Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

L’emozione astratta (Bice Lazzari, Venezia, Ca’ Pesaro
(6 agosto- 18 settembre 2005)

di Maria & Enrico Marotta

Le donne nell'arte, come del resto in ogni altro ambito culturale, hanno avuto in passato rare occasioni di realizzarsi

Non sfugge ad alcuno che l’emarginazione della donna nella storia dell'arte è stata vistosa, macroscopica.
Le donne, in questo campo, come del resto in ogni altro ambito culturale, hanno avuto in passato rare occasioni di realizzarsi. Numerose sono oggi, invece, quelle che svolgono un’impegnata ricerca nello specifico ambito delle arti visive(basti ricordare l’ultima Biennale d’arte internazionale di cui abbiamo proposto dettagliate informazioni). Le prevenzioni, però, non sono scomparse, soprattutto da parte di un settore della critica ancora maschilista, priva quindi di obiettività di giudizio nei confronti dell'arte realizzata da loro.
Bice Lazzari, l’artista che visse e si cimentò con gli artisti più famosi dei nuovi movimenti del Novecento, aveva sulla questione un atteggiamento distaccato ma equilibrato. Anche se, riconosceva da una parte l'emarginazione e le concrete difficoltà dell'artista in quanto donna, dall'altra rifiutava una connotazione artistica semplicisticamente basata sul sesso di appartenenza. Era unicamente, per un'arte "indifferente", sessualmente "anonima".
L'arte - diceva - non è né uomo né donna, è solo un'espressione (la più alta, forse) dell'intelligenza e della sensibilità della specie umana”.
La sua pittura e' infatti mentale e astratta, carica di sensibilità essenziale più che di senso e di sensualità. In polemica con le contrapposizioni settarie di un certo femminismo, rifiutava di partecipare a mostre di sole donne, considerando tali iniziative una forma di auto- emarginazione sul piano culturale.
Il suo talento eclettico e uno spiccato gusto per la sperimentazione, la sua creatività si sviluppò contemporaneamente in tre direzioni diverse: la pittura figurativa, che lei stessa non amava e indirizzata esclusivamente al suo mondo privato; l'arte applicata e, infine,
le opere creative, la sua vera ricerca, che per rigore e coerenza si colloca a pieno titolo nella pittura europea contemporanea.

BICE LAZZARI: un’artista solitaria e riservata.
Nata a Venezia nel 1900, Bice Lazzari assorbe dalla sua città la magia della luce e il culto della bellezza. Fragile, minuta, trasse dalla passione per l’arte un’energia segreta che sempre la sostenne in un percorso di singolare coerenza.
Nel 1923 comincia la sua attività nell’ambito dell’astrattismo, percorso creativo che si protrae per tutta la vita. Considerata dalla critica d’arte europea “La Signora dell’Informale”, le sue opere gestite a Roma dalla Fondazione Lazzari, sono conservate presso musei e importanti collezioni pubbliche e private( Collezione Peggy Guggenheim, Washington, National Museum of Women in the Arts…). Il suo lavoro dal 1925 al 1981 è stato storicizzato con numerosi scritti e monografie, inoltre a Roma, dove morì nel 1981, è attiva la Fondazione col suo nome, che raccoglie, cataloga e studia il suo cammino artistico.

La signora dell’astrattismo
Il suo astrattismo segnico, perseguito sin dai giovanili bozzetti innovatori agli ultimi essenziali disegni – la colloca fra i massimi artisti italiani del secolo scorso. Fedele a una sua personale visione, Bice Lazzari disdegnò l’appartenenza ai gruppi pur essendo aperta agli altri e molto legata ai suoi cari. Fu sempre intenta a elaborare un proprio inconfondibile stile, con lo zelo di una vestale.
Approdò, negli anni del secondo dopoguerra, alla pittura Informale . Le sue opere danno vita
ad un astrattismo venato di poesia, ma mai lontano dal proprio interrogarsi costitutivo.
Trasferitasi a Roma nel 1935, l’artista realizza pannelli decorativi in collaborazione con architetti e arriva, infine, negli anni Cinquanta, ad un tipo di produzione collocabile nell’ambito materico e informale.
Crea un modo di utilizzare gli elementi in forma personale, continuamente in dubbio tra il lirismo del segno e le esigenze più concrete della materia.
É una delle figure più inconsuete della sua generazione. Infatti, oltre alle opere realizzate prima della seconda guerra mondiale, attraverso i grandi cicli di decorazione(gli oggetti, i tessuti, mosaici o pannelli eseguiti per importanti studi d’architettura), il suo linguaggio passa
lentamente da una costruzione razionale ad una decostruzione determinata dello spazio del dipinto, fino ad una dissoluzione delle forme e ad un uso delle materie, come sabbie, gessi e colle.
Conobbe Cagli, Capogrossi, Licini, Melotti, ed ebbe contatti non solo con le correnti artistiche più importanti dell'epoca, ma anche con quelle dell’architettura, come l'ambiente di Gio’ Ponti.
L’artista, secondo la critica più accreditata, sviluppò ricerche artistiche in grado di conciliare un gran numero di tematiche in parte antitetiche tra loro: ordine- disordine; forma-
informe, organico- inorganico, disegno- materia, elaborando una variegata tonalità che si distende in superficie, e al tempo stesso accenna a diversi livelli di profondità. La
sua posizione nell’insieme dell'arte contemporanea si dimostrò unica, sia per la levatura poetica e stilistica dei suoi lavori, sia per la sua indipendenza dalle condizioni di gusto che regolavano le correnti artistiche del suo tempo. Il suo desiderio di modernità, non la coinvolse neppure nel dilagante Futurismo, l’interessa piuttosto l’Astrazione. I suoi primi tentativi astratti (1925-26) risultano straordinariamente precoci e slegati dal lavoro dei gruppi che, solo più tardi, si muoveranno compatti in tale direzione. Il fenomeno appare ancora più singolare e ce la presenta, pur nel suo relativo isolamento, come una delle personalità più originali del momento.
Bice Lazzari, in ogni modo, non ebbe mai un 'adesione totale neanche all'arte astratta, sebbene la sua opera usasse i principi di tale corrente artistica.
Fu, invece, sempre affascinata da un certo tipo di figurazione che, accanto all'assoluta libertà compositiva determinò una ricerca dualistica.
Lei, “la grande signora dell’astrattismo” nel 1959, “chiuse” il periodo della pittura ad olio per un grave avvelenamento.
Morì nel 1981 e i suoi oltre ottant'anni di esistenza furono dedicati in gran parte al lavoro artistico.
Sarebbe del resto arduo separare il lavoro dalla sua vita , dalla sua vita di relazione, dagli affetti e dal suo inimitabile rapporto umano col marito, dagli stessi interessi culturali, così intimamente intrecciati con la sua totale dedizione al lavoro creativo e all'arte.
Era sensibile al nuovo e ai mutamenti, in ogni campo, non solo in quello dell'arte
Il suo concetto di avanguardia artistica era aperto non schematico.. Alla ricerca dava
infatti un significato etico lineare, su cui non riusciva a transigere. Per lei avanguardia era soprattutto questo: avere l'apertura mentale necessaria per essere in modo autentico e onesto nelle nuove forme dell'arte.
A Bice Lazzari si dovranno certo richiamare coloro che, in una condizione di quotidiana banalizzazione dell'immagine, riconsiderano già oggi l'importanza dell'Astrattismo e di una informazione visiva priva di accumuli retorici della rappresentazione. In realtà la storia della pittura astratta è anche la storia dei valori del segno.
Si può allora dedurre che la Lazzari è un’artista che ha avuto idee chiare fin dall’inizio del suo difficile cammino
e che le sue idee ha saputo concretare nel suo lavoro senza lasciarsi fuorviare da falsi miraggi, sempre fedele ad una rigorosa linea astratta.

Notizie tecniche
BICE LAZZARI L’emozione astratta 1954 - 1977
Venezia, Ca’ Pesaro -Galleria Internazionale d’Arte Moderna
6 agosto - 18 settembre 2005
La Mostra organizzata dai Musei Civici Veneziani in collaborazione con l’Archivio Lazzari di Roma, resterà aperta, nelle sale espositive al piano terreno, fino al 18 settembre 2005, con l’orario e il biglietto del museo.
Di Bice Lazzari (Venezia 1900 – Roma 1981), grande protagonista dell’astrattismo italiano, la mostra propone - a venticinque anni dalla morte- 40 dipinti, dagli anni ’50 ai ’70, capaci di documentarne l’inconfondibile fisionomia nel vasto e articolato panorama della scena artistica italiana.
Catalogo Mazzotta a cura di Renato Miracco e Flavia Scotton, con una presentazione di Enrico Crispolti e una testimonianza di Tobia Scarpa
La mostra , dovuto omaggio della città natale a 25 anni dalla morte, consente di ripercorrere, attraverso 40 dipinti tra i più importanti provenienti dall’Archivio dell’artista, l’itinerario di Bice Lazzari lungo trent’anni di lavoro assiduo, spesso solitario e comunque costellato da autorevoli apprezzamenti da parte dei più importanti critici d’arte dell’epoca.
Il percorso espositivo si apre con alcune tra le più caratteristiche opere degli anni Cinquanta, quando la sua pittura si dimostra più vicina alle poetiche dell’informale, in particolare nel noto ciclo delle Situazioni. Un secondo gruppo di opere risalenti agli anni Sessanta documenta il passaggio a una poetica della misura e dell’equilibrio, con presenze cromatiche più controllate e pensate; la mostra si conclude quindi con un gruppo assai significativo della estrema maturità dell’artista, pervenuta ad un rarefatto lirismo intonato all’esprit de geometrie.
Musei Civici Veneziani, Marketing, Immagine e Comunicazione - Monica da Cortà Fumei, Riccardo Bon, Alessandro Paolinelli, Sofia Rinaldi, tel.++390412747607/08/14/18 fax/04; mkt.musei@comune.venezia.it; pressmusei@comune.venezia.it; www.museiciviciveneziani.it BICE LAZZARI L’emozione astratta 1954 - 1977
Venezia, Ca’ Pesaro, 6 agosto/18 settembre 2005

INFORMAZIONI GENERALI
Sede: Ca’ Pesaro -Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Santa Croce, 2076, Venezia
Apertura al pubblico: 6 agosto/18 settembre 2005
Orario: 10/18 (biglietteria 10 - 17); Chiuso lunedì
Catalogo: Edizioni Mazzotta (euro 25)
Biglietti: Ingresso con il biglietto del museo
Intero: 5,50 euro - Ridotto: 3,00 euro
ragazzi da 6 a 14 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi, studenti* dai 15 ai 29 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di studenti; cittadini U.E. ultrasessantacinquenni; personale* del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; titolari di Carta Rolling Venice Gratuito
residenti nel Comune di Venezia; bambini 0/5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici* che accompagnino gruppi; capigruppo (gruppi di almeno 21 persone previa prenotazione); membri I.C.O.M. *è richiesto un documento"
Maria & Enrico Marotta

Informazioni www.museiciviciveneziani.it mkt.musei@comune.venezia.it
Prenotazioni § www.museiciviciveneziani.it § 0415209070

GdS 20 VIII 2005 - www.gazzettadisondrio.it
________________________________________
 

Torna a Italia e Mondo
                                                 Torna all'indice generale

  Torna alla prima pagina