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Dedicato a chi é contrario alle primarie, e in particolare a quelle del centro destra considerate una sorta di trappolone per Berlusconi
di Mario Segni

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera inviata a Giuliano Ferrara:
Caro direttore,
leggo sul Foglio opinioni autorevoli (Ostellino, Salvati) fortemente contrarie alle primarie, e in particolare a quelle del centro destra considerate una sorta di trappolone per Berlusconi. La penso esattamente all’opposto. Considero le primarie un grande passo avanti della democrazia dell’alternanza. Concordo con Paolo Franchi che le primarie della Casa delle Libertà sarebbero ancora più importanti di quelle del centro sinistra. E ritengo che siano per il centro destra italiano una delle poche vie d’uscita, e per lo stesso Berlusconi un modo onorevole di uscire dall’impasse.
Inizio da un problema concreto. Si sta discutendo in questi giorni la cosiddetta legge Cirielli, o salva Previti, come la chiamano alcuni. Ebbene io intendo entrare nel dibattito delle primarie per dire che la Cirielli è uno schifo, è uno dei tanti errori clamorosi della Casa delle libertà. Voglio poter dire a tutti che se il centro destra perderà le prossime elezioni sarà prima di tutto perché un pezzo dell’Italia moderata e liberale le ha voltato le spalle non accettando le leggi ad personam e il conflitto di interessi. Voglio portare dentro questa maggioranza il tema della legalità, convinto come sono che l’abbandono di questo principio abbia rappresentato per la CDL una specie di catastrofe, la perdita della bussola in pieno oceano. E soprattutto voglio poter dire a tutti che è assurdo considerare di sinistra chi dice queste cose, perché questi anzi sono i temi caratteristici di ogni forza liberaldemocratica, perché un centro destra che abbandona il binomio “legge – ordine” perde la sua ragion d’essere, e regala alla sinistra un ruolo fondamentale e per essa improprio, la difesa dello stato liberale. Voglio poter dire infine che questa “devolution” non è contro lo stato di diritto ma è contro lo Stato in sé, e che ancora una volta è incomprensibile come un centro destra serio possa perdere l’anima per rincorrere i voti di Bossi.
So bene che tranne Fisichella, Tabacci e qualche altro coraggioso nessun parlamentare o dirigente ha avuto il coraggio di dire queste cose, anche se molti le pensano. Ma ciò che sta uccidendo la maggioranza è l’appiattimento e il rifiuto di un dibattito corretto. Ebbene, proprio a questo servirebbero le primarie: aprire al vento delle idee, e anche delle contestazioni, stanze chiuse da troppo tempo che rischiano di ammuffirsi. Sarebbero un primo passo per trasformare il centro destra da un blocco modellato sulla persona e sulla linea del capo in una normale coalizione democratica, cioè una alleanza in cui la linea e le leadership vengono determinati dal confronto e dal dibattito continuo. Questo è il nocciolo della questione. Le obiezioni mi sembrano irrilevanti, come l’idea che nel bipolarismo la maggioranza uscente non discute la linea e il leader. Dove sta scritto? La Thatchter fu pensionata dal suo partito, e il dissenso del partito democratico sulla guerra in Vietnam costrinse Johnson a non ricandidarsi.
Sulla anomalia berlusconiana abbiamo opinioni differenti, caro Ferrara, ma concordiamo nel considerarla una anomalia, e sappiamo che dalle cose anomale bisogna uscire al più presto. Le primarie sarebbero un passo in questa direzione. Berlusconi diffida perché le primarie lo farebbero passare, nella migliore delle ipotesi, da monarca assoluto a monarca costituzionale. Lo comprendo. Ma lui dovrebbe comprendere che, se vuol salvare la coalizione e forse rafforzarla, le primarie sono uno dei pochi strumenti utilizzabili.
Mario Segni

GdS 30 IX 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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