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Se fossi stato in Terminetor avrei concesso, in questo caso, la grazia, ma qualche riflessione si impone
di Nemo Canetta

Con nota in calce del giornale

Da qualche giorno tutta la stampa europea amplifica assai l'esecuzione di un afroamericano, in California, colpevole di 4 omicidi. Persona che, a detto di tutti si è "redenta".
Premesso che se fossi stato in Terminetor avrei concesso, in questo caso, la grazia, permettetemi qualche riflessione.

La prima e mi rivolgo sopratutto agli amici di area cattolica è "calma", poiché ricordo benissimo che, al liceo (prima metà degli anni '60, mica un'era or sono), il mio testo di religione a proposito del comandamento "non uccidere", recitava testualmente "... vi sono solo 3 eccezioni ... legittima difesa, il soldato in guerra e la pena di morte ...".
Pare d'ascoltare un discorso di un paio di secoli or sono: invece è solo di 30/40 anni fa.
Del resto lo Stato della Chiesa, come certamente tutti ben sapete ha ufficialmente abolito la pena di morte solo dopo il 1° Conflitto Mondiale.
E difatti il Papa oggi, schierandosi contro la pena di morte, si guarda bene dal farlo "senza se e senza ma", ma afferma "...oggi, con la tecnica che abbiamo, possiamo farne a meno ...".
Non è la stessa cosa che negare e basta.

Ed ancora: tutte le volte che sento mettere alla berlina gli USA per questa questione mi viene in mente che - lo sanno tutti - è la Cina che, di gran lunga, applica di più le esecuzioni capitali.
Si parla di migliaia di persone all'anno, il che è come dire gli USA moltiplicato per 100.
Tutti sappiamo ma ben pochi protestano. Un po' perché la Cina, bene o male, è uno stato "progressista" ma sopratutto perché laggiù i giornalisti si guardano bene dallo scrivere certe cose. Ed alla ns coscienza basta questo per non preoccuparsene troppo.
Ma c'è di più: se della Cine qualcuno parla, degli altri non si fa verbo. Di Cuba, ad esempio. O dei tantissimi stati orientali ove, pressoché dappertutto, la pena capitale è in vigore.
Facciamo qualche es. tratto dai libri di statistiche che mi piacciono tanto: Singapore 10, Vietnam 64, Giappone 7, Iran "almeno" 108.
Ma evidentemente alla stampa mondiale (ed alle relative opinioni pubbliche) di questi poveracci non frega nulla ! Non fanno notizia !

Ed ancora: provate a farci caso, sono parecchi i "Paesi importanti" che mantengono (ed applicano) la pena capitale: USA, Cina, India, Giappone, Tailandia, Corea, solo per elencarne alcuni.
Molti altri pur non avendo ucciso nessuno nel 2004 (anno cui si riferiscono le statistiche) non hanno abolito la pena di morte: tutta l'area mediorientale, gran parte dell'Africa, tutta l'area caraibica.
Credo che ci dovremmo chiedere, senza riferirci SOLO agli USA ma anche agli altri Paesi "...possibile che le più grandi potenze del globo battano tutte una strada sbagliata ?" e, se si, perché ?
Condannare, come fa l'EU, in modo acritico e dogmatico non serve e non spiega nulla.

Ed ancora: tra i Paesi "abolizionisti" ve ne sono alcuni per cui, se non fosse tragico, verrebbe "da ridere": la Turchia, in sanguinosissima guerriglia con i kurdi, Israele che abolisce la pena capitale e poi fa le "esecuzioni mirate" dei capi palestinesi, l'Algeria, ove i guerriglieri islamici sgozzano allegramente e l'esercito reagisce con esecuzioni "ufficiose" indiscriminate, e così via.
Suvvia, siamo seri!

Sono alla fine, aspettate a chiudere!
Mia moglie Eliana ha avuto, anni or sono, la fortuna (fu un'esperienza traumatica ma di grandissimo interesse) di essere chiamata, per 3 mesi, come "giudice popolare" alla Corte d'Assise di Milano.
Le capitò, tra i tanti, pure Vallanzasca, un paio di "brigatisti" minori e molti "mafiosi".
Sapete, alla fine dell'impegno, cosa disse loro il Presidente (Presidente di Corte d'Assise, mica l'ultimo degli avvocati ...) ?
"...la Giustizia, oggi, si preoccupa SOLO dei delinquenti ma non si preoccupa per nulla delle vittime ..!".

Chi pensa più alle 4 persone uccise da quell'afroamericano che oggi è stato ucciso?
Chi pensa, salvo casi eccezionali, alle vittime di stupri, di rapine, di furti, d'aggressioni? Assolutamente nessuno, neppure le Forze dell'Ordine che hanno troppo da fare.
Se il tuo avvocato "manovra bene", se la stampa, sempre in caccia di "mostri" o di "casi" da prima pagina, agiranno bene il ladro, l'assassino, il rapinatore sono pressoché certi che tutti, per mesi, per anni, parleranno di loro. Talora persino con ritorni economici!
Ma delle vittime, chi si preoccuperà? Chi si è mai preoccupato di quei negozianti che sono stati rapinati 3/4/5 volte e che, alla fine, hanno sparato?!?

Un piccolissimo esempio: anni orsono, grazie alle impalcature per lavori esterni, i soliti Rom entrarono a casa mia, a Milano, asportando valori, pure di famiglia.
Solita denuncia, visita della Polizia .. e poi ... assolutamente nulla!
Neppure ti dicono che il fascicolo è stato chiuso, che non hanno trovato nessuno.
Ma se parli male dei Rom qualche "progressista" ti guarda pure male.

Certo la pena capitale è una cosa tremenda ma non dimentichiamo che anche rapinare od assassinare è altrettanto (anzi certo di più) tremendo.
Non trasformiamo chi "delinque" in un eroe!
Meditare gente, meditate!
Nemo Canetta

La nostra nota
Alle molte ragioni che obiettivamente militano a favore della soprressione, dove c'é, della condanna a morte, se ne aggiunge una, utile anche a prevenire. Per reati particolarmente efferati, da pena di morte, dove questa é prevista, per intenderci, la previsione di un ergastolo vero (carcere effettivamente a vita, salvo casi eccezionali da trattarsi solo con l'istituto della grazia, é molto meglio. Isolamento assoluto per il primo periodo. Visita dei familiari una volta all'anno (le vittime ne hanno di più di visite ma loro sono sottoterra e senza la possibilità di vedere i fiori e magari le lacrime dei loro cari...), detenzione poi in qualche isoletta dove opportunamente erano stati stabilite le cosiddette colonie penali. L'espiazione deve essere effettiva. La redenzione, dopo
delitti particolarmente efferati, deve meritare non la libertà, salvo casi eccezionalissimi, ma la fine dell'isolamento e il carcere "normale". Si seguisse questa strada si centrerebbe anche un risultato sulla via della prevenzione. I mafiosi dietro le sbarre in regime di 41 bis hanno avuto modo in più occasioni di chiederne il superamento, disponibili a collaborare. Il 41 bis pesa, e in questo modo può far paura. E può ridurre la delinquenza. NdD

GdS 20 XII 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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