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SPECIALE 28 ottobre 2005:
in un certo senso a Sondrio in questi minuti si sta chiudendo un'era

     In diretta dall'Albergo Della Posta all'inizio della cena
di frial

Troppa enfasi? No - Il Posta per gli altri - Il Posta per noi - C'é anche, forse soprattutto, il fattore umano - Dal suo libro - Consegnati pochi minuti fa i riconoscimenti a Tato e Jole Sozzani dai Lions Sondrio Host e Masegra

Troppa enfasi? No
In questi minuti a Sondrio in un certo senso si sta chiudendo un'era.
Troppa enfasi? Esagerazioni? E tutto perché chiude un ristorante?
Una chiusura che anticipa quella dell'albergo a San Silvestro.
In realtà, certo, chiude un ristorante e alcuni sentiranno la mancanza di un "rifugio" sereno che li metteva a proprio agio in attesa di gustare cibi semplici o complessi ma tutti serviti al punto giusto, con adeguata compagnia enologica, di classe naturalmente il servizio. Un approdo sicuro, senza sorprese negative, per un pranzo d'affari, per un'uscita dalle mura domestiche, per più ampi convivi o per qualche pantagruelico banchetto.
Non solo questo.
Si potrebbe aggiungere che c'é anche un problema di categorie mentali, per una retrospettiva, consapevole o inconscia, che ci richiama a quella ruota del tempo che gira per tutti. Ci siamo abituati col nostro ritmo di vita, giorno dopo giorno, con dolci musiche e cupi silenzi, con lo stereotipo pur sempre valido delle rose e delle spine. Quando qualcosa del nostro mondo viene a mancare - e paradossalmente più le cose che le persone - rimbomba come un gong in vibrazione, il richiamo a quella ruota, all'arco che essa ha descritto. E non perché ha ristretto quello che ciascuno di noi ha dinnanzi, ma perché alla razionalità il cuore abbina una tenera malinconia, un rimpianto del tempo che fu.

Il Posta per gli altri
Trascriviamo la descrizione che troviamo sul sito: "Il raffinato ristorante, con una cucina internazionale e le specialità gastronomiche valtellinesi è l'ideale per una colazione di affari o con amici, un romantico tête a tête, una simpatica festa famigliare, una cena di gala a lume di candela".
E questo nel contesto dell'Albergo della Posta, di cui pure riprendiamo la descrizione: "L'Hotel Posta, che fa parte dei Locali storici d'Italia è l'albergo più prestigioso della provincia di Sondrio. Costruito nel 1855 e gestito dalla famiglia di Renato Sozzani dai primi anni '70, è situato nel cuore della città, in Piazza Garibaldi, circondato da negozi eleganti, banche, uffici. Da sempre è punto di riferimento della vita sociale e produttiva della città, e base di partenza per gite verso le località turistiche della provincia. Inconfondibile nella sua facciata asburgica, l'Hotel conserva intatta al suo interno l'atmosfera che lo ha reso famoso. Lo stile degli ambienti, la cura dei particolari, il personale attento e riservato, tutto al "Posta" rispecchia la secolare tradizione alberghiera dei Sozzani".
Da precisare che locali storici sono quelli "che conservano, tramandando ricordi, cimeli e arredi di valore culturale e artistico per la storia nazionale. Si tratta di alberghi, caffè, ristoranti, pasticcerie, confetterie che hanno almeno settant'anni di vita e ospitano avvenimenti e personaggi di rilievo nella vicenda Italia".  Abbiamo contato quelli lombardi, e sono 35, con nomi famosi (Villa Serbelloni a Bellagio, Villa d'Este a Cernobbio e poi ancora altri a Bergamo, Brienno, Cremona, Milano (18), Pavia, Sirmione, Suzzara, Vigevano. Il Posta ci sta bene, in buona compagnia.

Il Posta per noi
Non solo il Posta per la sua funzione, non solo per le ragioni soggettive.
Sondrio é forse l'unico capoluogo di provincia che non ha un centro, nel vero senso della parola. Aveva tentato di dare una risposta in questo senso il Comune con il Concorso del 1984 con la riprogettazione dell'intero sistema centrale, premessa e stimolo anche  per l'imprenditoria privata, in un contesto di elevata qualità urbana, sia nel recupero che nel riassetto, e anticipando l'evoluzione della pianificazione e di legislazione e normativa. Sembrava ci fossero le premesse con il progetto del Gruppo del prof. Crotti, vincitore del Concorso, ma anche con l'idea dell'arch. Stefanelli, peraltro di perdurante attualità, della copertura di Corso Italia. Una galleria di non difficile realizzazione e anche di costi accettabili con ipotesi di realistica percorribilità. Il Centro tuttavia continua a mancare.
In questa situazione il Posta, in particolare il suo ristorante, é diventato il fulcro. Come si diceva dianzi i pranzi d'affari, gli ospiti illustri, le Autorità in visita, diverse Associazioni, i Clubs (Lions Host e Masegra, Rotary, Panathlon, Soroptimist), ma non solo questo, al Posta incontrandosi anche per conferenze-stampa, presentazioni di problemi e simili, Partiti di sinistra e gli stessi Sindacati.
Viene a mancare dunque non un locale ove mangiare ma un punto di riferimento, con una differenza abissale. In attesa della sua ristrutturazione, del rinnovo dell'albergo, della riapertura del Teatro Sociale i cui lavori si spera possano iniziare a breve, dell'intervento su Palazzo Lambertenghi e magari anche di una galleria in Corso Italia che resta un futuribile, vale a dire un futuro possibile alla condizione che ci sia qualcuno che guardi avanti, come guardò avanti a suo tempo chi ideò la Piazza, ora Garibaldi, così come Palazzo Muzio, dizione la più giusta. In attesa del nuovo che deve esprimersi in continuità con quello che c'é alle spalle.

C'é anche, forse soprattutto, il fattore umano
Punto di riferimento, si diceva.
La struttura asburgica, la raffinatezza degli interni, la qualità della cucina e quella della cantina, tutto quel che si vuole, sì ma... C'é anche, forse soprattutto, il fattore umano.
Il valore aggiunto: il G.Uff. Renato Sozzani, detto, e così da tutti chiamato, Tato con quella "brontolona" della signora Jole, sua consorte. E le diamo della "brontolona", in termini affettuosi si intende, perché in realtà non lo é, (un po' come uno dei racconti più riusciti di Guy de Maupassant, su cui però si dirà in altra occasione), lei in prima fila per iniziative benefiche. Tato, Jole, familiari ed anche l'appendice di famiglia: i loro collaboratori, precisi, puntuali, discreti, professionali sempre, ma con "humanità", quella richiamata per i crotti di Chiavenna.
Il Tato ne ha fatte un po' di tutti i colori, in senso buono s'intende. Ha presieduto l'Associazione Albergatori della provincia, l'Unione Commercio e Turismo, la Camera di Commercio. E' nel Consiglio della Banca Popolare di Sondrio e presiede la Pirovano Stelvio spa. E' revisore dei conti della Confcommercio nazionale. Sanno inoltre in pochissimi che qualcuno, qualche anno fa, lo avrebbe visto volentieri Sindaco di Sondrio.
Mai dimenticando di portare a spasso il suo Biagio, il cane di casa.
Ha scritto anche un libro. Di seguito alcuni stralci.

Dal suo libro
Dal suo libro: Tato Sozzani - Tavole imbandite in Valtellina (Sondalo Ricordi di gastronomia e gioventù) 1988
[...] E' nelle case di questi miei amici, nelle loro baite, che ho imparato a conoscere ed amare i piatti sondalini nel susseguirsi delle stagioni.
E qui non so se giocano l'affetto, i ricordi, l'affezione al sito, ma la cucina di Sondalo mi pare diversa, mi sembra stacchi dalle altre, mi sembra forse in essa vi sia della poesia.
[...] In altre parti della Valtellina con le bacche mature del sambuco si fanno marmellate buone anche come rimedio alla tosse, ma solo a Sondalo con esse si mangia una deliziosa minestra che ricordo ancora: spessa, scura, zuccherata e fumante, la "papa de cunfec".
[...] Ricordo indelebile sono i "cornat" (frittelle), quelli "gio in la padela", salati fatti in casa, ma soprattutto quelli che anche noi ragazzi facevamo su la piatta (pioda) dei boschetti di Bolladore, portando ognuno di noi un po' di materie prime: chi latte, chi la farina, chi lo zucchero.
[...] "Li capelina", cioè i finferli che abbondavano nelle pinete erano squisiti e li mangiavamo sui crostoni di polenta, ma potrei continuare perchè i ricordi si risvegliano scrivendo, ma non so fino a che punto destati dalla memoria o dall'appetito giovanile ...

Consegnati pochi minuti fa i riconoscimenti a Tato e Jole Sozzani dai Lions Sondrio Host e Masegra
La cena é finita. Il Ristorante sta per chiudere. I camerieri, come tutte le altre volte, quando si chiudono i meetings del Lions, così come gli altri, sparecchieranno, puliranno, metteranno in ordine, ma non, come di solito, pronti per il giorno dopo.
Questa volta non c'é da preparare per l'indomani.
Una lunga strada é stata fatta insieme. Quasi mezzo secolo per il Lions Sondrio Host che festeggia il Cinquantenario con una serie di iniziative, e senza la sua sede di tutto questo tempo. Tredici anni per il Sondrio Masegra.
Lo hanno ricordato prima della cena, consegnando ai coniugi Sozzani la targa del Cinquantenario l'Host, una in pietra ollare di Floriana Palmieri il Masegra,
Pochi minuti fa alla consegna un po' di commozione ha pervaso la sala. Domani é un altro giorno. Peccato che Piazza Garibaldi sia diversa.
frial

GdS 28 X 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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