Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Giustizia: magistratura e politica:
D’Ambrosio al Senato oggi.
Per diventare Ministro di Grazia e Giustizia domani

di Luca Alessandrini

 

Autonomia della Magistrature solo con garanzia di imparzialità - Politicizzazione inaccettabile - In pensione da tre anni. Passato da dimenticare? - Previti - Durissima Stefania Craxi - Mossa calcolata - Ipoteca politica - D'Ambrosio senatore e poi Ministro: mossa lucidissima - Mossa troppo spregiudicata - Servire il Paese. Bene, ma perché in politica?


Autonomia della MagistraturA
solo con garanzia di imparzialità

Nel dibattito tumultuoso di questi giorni c'é stato qualcuno - difficile da ricordare chi e di quale schieramento, ma non importa dato che conta la sostanza - che ha efficacemente sintetizzato il rapporto che deve esserci, secondo i sacri canoni di Charles-Louis de Secondat barone de La Brède e de Montesquieu  (Libro XI de Lo spirito delle leggi,) rimasti pienamente validi da tre secoli. Una proposizione molto semplice da enunciare anche se molto difficile da praticare: nel rapporto tra i tre poteri e cioé legislativo, esecutivo, giudiziario, il punto fondamentale, sempre ma soprattutto per una situazione come l'attuale é l'autonomia della Magistratura. Fin ovvio. Ma questo a una sola condizione: che la Magistratura sia effettivamente imparziale.

Politicizzazione inaccettabile
Nessuno può negare che vi siano settori della Magistratura italiana con un grado non accettabile di politicizzazione come nessuno può negare che vi siano forti e seri dubbi all'opportunità che un magistrato scenda sul terreno politico. Si dice che anch'egli é un cittadino come gli altri. Non é vero. Il dr. Rossastri, da magistrato, specie se inquirente, può avere un insieme di informazioni, personali e collettive, acquisite per le delicate funzioni svolte. Se il dr. Biancastri o l'ing. Giallastri scendono in competizione con lui possono essere anche in condizioni di obiettivo svantaggio proprio perché il dr. Rossastri magari é venuto a conoscere dati personalissimi, il conto in banca e quant'altro del suo competitore.

In pensione da tre anni. Passato da dimenticare?
Torniamo all'argomento dell'articolo, alla discesa in campo cioè, dell'ex Procuratore della Repubblica di Milano dr. Gerardo D'Ambrosio, probabile Ministro in pectore di Grazia e Giustizia nell'ipotesi di vittoria di Prodi.
L'on. Luciano Violante, abile tessitore DS, non ha trovato di meglio che dire che in fin dei conti si tratta di un magistrato sì ma in pensione da tre anni. Che questa sia una risposta dialettica ma di fatto una fuga di fronte al problema di fondo é dimostrato dall'ingenua posizione assunta da D'Ambrosio dicendo di lasciar perdere il passato e guardare invece avanti, ai problemi del Paese e della Giustizia.
Non sono certo entusiasti dell'idea di dimenticare il passato i tanti esponenti, soprattutto democristiani con qualche socialista, messi in galera con accuse poi sciolte al sole e pienamente assolti poi nei processi.

Previti
Di Violante interessante quanto poi ha detto rivolgendosi a Berlusconi:
“non desta stupore che chi candida Previti e Dell’Utri sia contrario alla candidatura di D’Ambrosio” (Non sappiamo di Dell'Utri, ma supponiamo che ci siano il buon gusto con il buon senso non candidando Previti. Non per i reati per i quali é stato condannato in quanto la sentenza non é ancora definitiva. I suoi avvocato stessi hanno però spiegato che i 25 miliardi incassati altro non erano che il corrispettivo della sua parcella. Non formalizzata per ragioni fiscali. Visto che l'IVA sarebbe stata di 5 miliardi. e le imposte dirette di almeno una decina di miliardi dovrebbero essere tutti soldi non incassati dallo Stato. E' questo il motivo per cui gli stessi elettori "azzurri" si augurano che non venga commesso questo clamoroso sbaglio...)

Durissima Stefania Craxi
Sulla questione é intervenuta anche Stefania Craxi: «È il saldo dei conti con chi ha fatto il lavoro ... (omissis, l'aggettivo é troppo pesante)» - E poi ancora: «È la prova provata che la scuola quadri dei Ds ha ancora sede nella magistratura italiana. E che l'azione dei pm è stata politica. Io lo sapevo, e dunque non mi stupisce».

Mossa calcolata
Del resto la candidatura non é quell'errore tattico di cui hanno parlato in tanti. Si é trattato di una mossa ben calcolata. I DS hanno solo guardato avanti, con una certa spregiudicatezza.
Il messaggio rivolto alla Magistratura é chiaro.
Gli addetti ai lavori lo colgono (insieme ad altro: per fare un solo esempio come mai era andato a Torino Caselli, dopo essersene andato da Palermo, prima della sua sconfitta nel processo di Andreotti, sistemandosi al Ministero?).
Ci sarà il Ministero, si cambieranno tante cose, punti cruciali saranno la nuova organizzazione ed anche il cambio del CSM.
Si chiuderanno tanti capitoli.

Ipoteca politica
Una parte sarà anche positiva, ma il guaio sarà l'ipoteca politica.
Troppi democristiani, e qualche socialista, hanno svernato a suo tempo nelle carceri milanesi per essere poi invece riconosciuti totalmente innocenti. Incarcerati per nulla, nulla avendo commesso.
Va ricordato che in carcere preventivo si manda qualcuno o perché c'é il rischio di fuga, o quello di reiterazione del reato, o quello di inquinamento delle prove. A titolo di esempio Fiorani se resta dentro non é sicuramente per i primi due punti ma, giustamente, per il terzo.
Ma Consorte e soci, intanto per ora in totale libertà. E domani chissà, magari capiterà di vederli onorati con il drappello di gala schierato? Per carità, sino a dimostrazione contraria deve valere la presunzione di innocenza. Per tutti però: Non vogliamo mettere in discussione il lavoro degli inquisitori di Milano e Roma. La gente però dice anche "vox populi vox dei"...

D'Ambrosio senatore e poi Ministro:
mossa lucidissima

Torniamo alla candidatura.
La mossa D'Ambrosio é lucidissima.
In fatto di lucidità non va del resto dimenticato come a suo tempo lucido fu il disegno di cercare di incastrare Andreotti. Se é andata buca é solo perché Andreotti ha goduto ottima salute, é sopravissuto ai tempi processuali. Fosse morto prima della fine dei processi, questi si sarebbero estinti e sarebbe rimasto il dubbio. Un effetto comunque c'é stato in quanto é stato messo fuori gioco politicamente. Non si fosse costruita la favola del bacio a Riina e la storiella della sua connivenza con la mafia, la sua presenza sullo scenario politico sarebbe stata ingombrante per molti e quindi la storia del Paese sarebbe stata diversa.

Mossa troppo spregiudicata
Lucida, politicamente finissima ma troppo, troppo spregiudicata per sorvolare. Da una posizione "laica", "neutra", "obiettiva" non può che venire un pollice verso.
A torto o a ragione Mani pulite oltre al ruolo positivo svolto (noi da sempre abbiamo detto e soprattutto scritto che per chi ruba nella o alla pubblica amministrazione ci vuole la legge araba, quella del taglio, cominciando dalle mani) ha anche lasciato dietro di sè una serie di dubbi, di interrogativi, di considerazioni (eufemismo) politico-giuridiche.
La candidatura di un protagonista di primissimo piano di quel periodo non può non riportare sul tavolo quel periodo, soprattutto per i tanti che lo hanno subito pesantemente. Anche chi non é andato in galera e chi non ha avuto avviso di garanzia. Si tratta dei tantissimi che facevano parte della classe dirigente, soprattutto DC, operando disinteressatamente, spesso pagando di persona in tempo e denaro, mossi da autentico spirito di servizio, e che a un certo punto si sono visti additati, in modo poi terribilmente manicheo con la lavagna dei buoni e dei cattivi, anche loro come il marcio del Paese, in una generalizzazione mendace e strumentale.

Servire il Paese. Bene, ma perché in politica?
Ovviamente non si discute della competenza della persona. I dati sono politici, e per certi versi etici.
D'Ambrosio ha detto di voler mettere a disposizione del Paese la sua esperienza. Positivo questa voglia di fare. Perché proprio in Parlamento, e magari domani nell'esecutivo? Ci sarebbero stati mille altri modi.
Però, siamo franchi on. Violante, non prendiamoci in giro!

Luca Alessandrini

GdS 30 I 2006 - www.gazzettadisondrio.it
______________________________________     


                                
Torna a Italia e Mondo
  
                                 Torna all'indice generale

                                 Torna alla prima pagina