo tecnico può portarci fuori dall'emergenza-crisi (le nostre ministre sono brave, secondo me), sarà la buona politica a doverci restituire le idealità, la speranza, la voglia di "esserci" e di "fare", tutti insieme, per costruire un mondo migliore. 8) (Domanda libera): come arrivavano le donne al vertice di un'Istituzione, quando non vigeva ancora il diritto alle quote rosa? 8. Non perché si aveva una bella faccia, ma perché si dimostrava onestà e passione, magari con un pizzico di cultura, e con quel po' di ambizione che non guasta se non sconfina nell'autoreferenzialità narcisistica (che in genere tocca di più il maschio). Io non ebbi difficoltà ad emergere in un gruppo di uomini forti e decisi, anche perché erano un po' litigiosi e le loro rivalità si ricomposero sulla mia figura femminile, che veniva da fuori, non aveva "interessi" nel paese e si presentava come persona per bene. Farei un torto a ciascuno di loro (esclusi un paio che erano tormentati da un cronico mal di pancia) se non riconoscessi che la loro lealtà e la loro amicizia mi permise operare anche su iniziative non semplici: penso all'acquisizione di Palazzo Gianoli, che divenne la sede del municipio, alla strada per Boirolo, che finalmente fu asfaltata, alla riunificazione delle due scuole elementari, quella di Tresivio-centro e quella della frazione Acqua (una separazione che resisteva alla storia e ai diritti dei bambini), alla realizzazione di impianti sportivi e palestra, alla costituzione di un Centro studi per l'archeologia (che onorava l'importante presenza in paese di reperti preistorici), all'acquisto di un edificio con successiva demolizione per ridare fiato all'antico vicolo Guicciardi, che correva tra i più bei palazzi del centro storico….ecc. E' vero che molte opere pubbliche richiesero una pazienza tutta femminile per decollare, ma la forte coesione nel procedere fu l'elemento dirimente per la realizzazione del nostro programma. I miei colleghi maschi mi difesero quando fui attaccata per un eccessivo rigore nel governare: assumere la responsabilità di guidare un'amministrazione municipale, e cercare di farlo dentro le leggi, non sempre trovava il consenso di chi era abituato a sentirsi il padrone del paese. E un eccellente Segretario Comunale lavorò al mio fianco senza risparmio e con impeccabile correttezza (grazie, caro, generoso amico Adolfo Sandrini, non ti abbiamo dimenticato). Ma non voglio andare oltre sull'elencazione di quello che riuscimmo a fare (per inciso, fin dall'inizio introducemmo la consuetudine di distribuire a tutte le famiglie un resoconto annuale dell'attività amministrativa, aperto alle critiche e alle proposte… e credo che in valle fosse una novità), perché spetta ad altri di fare un bilancio della qualità di quei cinque anni di lavoro. Sono stata felice di vivere quell'esperienza e con me i miei cari: non sento di dover fare reprimende o altre "rivendicazioni"di sorta per un'ipotetica discriminazione in quanto femmina. Note biografiche. Nata a Morbegno nel 1949, risiedo a Tirano. Sono sposata con Dino Mazza, ho due figli e quattro nipoti. Laureata in lettere moderne, ho fatto l'insegnante di Scuola Media. Sono stata Sindaco di Tresivio tra il 1985 e il 1990. Amo camminare in montagna, mi piace giocare a golf e passo molte ore a leggere: in casa Mazza ho trovato molti documenti interessanti su cui scrivere. Simona Schiantarelli Mazza
3 - segue poi Gabriella Bertazzini, Presidente L.A.V.O.P.S. --------------------- A lettrici e lettori: LE NOSTRE DONNE OGGI. L'INVITO A LEGGERE LE INTERVISTE CHE IL GIORNALE CONTINUERA' A PROPORRE NUMERO DOPO NUMERO E, SE POSSIBILE, CON IL PASSA-PAROLA SEGNALARE L'INIZIATIVA AD ALTRE 'DONNE DI VALTELLINA'. Grazie
www.gazzettadisondrio.it - 10.7.2012 - n. 19/2012, anno XV
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La Gazzetta di Sondrio Direzione
Sondrio 3 giugno 2012
Oggetto: Intervista Riprendiamo l'iniziativa che tempo fa avevamo iniziato ma poi rinviato.
La Gazzetta di Sondrio è un giornale on-line, da me edito e diretto, al 14° anno di vita che chiunque può leggere all'indirizzo http://www.gazzettadisondrio.it Aprendo questo sito compaiono le prime pagine degli ultimi tre numeri di norma in rete il 10, 20, 30 di ogni mese. Per leggere gli articoli basta ovviamente cliccare sui titoli. Tutti i testi restano in rete e quindi sono consultabili da tutti o direttamente oppure attraverso i motori di ricerca. Ormai ce ne sono più di sedicimila (16.000), divisi per sezioni del giornale e per rubriche per cui può capitare oggi, ad esempio, di cercare su Google "Gazzetta di Sondrio donne" e trovare un articolo del 20 marzo 2005 dal titolo, molto attuale, "COSTRUIRE LA PACE: LA DONNA É PROTAGONISTA" di Carlo Climati. Come si può vedere due sezioni del giornale sono specificatamente dedicate a temi di interesse provinciale: In questo quadro abbiamo pensato, proprio per la possibilità che Internet offre tutti i testi riferiti ad un certo tema essendo insieme, di avviare una maxi-indagine sul ruolo delle donne di Valtellina e Valchiavenna. Abbiamo considerato donne delle Istituzioni (fra cui 23 Sindaci), dell'economia, della cultura, del sociale, dello sport, di oggi e di ieri. A tutte Voi forniamo lo stesso testo con la possibilità Vostra eventualmente di modificare le domande, di rispondere solo ad alcune o anche di aggiungerne altre. La pubblicazione avverrà man mano che le risposte perverranno. Uno spazio apposito sul sito ospiterà l'indice delle interviste. S'intende che ove nel tempo si intendesse o togliere la propria intervista o modificarne parte si provvederà con la massima sollecitudine
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GABRIELLA BERTAZZINI, PRESIDENTE L.A.V.O.P.S. INTERVISTA PER "DONNE DI VALTELLINA" - LE VOGLIAMO CONOSCERE E FARLE CONOSCERE 20.7.20. 11)
Premessa del giornale: "Donne di Valtellina, tema stimolante al di là di conformisti e stucchevoli dibattiti sociologici, spesso ideologici. Interessante invece in concreto evidenziare, attraverso le protagoniste, l'apporto delle donne alle nostre comunità di Valtellina e Valchiavenna.
Le domande
1) Come vedete, come valutate questa iniziativa? Discutere di donne in Valtellina e Valchiavenna in questo momento, possibilmente senza addentrarsi nella querelle delle quote rosa, è sicuramente di interesse e di attualità. In un momento in cui lo stato sociale per i motivi più diversi è in crisi chi più ne paga le conseguenze sono inevitabilmente le famiglie e all'interno di queste, in particolare, le donne.
2) Le protagoniste che stiamo coinvolgendo hanno o hanno avuto ruoli importanti. Nello svolgimento di tali ruoli avete incontrato difficoltà - e in tal caso quali - legate al fatto che fosse una donna e non un uomo a svolgerli? Non vorrei passare per una falsa modesta o per colei che vuole sminuire i "ruoli" che negli anni ho rivestito, ma dire di aver ricoperto "ruoli importanti" mi mette un po' a disagio. Nel corso degli anni, e ho cominciato da "piccola", ho svolto e svolgo il ruolo di madre, ho partecipato a diversi momenti riferiti alla Comunità in cui vivo (movimenti di opinione, associazionismo, carica di Consigliere Comunale), ho lavorato, e lavoro, in un Ente pubblico e pertanto al servizio del cittadino ed oggi ricopro il ruolo di presidente di una Associazione, L.A.Vo.P.S., che gestisce il Centro Servizi Volontariato della provincia di Sondrio. La difficoltà maggiore che ho incontrato è sicuramente quella legata a far convivere gli impegni che i vari ruoli assunti comportano e i sensi di colpa che sicuramente caratterizzano maggiormente la componente femminile. Noi donne infatti a fronte della capacità, quasi indiscussa, di portare avanti più cose in contemporanea siamo però, molte volte, prese dal senso di impotenza in caso di fallimento e dalla paura di non riuscire a soddisfare e ottemperare gli impegni presi. Stati d'animo questi che difficilmente caratterizzano gli uomini e che pertanto li facilitano a ricoprire ruoli importanti.
3) E' abbastanza diffusa l'opinione che qualsiasi attività risulti più impegnativa (famiglia, figli, casa…) per una donna rispetto all'uomo. E' così? In quale misura? E se questa è la diagnosi quale può essere la terapia? Condividendo in larga misura la diagnosi rispetto alla terapia ritengo che si debba intervenire su due livelli e precisamente sulla "sfera privata" e sulla "sfera pubblica"di ognuno. Per quanto riguarda la prima è opportuno condividere con le persone che ci accompagnano gli interessi, le modalità di agire e la propensione ad impegnarsi su più fronti cercando di mettere in atto un modus vivendi che contempli le esigenze e le sensibilità di tutti. Per quanto riguarda la sfera pubblica riferendomi ad impegni ed assunzione di ruoli nella Comunità, è indispensabile cambiare modalità di approccio nello svolgere le proprie attività. In questo sicuramente le nuove tecnologie possono essere di grande aiuto oltre che assumere maggiormente modalità più pragmatiche nell'affrontare le situazioni.
4) Con riferimento alla domanda precedente, in termini generali e non personali, ritenete che l'uomo in casa, visto che progresso vi è stato al riguardo, dia un soddisfacente apporto? Come sempre c'è uomo ed uomo; mi sembra però di constatare che negli ultimi anni gli uomini abbiano raggiunto un grado di autonomia decisamente maggiore. Mi auguro solo vista la maggiore propensione, essenzialmente legata a motivazioni di natura economica, del permanere maggiormente in famiglia non comprometta quanto conquistato negli ultimi anni.
5) Che la società sia profondamente cambiata nel giro di non molti anni è un fatto. Come valuta questo cambiamento, quali le cose positive, quali quelle negative? E'cambiata la struttura della società (diminuzione relativa delle fasce giovani della popolazione e contemporaneo aumento degli anziani, aumento della speranza di vita, diminuzione del numero di figli per donna, aumento delle famiglie composte da una sola persona) e questo ha avuto effetti dirompenti sulla famiglia e sui ruoli al proprio interno. Penso alla fragilità dei rapporti matrimoniali e alle esigenze di cura delle persone anziane o disabili. A questi fenomeni si aggiunge per la prima volta nella nostra provincia, la presenza di una quota significativa di persone provenienti da altre nazioni con culture ed abitudini diverse. Non si tratta di valutare positivamente o negativamente questi fenomeni. Il problema è governarli usando come paradigmi dell'intervento pubblico, collettivo ed individuale quelli dell'inclusione sociale, dei diritti degli individui, del farsi carico. L'opposto insomma dell'involuzione falsamente legata al territorio e all'egoismo individualista che abbiamo purtroppo dovuto subire da vent'anni a questa parte in provincia e nel Paese.
6) Vediamo la nostra di società, di Valtellina e Valchiavenna. Dal suo osservatorio, sulla base dell'esperienza fatta, come ne giudica la situazione attuale. Quale, eventualmente, futuro intravede? Pensando come presidente L.A.Vo.P.S. e ovviamente come cittadina ritengo che stiamo attraversando un momento particolarmente complesso e di difficile comprensione per i più. Aprire un giornale e comprendere quello che sta succedendo all'economia nazionale e sovranazionale è veramente difficile, i cambiamenti istituzionali in atto sono decisamente disorientanti e anche questi di difficile lettura a fronte di esigenze molto concrete che quotidianamente viviamo e devono essere affrontate: la perdita del lavoro e quindi il sostentamento della propria famiglia, la cura del genitore anziano, del figlio disabile, … tutti aspetti che il mondo del volontariato intercetta nella sua quotidianità e cerca di affrontare e supportare in modo adeguato. Sicuramente un futuro ci sarà; come, in questo momento, è difficile ipotizzarlo. A mio avviso sarà sempre più necessario, oltre ad un ridimensionamento del modo di vivere, una sempre maggiore relazione tra le realtà sociali, economiche e il singolo individuo per comprendere lo stato delle cose ed affrontarlo in modo coeso.
7) Aspettative per il modo del volontariato ed in generale del Terzo Settore (domanda libera) Prima di tutto abbandonare l'autoreferenzialità che a volte caratterizza questo mondo e poter lavorare insieme su obiettivi condivisi e di prospettiva. Mettere in atto uno sforzo collettivo per avere elementi di conoscenza della nostra realtà puntuali e veritieri sui quali intervenire, a piccoli passi, ma coerentemente e con efficacia. Imparare ad ascoltare e a cogliere i contributi che ognuno può dare, sia in forma associata che singolarmente, con i propri tempi e modalità. Diventare degli interlocutori capaci del mondo delle istituzioni e dell'economia relazionandoci con fermezza e determinazione apportando i contributi opportuni. Proprio in quest'ottica in provincia si sta lavorando per la costituzione del Forum del terzo Settore che intende aggregare a livello locale le organizzazioni che operano, senza finalità di lucro, per realizzare finalità di interesse generale.
Gabriella Bertazzini, Presidente L.A.V.O.P.S. Note biografiche Nata il 19 novembre del 1958 da genitori generosi che mi hanno trasmesso in particolare il senso dell'amicizia che mi ha accompagna sino ad oggi. Ho due figli che mi tengono allegra e in attività e i cui padri mi hanno permesso di impegnarmi e di realizzare tante cose a me care. Per quanto riguarda gli studi non ho mai brillato anche perché distratta da situazioni ed avvenimenti a me più consoni. Dal punto di vista sportivo, pur essendo figlia di tanto padre, sono decisamente pigra. Hobby preferito: leggere ed aiutare, nel limite del possibile, chi ha bisogno. Dipendente della tanto bistrattata Pubblica Amministrazione e non me ne vergogno. Ho ricoperto per un mandato l'incarico di Consigliere di minoranza in Comune di Sondrio e ruoli all'interno dell'Associazione Agenzia per la Pace e L.A.Vo.P.S. di cui sono Presidente.
4 - segue --------------------- A lettrici e lettori: LE NOSTRE DONNE OGGI. L'INVITO A LEGGERE LE INTERVISTE CHE IL GIORNALE CONTINUERA' A PROPORRE NUMERO DOPO NUMERO E, SE POSSIBILE, CON IL PASSA-PAROLA SEGNALARE L'INIZIATIVA AD ALTRE 'DONNE DI VALTELLINA'. Grazie
www.gazzettadisondrio.it - 20.7.2012 - n. 20/2012, anno XV |