Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

C’è bisogno di risorgere
di Valerio Dalle Grave

- - - - -

Nel nostro sistema democratico, qualcosa sembra non funzionare più. Destra e sinistra si arrabattano tra quotidiani insulti, reciproche accuse e sofisticati distinguo. Ciò che viene detto oggi, viene puntualmente smentito domani. Le risse fra alleati, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra, non fanno altro che offrire desolanti e indecorosi spettacoli quotidiani.
Chi governa non perde occasione dal presentarsi su ogni proscenio mediatico per rivendicare demagogicamente il merito di avere fatto il meglio e il di più per la tranquillità, la sicurezza e il benessere del Paese. Chi è all’opposizione, viceversa, sfrutta ogni possibile spazio lasciato libero dalla maggioranza, per dipingere l’orso il più brutto e nero possibile, senza offrire uno straccio di proposta alternativa credibile.
Il cittadino comune, tendenzialmente tenuto alla larga dai luoghi delle discussioni politicamente impegnate, frastornato da tanta confusione di linguaggi farraginosi di cui stampa e radiotelevisioni si fanno quotidiani e puntuali portatori, vittima della propria ignoranza e della propria pigrizia, suo malgrado rimane inerme spettatore della progressiva dissoluzione del patrimonio di valori positivi, come la solidarietà, la partecipazione e la coesione sociale, che ha permesso all’Italia, quindi agli italiani, di diventare una delle massime potenze economiche del mondo.
L’Italia, uscita da una guerra disastrosa e fratricida, economicamente e spiritualmente distrutta, guidata da un gruppo di persone colte, integerrime, cariche di carisma politico e sociale frutto del loro diretto impegno sul campo nella lotta contro lo sfacelo morale, culturale e civile, in cui l’aveva trascinata il regime fascista, seppe risorgere a nuova vita, seppe offrire prospettive serie, concrete e credibili ai propri cittadini, che permettesse loro di affrontare il futuro in pace, prosperità e sicurezza.
Quel gruppo di persone seppero ridare fiducia ai figli dei caduti, ai reduci, ai loro famigliari e ai superstiti della catastrofe, restituendo loro piena dignità; quella dignità che il precedente regime e la monarchia avevano fortemente compromesso.
Ora, a distanza di sessanta anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, dopo essersi dati una costituzione fra le migliori al mondo, dopo aver conquistato notevole prestigio a livello internazionale, notevoli successi interni di progresso economico e sociale; dopo aver raggiunto ragguardevoli traguardi sul versante della sicurezza sociale, dell’istruzione e della salute, gli italiani sembrano non rendersi conto del rischio che corrono di perdere quel grande patrimonio di libertà, di democrazia e di benessere sociale che hanno conquistato sulla strada tracciata dai loro padri in faticosi anni di sacrifici e di lavoro comune.
L’Italia, trascinata alla deriva da speculatori e da persone senza scrupoli, da circa venti anni sta scendendo lungo una china pericolosa. A fasi alterne ma in progressione, ha ammosciato la sua anima creativa, perdendo spirito e gusto alla partecipazione nella vita politica e democratica e, quel che è peggio, sta cedendo sul fronte dei valori fondanti della Costituzione Repubblicana.
Sembra che gli Italiani, irretiti da un individualismo bieco e cieco, siano propensi ad arrendersi impotenti di fronte alla scarsa competitività e al declino dell’economia, alla recrudescenza degli scandali finanziari, alla verbosità demagogica e populista degli uomini di potere, senza minimamente reagire; al punto da non capire che in questo modo stanno facendo del male al Paese e a loro stessi.
A mio modo di vedere invece c’è bisogno di una forte carica risorgiva. Gli Italiani ne sono capaci specie se si sforzano di riflettere sulle proprie potenzialità intellettuali, filosofiche, morali e religiose. Un risorgere che parta dal basso, dalla gente comune, senza affidare ad alcuna gerarchia laica o religiosa, ne tanto meno a nessun uomo “carismatico” la soluzione dei propri problemi.
E’ ora che si tolgano dal cassetto le esperienze maturate durante il dispiegarsi della nostra storia, che si mettano a frutto i fondamentali della nostra cultura e i potenziali della nostra verve latina.
E’ ora che ci liberiamo dallo stato di narcosi paralizzante in cui l’esasperato individualismo ci ha cacciato e ritorniamo ad essere un Paese e un popolo solidale e fiducioso.
Valerio Dalle Grave

GdS 10 I 2006 - www.gazzettadisondrio.it
________________________________________
 

Torna a Italia e Mondo
                                                
Torna all'indice generale

  Torna alla prima pagina