Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Costume e Malcostume. A proposito di un “Incontro con l’autore” fiera del pettegolezzo. Ma di questi autori è bene farne a meno, a dir poco
riproposto sul n. 31 del 10.XI.05 con il titolo:
"La preghiera di una vergine", titolo doppiamente fasullo (non ci sono preghiere né vergini) di un libro, ahimé, presentato a Sondrio
di GdS

  Un giallo in cui non conta il finale - Licenza e licenzioso - Gentiluomo - Cavaliere - Il reale: oggetto di compatimento

un giallo in cui non conta il finale
Corriere della Sera, pag. 29. Il 21 dicembre di sette anni fa leggevasi "Se lo slip diventa passe-partout", autore Sebastiano Grasso. Questa curiosa idea, peraltro già di per sé molto indicativa, di uno slip che funziona da passaporto, fornendo occasione per scritti da scaricatori di porto - con le scuse a questa categoria - é rimbalzata parecchio. E di slip, per uomo e per donna, si é parlato e sparlato parecchio in quel di Sondrio dopo una serata che si preannunciava cultural-chic visto chi arrivava come autore - questo tale Sebastiano Grasso - e chi arrivava a presentarlo, il tutto con la benedizione del Comune che organizzava l'evento. L'avevamo annunciato anche noi pubblicando sul n. 28 il comunicato che ci era arrivato dal Comune pensando che si trattasse di una cosa seria. Questo l'inizio dell'annuncio: "Giovedì 20 ottobre alle 17.30 presso la Biblioteca Civica "Pio Rajna" di Sondrio Raffaele De Grada e Vittorio Sgarbi presentano il volume
"LA PREGHIERA DI UNA VERGINE E ALTRE POESIE D'AMORE" di Sebastiano Grasso e con prefazione di Ermanno Krumm e dieci disegni di Georg Baselitz (edizioni Es). Letture di Laura Negretti e Sergio Gaddi, accompagnati al pianoforte da Serena Pasquini.
Sarà presente l'autore"
.
La vicenda é divenuta, come potevano benissimo prevedere quelli al tavolo, dominio pubblico non già per il valore poetico - di cui si dirà avanti - bensì per la colorazione che la cosa ha assunto, anche per effetto di titoli e di locandine di giornali. La vicenda cioé é divenuta un giallo: la caccia alla signora della Sondrio-bene protagonista della vena (si fa per dire) poetica di quel Grasso che la poesia ha voluto "grassa", permettendosi tutto come si pensa debba essere per i Grandi (ma quelli veri si comportano in ben altro modo) dall'alto del suo seggiolone.
Di solito per i gialli l'istinto é quello di andare a vedere l'ultima pagina per scoprire l'assassino senza trepidare per 100 o 200 pagine. Nel giallo sondriese d'un uggioso giorno d'ottobre non é la soluzione che interessa - anzi non interessa - ma la miseria morale, anzi amorale, di almeno alcune di quelle pagine. Non sappiamo se di tutte perché 16 €uro, otto se ordinato via Internet, non li abbiamo da sprecare il tal modo. Meglio buttarle in Adda o nel Mallero, se proprio non si ha un'idea migliore visto che a tanta gente anche un solo €uro fa molto comodo.
Tutto del resto é permesso a chi a soli 17 anni si é visto pubblicare la sua prima opera. Deve essere stato un talento straordinario, con un Editore eccezionalmente illuminato, per dare credito a un ragazzino. Il più precoce dei geni, Albert Einstein, é nulla al confronto visto che il primo exploit lo ha fatto ormai maggiorenne (di quando la maggiore età era non 18 ma 21 anni).
Figurarsi poi le difficoltà per farsi strada incontrate crescendo, di età, con fior di amici come Pasolini, Luzi, eccetera, e presentatori dei suoi libri come Carlo Bo, Diego Valeri, Mario Luzi, Riccardo Bacchelli. E poi nell'entrare nel sancta Sanctorum, il Corriere della Sera!
Chi sfodera cotal curriculum può dunque permettersi di pubblicare una trilogia, in una collana erotica, fra l'altro - ci si scusi il termine ma é l'unico che rende l'idea - sputtanando quella che fa pensare di aver avuto fra le sue braccia, una che evidentemente aveva visto un faro dove in realtà c'era solo gas che bruciava. E che non ha illuminato ma sparso fuliggine.

LICENZA E LICENZIOSO
Da licenza è venuto il termine licenzioso, come da morale è venuto immorale.
Sempre nel sistema.
Il licenzioso sa di fare cose “contro”. Le fa ma resta nel sistema.
L’immorale sa di fare cose “contro”. Le fa ma resta nel sistema.
Il ... no. E’ fuori del sistema.
Lui non é nulla i tutto questo.
L’amorale. E’ fuori del sistema ma peggio ancora del ... perché non si pone neppure il problema.
Delirio di onnipotenza: io faccio quel che voglio. Una riedizione da terzo millennio del cartesiano “cogito ergo sum” (se non fosse di rischiare la bassa lega potremmo fare la battuta che inizia con l’invito a togliere la “g” dal detto cartesiano proseguendo con le sostituzioni e giocando enigmisticamente sul cognome di sei lettere del bel tomo di cui parliamo).

GENTILUOMO
Non è certo gentiluomo.
Gentiluomo, ci hanno insegnato, è colui che, solo in mezzo al deserto, tossendo porta la mano davanti alla bocca.

CAVALIERE
Non è cavaliere.
I poeti medievali fanno la descrizione del cavaliere ideale. Deve essere "puro di cuore, sano di corpo, generoso, dolce, umile e poco chiacchierone. In lui sono presenti le due massime qualità morali richieste ai nobili dell'epoca: coraggio e generosità".
E poi, nell'accezione più ampia, il cavaliere si inchina alla donna, ponendola su una sorta di trono, non, come in questo caso, scaraventandola in una...

IL REALE: OGGETTO DI COMPATIMENTO
Poveraccio.
Si crede chissà chi.
Non sa quanti lo hanno compatito.
"Non ti curar di lor...". Siamo ignoranti, incapaci di cogliere il sublime dell'arte grassiana e quindi di noi che gliene frega?
Che gliene frega se lo compatiamo?
Ma noi lo compatiamo lo stesso.
E, quel che conta di più, perfino alcuni dei quali questo vate non può dire "non me ne frega niente", anche loro lo compatiscono.
E lui non se ne accorge.
Il massimo.
In fin dei conti vale otto €uro (anzi meno, perché sul suo libello c'é la percentuale che va al rivenditore e lui vale meno del libello). Li varrebbe infatti se nuovo. Usato la metà. Logoro un quarto. E' già tanto.
Non per controvalore.
Per elemosina.
Prosit.
GdS

PS Il giudizio sarebbe lo stesso anche se questa misteriosa signora della Sondrio-bene fosse un'invenzione. Dicono di no, ma tanto, come s'é detto, il problema non é la soluzione del giallo.

GdS 30 X 2005 - www.gazzettadisondrio.it
_______________________________________
 

Torna a Italia e Mondo
                                                
Torna all'indice generale

  Torna alla prima pagina