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Un'Europa di passione (27 gennaio 2006
Giornata della memoria della Shoah)

di
Maria de Falco Marotta & Elisa, Enrico, Antonio, Diana

Grande Mostra a Villa Manin


Il 27 gennaio è la giornata della memoria della Shoah.
Per una mera combinazione, alla fine del 2005 sono apparsi nei cinema due films che ricordano in maniera cocente e straziante la vicenda ebraica: il primo: Passione di Giosuè l’ebreo( Mostra del cinema di Venezia, Giornata degli autori, settembre 2005), il secondo Munich di S. Spielberg , New York, dicembre 2005.
Ambedue, seppure ambientati in epoche diversissime,( la Spagna del 1492 e l’Europa degli anni ’70) ripensano le amare vicissitudini degli ebrei che non riescono a trovare pace neanche oggi, quasi un aspro destino li perseguitasse.
Certo è che Munich susciterà un vespaio di critiche, polemiche a non finire perché si pone e pone tanti interrogativi sull’agire politico attuale sionista, che non corrisponde affatto al sentire ebraico- giudaico che sta vivendo in Israele ed altrove come in Diaspora( Cfr.: Jakov Rabkin, Una minaccia interna. Storia dell'opposizione ebraica al sionismo. Verona, Ombre corte, 2005) .
Il cinema, mai come questa volta, pone dubbi ineludibili per ogni coscienza illuminata( non lo è, per esempio, quella del farneticante Presidente dell’Iran che ultimamente ha detto che Israele deve essere cancellata dalla faccia della terra, oppure spostata in Europa, quasi fosse un “pacco” di “Affari tuoi”!).
Senza rancori, né minacce, perché tutti gli esseri umani, ovunque sono, hanno diritto alla vita e alla loro identità culturale.
Più che discorsi, affermazioni storiche di questo o quello, presentiamo, così, una serie di “schede” di films sul popolo ebraico, non certamente esauriente, né ordinata cronologicamente, ma abbastanza completa per mantenere in ciascuno di noi la “memoria” di quanto inutile, doloroso, straziante sia l’odio verso chi è “diverso”.
Anche, poi, per ricordare agli europei che la loro civiltà deve molto al cristianesimo e che Cristo era un ebreo.

FILMS SUL POPOLO EBRAICO
Munich
Usa, 2005 - regia di Steven Spielberg - scritto da Tony Kushner, Eric Roth - con Eric Bana, Daniel Craig, Geoffrey Rush, Mathieu Kassovitz, Hanns Zischler, Ciaran Hinds, Brian Goodman - durata: 164 minuti - distribuito da Uip
E’ una pellicola destinata alle persone di buona volontà che con sgomento e raccapriccio ascoltano le notizie che provengono da Israele e dai territori occupati.
A persone che come Spielberg si domandano come mai in quasi mezzo secolo di storia non si sia riuscita a trovare la via per la pace, Munich , in parte, lo spiega. E non lo fa in maniera didascalica o prevedibile, bensì sorprendendo lo spettatore con una storia che entra con prepotenza nelle coscienze.

Il film prende le mosse dalla strage di atleti israeliani che furono massacrati da terroristi palestinesi durante una feroce battaglia con le teste di cuoio all'aeroporto della cittadina tedesca dopo un tentativo di rapimento durante le Olimpiadi del 1972. Steven Spielberg, basandosi su un libro che ha suscitato non poche polemiche, dà così vita ad una pellicola straordinaria incentrata sulle azioni di un gruppo di agenti del Mossad volte ad eliminare i dodici mandanti dell'azione contro gli atleti israeliani. Doloroso, drammatico, toccante, commovente: evidenzia il messaggio, base di questa pellicola sorprendente: la vendetta è inutile. Soltanto la diplomazia e la giustizia possono portare alla pace tra gli uomini. In maniera intelligente ed equilibrata Il regista segue i protagonisti attraverso le loro azioni: quando devono uccidere a sangue freddo negli androni dei palazzi o scambiare qualche parola con gli uomini che stanno per vedere saltare in aria. L'escalation di sangue diventa per i protagonisti una sorta di educazione sentimentale nei confronti di un Male tanto radicale quanto difficile da estirpare su entrambi i fronti: la stupidità. Lo sguardo negli occhi del proprio nemico rivela che è difficile conoscere la 'Verità'. Servizi deviati, informazioni incomplete e manipolazioni di ogni genere, impediscono alla vendetta di essere tale e di funzionare davvero. Tutto viene coperto da un alone di dubbio e mistero, confondendo le carte e facendo assomigliare i nostri nemici ai nostri amici.
Raffinato ed elegante, girato come una spy story anni Settanta, Munich è un capolavoro perché pur mantenendo un tono e uno stile molto asciutti senza alcuna concessione a melodramma e qualunquismo, conduce lo spettatore ad una riflessione inevitabile: il mondo — così come lo conosciamo — non può permettersi la follia di tutto quello cui assistiamo. Uno spargimento di sangue insensato e continuo al punto che — come dice uno dei protagonisti citando la Bibbia — "Il sangue ricadrà su di noi". Un monito che non riguarda solo i protagonisti del film e — in senso più esteso — israeliani e palestinesi di oggi, bensì tutti gli uomini e le donne di buona volontà che ripudiano questo tipo di violenza per pacificare le coscienze e gli animi. Il terrorismo di oggi come quello di ieri, la politica nei territori arabi e la scia di sangue che proviene dall'Oriente non possono essere fermati con la violenza e l'esportazione sistematica della guerra. Soltanto ragione e razionalità porranno fine alla morte e alla disperazione. Forse non placando gli animi in maniera ancestrale, ma sicuramente in modo più efficace.
Munich è il film che tutti dovrebbero vedere: per sapere, per conoscere, per meditare. E’, infatti, il film che mancava per spiegare che l'uomo può essere salvato soltanto dal dialogo con il suo simile. Perché quando lo guardi negli occhi, scopri che il nemico potrebbe perfino assomigliarti. (Cfr.: Marco Spagnoli Sito ufficiale: www.munichmovie.com < www.munichmovie.com >). E se proprio ci si vuol documentare meglio su questa nuova prospettiva di vedere il sionismo come “nemico” dell’ebraismo, cioè della reale cultura ebraica, quella per la quale sono morti ben sei milioni di persone nei campi di concentramento nazisti, basta leggere il documentato libro dello storico canadese Jakov Rabkin, Una minaccia interna. Storia dell'opposizione ebraica al sionismo. Verona, Ombre corte, 2005) .

Passione di Giosuè l’ebreo
(Venezia 62, 2005: Giornate degli Autori; Premio Cict Unesco; Prix Enrico Fulchignoni).
Titolo: La Passione di Giosuè l'ebreo
Regia: Pasquale Scimeca
Sceneggiatura: Pasquale Scimeca, Nennella Buonaiuto
Fotografia: Pasquale Mari
Interpreti: Leonardo Cesare Abude, Anna Bonaiuto, Marcello Mazzarella, Giordana Moscati, Franco Scaldati, Vincenzo Albanese, Toni Bertorelli
Nazionalità: Italia - Spagna, 2005
Durata: 1h. 45'
Spagna, anno 1492: caduta anche Granada, la reconquista della penisola iberica è alfine completata. Spinti dalla convinzione che a mescolarsi troppo si diventa tutti meticci, dopo aver espulso i musulmani, i cattolicissimi Isabella e Ferdinando emanano un editto che intima agli Ebrei di abbandonare la Spagna (Sefarad in ebraico) o di convertirsi per poter mantenere la cittadinanza. Alcuni sceglieranno la conversione, divenendo ben presto marranos, ma saranno comunque espulsi a loro volta pochi anni dopo, quando i re di Spagna si smentiranno la promessa di protezione. Altri fuggiranno, dando vita alla diaspora sefardita.( l'inquisizione ha comminato condanne a morte ai marrani fino al 1700).
Così la Spagna, una regione dove le tre religioni monoteiste convissero in armonia, quella Granada multireligiosa di Averroé di cui aveva già parlato Youssef Chahine ne Il destino (Al Massir, 1997), vide la fine di una civiltà.
In particolare, il film narra la storia di Giosuè, giovane israelita spagnolo cui un rabbino profetizzò alla nascita il ruolo di messia degli Ebrei. Scacciato dalla Spagna insieme alla madre e la famiglia, si rifugerà dapprima nel Regno di Napoli, dove lo scoppio della peste scatenerà un’ondata antisemita, e infine in Sicilia, nei pressi di Hassin (Messina). Qui, mentre il suo carisma e la sua conoscenza delle Sacre Scritture lo stanno preparando a divenire un leader per il proprio popolo, sarà scelto da una commissione religiosa per interpretare Gesù in una Casazza, sorta di rappresentazione della via crucis. Giosuè, che si immedesimerà completamente nel ruolo messianico di Cristo, finirà vittima della follia dei cristiani, i quali, dimenticando il confine tra rappresentazione e realtà, lo linceranno per davvero. Giosuè completerà così la sua passione sulla croce, palcoscenico insanguinato dell’intolleranza religiosa.
"La passione di Giosuè l'ebreo" vuole ribattere in maniera perentoria le parole di Giovanni XXIII secondo il quale con la persecuzione ingiusta da parte dei cristiani, nel corso dei secoli Gesù è stato crocifisso una seconda volta nella carne degli ebrei. Per questo, e anche per il messaggio di tolleranza che unisce sotto il padre comune Abramo le tre principali religioni monoteiste, Giosuè l'ebreo porta con sé un messaggio di grande importanza: "Shemà Israel, Adonai echad!" ("Ascolta Israele, il Signore è uno solo!"; Deut. 6:4).
( Cfr.: www.luce.it/istitutoluce/luceVe...)

ROSENSTRASSE
ANNO: Germania 2003
GENERE: Drammatico
REGIA: Margarethe von Trotta
CAST: Katja Riemann, Maria Schrader, Jutta Lampe, Jürgen Vogel, Martin Feifel, Fedja van Huêt, Nina Kunzendorf, Doris Schade, Carola Regnier, Jutta Wachowiak, Jan Declier, Thekla Reuten, Lilian Schiffer, Lena Stolze, Svea Lohde, Isolde Barth, Carine Crutzen, Fritz Lichtenhahn, Martin Wuttke.
DURATA: 136 '
Ruth Weinstein (Jutta Lampe), una signora newyorkese, ha appena sepolto il marito. Nel dolore riflette sulla religione ebraica ortodossa e organizza un lutto di trenta giorni per tutta la famiglia. Inoltre, disapprova il matrimonio della figlia Hannah (Maria Schrader) con il sudamericano Luis (Fedja Van Huet). Per capire come mai la madre si comporti così stranamente, Hannah si ritrova alla ricerca di indizi… E risale, così, ad una storia spaventosa, come lo sono tutte quando la dignità umana viene umiliata.
Rosenstrasse ha al centro un episodio poco noto, che riguarda gli Ebrei a Berlino. Siamo nel '43; tra gli ultimi atti di una dittatura che vede su di sé l'ombra della fine, c'è l'arresto e la segregazione in un edificio della Rosenstrasse di un gruppo di familiari (mariti, mogli, figli) di coppie miste costituite da ariani ed ebrei. Fuori del palazzo ogni giorno e in numero sempre crescente si radunano familiari, perlopiù mogli, dei segregati, reclamando a gran voce il diritto di rivedere i propri mariti, alcuni dei quali sono già stati deportati. Dopo notti di ostinata presenza là fuori, miracolosamente, per ordine di Goebbels e per un calcolo di opportunità politica, i prigionieri vengono rilasciati, grazie anche all'azione delle loro donne ariane. A questo racconto si intreccia quello di Hannah, (Maria Schrader), giovane ebrea la cui madre ha perso nei lager la propria. Rimasta orfana, la piccola Ruth viene raccolta da una delle donne presenti in Rosenstrasse. Quest'ultima, di nome Lena (Katja Riemann), di origini aristocratica, tedesca purosangue, aveva sposato un suo collega ebreo, violinista, essendo anche lei un'applaudita pianista. Dopo le nozze e con la guerra, la sua vita diventerà quella di una donna disperata, preda della fame e delle umiliazioni provocate dal suo matrimonio. Terrà con sé la piccola Ruth per circa tre anni, poi la bimba sarà mandata in America per essere cresciuta da una legittima zia trasferitasi oltreoceano. Coppa Volpi per l’interpretazione femminile a Katja Riemann a Venezia ’60.

The Man Who Cried - L'uomo Che Pianse
Regia: Sally Potter
Attori: Christina Ricci (Suzie), Cate Blanchett (Lola), John Turturro (Dante Dominio), Johnny Depp (Cesar), Claudia Lander-Duke (Giovane Suzie)
Genere: Drammatico
Formato: 35 Mm (1:2,35)
Durata: 97 - Origine: Francia/Gran Bretagna
Anno di uscita 2000, Mostra del Cinema di Venezia.
Siamo in un villaggio russo nel 1927. Fegele è una ragazzina ebrea che il padre lascia sola per andare a cercare lavoro in America. Poco dopo la sua partenza il villaggio viene raso al suolo e Fegele viene portata in Inghilterra dove viene battezzata col nome di Suzie, frequenta una scuola cattolica e le è proibito parlare yiddish ma impara a cantare. Dieci anni dopo va a vivere a Parigi dove, si innamora di uno zingaro(J.Depp), con cui vive parecchie disavventure tragiche.
In The Man Who Cried, l'infanzia ha un ruolo di primo piano e i dieci minuti iniziali di film sono il momento più interessante e cinematograficamente intenso, senza dimenticare le bellissime musiche Klezmer che ben rendono il pathos degli eventi, tragici e strazianti.
PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 57a MOSTRA DI VENEZIA (2000).

ll Grande Dittatore (The Great Dictator), USA , 1940
Regia: C. Chaplin
Attori: C. Chaplin, P. Goddard, J. Oakie, R. Gardiner
Genere: Satirico, b/n
Durata: 128'
Ambientato in un immaginario Stato dittatoriale, il film è una storica satira del regime nazifascista: Chaplin, nel doppio ruolo di un barbiere ebreo e del dittatore, le cui sembianze ricordano in modo inequivocabile quelle di Hitler, offre una serie di lirici, acuti, sofferti episodi simbolici sul regime. Il regista subì, per le sue scelte, l’ostracismo della classe politica e di quella intellettuale e fu persino creduto ebreo dai nazisti: non smentì mai, perché tale atto sarebbe potuto sembrare una presa di posizione antisemita. Recentemente è stata presentata la versione originale, alla quale sono state aggiunte le scene a suo tempo tagliate, comprese le sei censurate dal regime fascista.

Kapò, Italia-Francia, 1960
Regia: G. Pontecorvo
Attori: S. Strasberg, L. Terzieff, E. Riva, D. Perego, G. Garko, P. Pitagora
Genere: Drammatico, b/n
Durata: 102'
Opera controversa, premiata e stroncata, rimane un imprescindibile esempio dell’annullamento, della degradazione e della perdita di dignità in cui venivano precipitati i deportati nei campi di sterminio. Narra la vicenda di una giovane ebrea che, per salvarsi, riesce a diventare caposquadra (kapò, appunto) in un campo di lavoro polacco, trasformandosi così da potenziale vittima in aguzzina. Nella seconda parte del film, la redenzione della protagonista passa attraverso l’amore per un soldato russo.

Paesaggio dopo la battaglia (Krajobraz po bitwe), Polonia, 1970
Regia: A. Wajda
Attori: D. Olbrychski, S. Celinska, T. Janczar, M. Stoor, Z. Malanowicz, L. Drogosz
Genere: Drammatico
Durata: 109'
Andrzej Wajda, basandosi sul romanzo- testimonianza di un sopravvissuto ai campi di sterminio, propone una storia d’amore fra una giovane ebrea e un intellettuale polacco. La vicenda è ambientata al termine della guerra in un campo di smistamento nazista dove vengono ammassati i sopravvissuti ai lager, e descrive la fine dell’incubo, la prima aria di libertà e le tragedie interiori dei personaggi. Il finale è tragico e assurdo, come potrebbe simbolicamente apparire la Storia di quegli anni.

La vita è bella, Italia, 1998
Regia: R. Benigni
Attori: R. Benigni, N. Braschi, G. Cantarini, G. Durano, S. Bustric, H. Buchholz
Genere: Drammatico
Durata: 120'
Pluripremiata opera del regista italiano, narra come la vita di una famiglia possa essere sconvolta e precipitare nell’orrore e nella distruzione, e nel contempo di come si possano mantenere dignità, amore e coraggio. L’ebreo Guido, Dora e il piccolo Giosuè, vissuti per anni in una tranquilla quotidianità toscana piena d’amore e di colori, in seguito alla promulgazione delle leggi razziali in Italia vengono deportati in un campo di concentramento e catapultati al centro dell’orrore e della nullificazione, dove i toni cromatici diventano freddi e grigi. Guido, per nascondere al figlio la verità, riesce a fargli credere di trovarsi al centro di un gioco, il cui premio sarà un carro armato. Benigni fa scegliere a Dora, non ebrea, di farsi deportare, e dunque di morire, per seguire Guido e Giosuè: ancora una volta l’amore materno passa attraverso il sacrificio.
5 Nastri d'argento, 7 nomination agli Oscar e 3 statuette (film straniero, attore per Benigni, musica per Nicola Piovani).

Train de Vie, Francia-Belgio-Olanda, 1998
Regia: R. Mihaileanu
Attori: L. Abelanski, Rufus, C. Larari, M. Muller, B. Abraham-Kremer, A. de la Fontaine
Genere: Commedia
Durata: 103
Tragedia e commedia si fondono con abilità in quest’opera, che narra la fuga degli abitanti ebrei di un villaggio romeno: per salvarsi dai rastrellamenti predispongono un convoglio ferroviario fasullo, simulano una deportazione (alcuni di loro si travestono da SS) e dopo molte avventure riescono a raggiungere la Palestina. Analisi critica dei regimi, musica klezmer. Amaro e ironico, forte e poetico, colto e infantile. Grande successo di pubblico e premio Fipresci alla 55a Mostra di Venezia 1998.

Notte e nebbia (Nuit et bruillard), Francia – Italia, 1955
Regia: A. Astruc, J. Baratier, J. Valère, H. Gruel, A. Resnais
Attori: J.C. Pascal, A. Aimée
Genere: film a episodi, dei quali quello di Resnais è un documentario
Durata: 120' – bn/colore
Dei quattro episodi che compongono il film, tutti francesi girati intorno alla metà degli anni cinquanta, Notte e Nebbia di Alain Resnais affronta per la prima volta in Francia a viso aperto la tragedia che il Paese sembrava, nell’immediato dopoguerra, voler rimuovere: un documentario lucido e implacabile, duro e intollerabile. Le immagini, tratte dai cinegiornali nazisti dell’epoca, non permettono giustificazioni né rimozioni. E’ diviso in due parti: il passato è in bianco e nero, e mostra i documenti dei campi di sterminio; il presente viene rappresentato a colori: una visita ai luoghi della memoria.

Jona che visse nella balena, Italia –Francia, 1993
Regia: R. Faenza
Attori: J. Aubrey, J.H. Anglade, L. Petterson, J. Del Vecchio
GENERE: Drammatico
DURATA: 96'
Il film si inserisce nel filone dedicato alla memoria dei bambini vittime dei nazisti: narra le vicende del piccolo Jona, un ragazzino olandese che nel ’42 a soli quattro anni viene deportato e perde entrambi i genitori durante gli anni di guerra. Dopo la fine del conflitto verrà adottato ma dovrà ancora soffrire molto. Jona cresce, durante il percorso filmico, e mutano progressivamente il suo sguardo sul mondo e il suo approccio agli orrori. Faenza riesce a trasporre le vicende narrate nel romanzo di Jona Oberski, dal quale l’opera è tratta, senza mai cadere nel patetico e sottolineando lucidamente la potenza e la forza dei sentimenti.

Schindler’s list (Schindler's List), USA,1994
Regia: S. Spielberg
Attori: L. Neeson, B. Kingsley, R. Fiennes, C. Goodall, J. Sagalle, E. Davidtz, M.Gebel,B.Macola
Genere: Drammatico, b/n - colore
Durata: 195'
Premiato con 7 Oscar, “La lista di Schlinder” narra la vicenda di un industriale tedesco che sceglie di salvare da morte certa nelle camere a gas più di un migliaio di ebrei, quegli stessi esseri umani che ha sempre sfruttato come manodopera a basso costo nel corso della sua carriera, caratterizzata da collaborazioni con il nazismo. Film potente e drammatico, penetra all’interno dell’ olocausto, narrando storie e mostrando corpi, destini, deliri. Notevole l’approccio all’aspetto economico, che ha costituito parte importante dello sterminio. Il regista riesce a mantenere sempre alta la tensione e a delineare con precisione e lucidità i tratti dei personaggi e le loro contraddizioni, legando con unità e coerenza i passaggi dal bianco e nero al colore.

La passeggera (Pasazerska), Polonia, 1961 - 1963
Regia: A. Munk
Attori: A. Slaska, A. Ciepielewska, J. Kreczmar, M. Walczewski, I. Malkiewicz, M. Koscialkowska
Genere: Drammatico, b/n
DURATA: 42'
A distanza di più di quarant’anni dalla sua realizzazione, l’opera resta uno dei migliori esempi di analisi di quanto gravitava intorno ai campi di sterminio e del legame fra carnefice e vittima, nel tentativo di superare l’orrore e indagare e scavare in profondità quanto sia rimasto nella mente degli scampati e come tale materiale incida nelle loro vite future. La storia, ambientata all’inizio degli anni sessanta, narra di una sorvegliante nazista che incontra casualmente una donna ebrea che fu sua vittima nel lager, e con la quale aveva cercato inutilmente di avere una qualche forma di rapporto. L’incontro rappresenta per la sorvegliante un’occasione per iniziare una lunga opera di riflessione e analisi con il marito ma soprattutto con se stessa. Il film, rimasto incompiuto a causa della morte improvvisa del regista, fu portato a termine da un suo collaboratore che utilizzò le fotografie di scena al posto delle sequenze mancanti: ne risultò comunque un capolavoro.

Andremo in città, Italia, 1966
Regia: N. Risi
Attori: G. Chaplin, N. Castelnuovo, Federico
Genere: Drammatico, b/n
Durata: 95’
Il film, scritto da Edith Bruck, descrive l’intenso rapporto fra una ragazzina ebrea e il suo fratellino, rinchiusi in un vagone ferroviario per essere deportati e sterminati: la ragazza narra una favola al piccolo, nel tentativo di far assumere al dramma i contorni di fantasia e simbolo, per rendere in tal modo più lieve e sopportabile l’orrore.

Fuga da Mauthausen (Die Flucht), Germania, 1963
Regia: E. Zbonek
Attori: G. Ungehuer, G. Goetz, K. Hofmann
Genere: Drammatico
Durata: 94'
Edwin Zbonek pone gli spettatori di fronte all’antico ma sempre attuale problema delle alterità e delle similitudini legate alle radici, della forza disperante dei legami familiari: due fratelli si affrontano sul ciglio dell’immenso baratro creato dal nazismo all’interno della società tedesca. Entrambi ebrei, hanno infatti scelto le due sponde opposte del mare in tempesta: uno è un ufficiale delle SS, l’altro è prigioniero in un campo di sterminio; la fuga di quest’ultimo dal lager sarà l’occasione per lo svilupparsi di un rapporto teso e drammatico fra i due fratelli, legati ma nemici.

Il diario di Anna Frank (The Diary of Anna Frank), Stati Uniti, 1959
Regia: G. Stevens
Attori: M. Perkins, J. Schildkraut, S. Winters, E. Wynn, R. Beymer, L. Jacobi, D. Baker
Genere: Drammatico
Durata: 170', b/n
Film tratto da un libro - testimonianza (“Il diario di Anna Frank” ) divenuto uno dei simboli della tragedia europea che ha segnato il ‘900. Anna, tredicenne ebrea, narra nel suo diario la storia della propria famiglia nascosta per due anni nel tentativo di salvarsi dalle persecuzioni: verranno scoperti e deportati nei campi di sterminio. Ha vinto tre Oscar.

Max e Helen, (Max e Helen), Stati Uniti, 1990
Regia: Ph. Saville
Attori: M. Landau, A. Krige, T. WilliamsDurata: 79’
Max ed Helen, una coppia ebrea deportata nel lager e scampata allo sterminio, si ritrovano al termine della guerra, e tentano di ricominciare ad esistere. Solo dopo alcuni anni Max riuscirà a denunciare la propria tragedia: la narrazione porterà lo spettatore al centro dell’orrore e dell’annullamento, facendosi testimonianza documentaria dell’indicibile.

Il portiere di notte, Italia, 1974
Regia: L. Cavani
Attori: D. Bogare, Ch. Rampling, Ph. Leroy, I. Mirando, G. Ferzetti
Genere: Drammatico
Durata: 114'
Il film si inserisce nel filone di opere che analizzano il rapporto fra vittima e carnefice. Una donna ebrea, deportata e sopravvissuta al campo di sterminio, vent’anni dopo riconosce nel portiere di un albergo viennese il suo torturatore, e rivive gli episodi sadomasochisti ai quali era stata costretta a partecipare, ancora ragazzina. L’opera suscitò scandalo all’epoca della sua uscita, e resta ora una testimonianza di alto livello su aspetti, difficili da trattare ma comunque impossibili da rimuovere, delle violenze sessuali perpetrate ai danni delle donne all’interno dei lager.

Documentari
L’ultima tappa (Ostatni etap), Polonia 1947
Regia: W. Jakubowska
Genere: Documentario autobiografico
La regista documenta la propria drammatica esperienza all’interno del campo di Auschwitz. Testimonianza lucida e imprescindibile.
Vincitori alla sbarra (Le temps du ghetto), Francia, 1961
Regia: F. Rossif
Genere: Documentario
Durata: 84'
Il documentario contiene documenti girati dai tedeschi stessi all’interno del ghetto di Varsavia e comprende anche la distruzione del ghetto stesso e interviste ai superstiti.

Shoah – Olocausto, Francia, 1985
Regia: C. Lanzmann
Genere: Documentario
Durata: 570'
E’ un lavoro di notevole mole, diviso in due parti, basato su testimonianze. La memoria diviene elemento unico ed essenziale per un percorso di ricostruzione storica senza finzione cinematografica: una molteplicità di personaggi riflette sulla tragedia e ne ricostruisce gli antefatti, il dispiegarsi, le conseguenze. Hanno voce ebrei e nazisti, accomunati dalla necessità di oltrepassare il mito, la leggenda, le banalizzazioni, per ricostruire e fissare la realtà senza filtrarla attraverso gli abituali artifici del cinema. Le ricerche documentarie e le riprese sono state effettuate nell’arco di cinque anni. Da quest’opera in poi, il termine “shoah” viene assunto come termine ebraico alternativo ad “olocausto”.

Gli ultimi giorni (The Last Days), USA, 1998
Regia: J. Moll
Genere: Documentario
Durata: 87'
Testimonianze dure e drammatiche di cinque ebrei ungheresi sopravvissuti alla deportazione nei campi di sterminio che seguì l’occupazione dell’Ungheria da parte di Hitler nel 1944. Il documentario è diviso in quattro parti: “Da cittadini a emarginati”, “L’inferno di un pazzo”, “La liberazione”, “Rifarsi una vita”, e ricostruisce le vicende di poco meno di un milione di ebrei che vivevano in Ungheria fra gli anni ’30 e ’40. Le testimonianze orali sono supportate da immagini di repertorio, quasi tutte in bianco e nero e in gran parte inedite.

Per ignota destinazione, Italia, 1995
Regia: P. Farina
Genere: Documentario
Il filo conduttore che lega le molte testimonianze è il viaggio che il regista compie ad Auschwitz, e le interviste offrono un ampio panorama degli avvenimenti in Italia, dalla promulgazione delle leggi razziali in poi.

Memoria, Italia, 1997
Regia: Ruggero Gabbai
Attori: Testimonianze di alcuni superstiti ebrei dei campi nazisti.
Genere: Documentario
Durata: 90' (colore)
Documentario importante per ricostruire le vicende degli ebrei italiani deportati ad Auschwitz. Giancarlo Giannini è la voce narrante che lega novanta testimonianze degli ultimi superstiti fra gli ottocento che furono liberati dal campo.

Il processo di Norimberga, (Nürnberger Prozess), Germania, 1958
Regia: F. Podmaniczky
Genere: Documentario
Durata: 92’ b/n
Uno fra i più noti e puntuali documentari sul processo di Norimberga, alle cui immagini il regista alterna le prove documentarie dei crimini commessi dai nazisti.

Uno specialista, Francia/Germania/Austria/Israele, 1999
Regia: E. Sivan
Genere: Documentario
Durata: 128’
Adolf Eichmann, tenente colonnello delle SS e capo del dipartimento di sicurezza interno del Terzo Reich, fu oggetto di un processo durato otto mesi a Gerusalemme, imputato come criminale di guerra. Il processo fu seguito in tutto il mondo, si svolse alla presenza di giornalisti provenienti da diversi Paesi, e fu filmato integralmente da telecamere nascoste. Il documentario proposto è frutto di selezione, restauro e montaggio di alcune parti di esso, ad opera del regista israeliano Sivan. La linea scelta dal regista per dare unità alle parti, prende le mosse dalle posizioni assunte da Hannah Arendt, filosofa politica tedesca, emigrata negli U.S.A. per sfuggire alle persecuzioni e inviata a Gerusalemme a seguire il processo. La Harendt, e con lei Sivan, dà una lettura del processo analizzando il punto di vista dell’imputato: ne emerge la figura di un impiegato, un uomo ligio al dovere, fedele burocrate, esecutore, essere umano di terribile normalità. La filosofa analizza “La banalità del male”, e in tal modo titola il proprio rapporto, che suscita all’epoca roventi polemiche e accuse di antisemitismo. In realtà, ciò che Harendt volle evidenziare, e su cui il regista pone l’accento, è la frammentazione delle azioni e delle responsabilità, che rese possibile a centinaia di nazisti ordinare crimini efferati pur restando in pace con la propria coscienza e senza farsi carico di alcuna responsabilità. Eichmann sarebbe potuto essere chiunque: questo fu l’aspetto terribile e inedito emerso dal processo e qui documentato

ALAN E NAOMI
(Alan and Naomi)
Regia: Sterling Vanwagenen
Interpreti: Lukas Haas, Vanessa Zaoui, Michael Grass, Amy Aquino
Produzione: USA
Anno: 1992
Durata: 100’ (col)
Naomi, bambina ebrea, ha perso il padre durante la guerra in Francia. Da allora è rimasta in stato catatonico. Solo l’aiuto di Alan potrà salvarla. Nella New York del ’44, gli orrori della Shoah visti attraverso lo sguardo di due bambini
M, S

AMEN
(Amen)
Regia: Costantin Costa-Gravas
Interpreti: Ulrich Tukur, Mathieu Kassovitz, Ulrich Muehe
Produzione: Francia
Anno: 2002
Durata: 130’ (col)
Ispirandosi all’opera teatrale di Rolf Hochhuth, "Il Vicario", Costa-Gravas racconta il tentativo di due personaggi "atipici", Kurt Gerstein, ufficiale delle SS, e Ricardo Fontana, giovane gesuita, di interrompere il meccanismo di sterminio degli ebrei d’Europa messo in atto dai nazisti nei campi della morte istituiti in Polonia

L'AMICO RITROVATO
(Reunion)
Regia: Jerry Schatzberg
Produzione: Gran Bretagna/Francia/Germania
Interpreti: Jason Robards, Christian Anholt, Sam West, Françoise Fabian.
Anno: 1989
Durata: 110' (col)
Liberamente tratto dall'omonimo libro di Fred Uhlman (pubblicato in Italia dalla casa editrice Feltrinelli). Germania, anni ’30. Due adolescenti, uno figlio di uno stimato medico ebreo, l’altro rampollo di una famiglia aristocratica, gli Hohenfelds, frequentano lo stesso prestigioso ginnasio di Stoccarda. L’appassionata amicizia che nasce tra i due verrà stroncata dalla dilagante piaga dell’antisemitismo nazista.

ARRIVEDERCI RAGAZZI
(Au revoir les enfants)
Regia: Louis Malle
Interpreti: Gaspard Manesse, Raphael Fejto, Francine Racette, Philippe Morier-Genoud, François Berléand.
Produzione: Francia
Anno: 1987
Durata: 103' (col)
E’ un ricordo di scuola dello stesso Malle. Francia, Collegio del Bambin Gesù di Fontainebleau, gennaio del ’44. Tra il ragazzo Louis Malle (Gaspard Manesse) e Jean Bonet (Raphael Fejto ), ebreo nascosto sotto falso nome, si stabilisce un delicato rapporto di amicizia che viene, però, stroncato sul nascere dalla deportazione del Padre rettore del Collegio insieme ai piccoli ebrei che aveva nascosto.
L’ arrivederci straziante si rivelerà un irrimediabile addio.
(Leone d'Oro alla Mostra di Venezia)

ASSISI UNDERGROUND
(Assisi Underground)
Regia: Alexander Ramati
Interpreti: Ben Cross, Maximilian Schell, James Mason, Irene Papas
Produzione: USA/Italia
Anno: 1984
Durata: 116' (col)
Ad Assisi, dal 1943 al 1944, un coraggioso frate francescano (Ben Cross) salvò la vita a numerosi ebrei, nascondendoli in un convento fino all’arrivo degli alleati

BALLATA PER UN CONDANNATO
(Playing for time)
Regia: Daniel Mann
Produzione: USA
Interpreti: Vanessa Redgrave, Jane Alexander.
Anno: 1980
Durata: 180' (col)
Dalla straordinaria testimonianza di Fania Fanelon, "Surcis pour l’orchestre". Fania (Vanessa Redgrave), ebrea resistente francese, è deportata ad Auschwitz-Birkenau, dove viene inserita nell’orchestra, voluta dal comandante Rudolf Hoess, formata dalle stesse deportate e diretta da Alma Rosé, nipote del compositore Gustav Mahler. La "Kleine Saengerin" (piccola cantante) sarà una delle poche a sopravvivere.

LA BARCA E' PIENA
(Das Boot ist voll)
Regia: Markus Imhoof
Produzione: Svizzera
Interpreti: Tina Engel, Hans Diehl, Martin Waltz, Curt Bois.
Anno: 1980
Durata: 100' (col)
Durante l’occupazione nazista dell’Europa, molti ebrei credettero di potersi salvare fuggendo in Svizzera. Ma, anche qui, leggi restrittive ributtarono i più verso il loro tragico destino.

IL CIELO CADE
Regia: Andrea e Antonio Frazzi
Interpreti: Isabella Rossellini, Lara Campoli, Veronica Niccolai, Jeroen Krabbé, Barbara Enrichi, Gianna Giachetti, Luciano Virgilio.
Produzione: Italia
Anno: 2000
Durata: 101' (col)
Una storia liberamente tratta dalla vicenda vera di Alfred Einstein (cugino del grande fisico) e dei suoi, vittime delle SS in ritirata dopo aver rifiutato di fuggire "per rispetto della propria dignità" nei giorni successivi al 25 luglio 1943.

CONCORRENZA SLEALE
Regia: Ettore Scola
Interpreti: Diego Abatantuono, Sergio Castellitto, Gérard Depardieu.
Produzione: Italia
Anno: 2001
Durata: 118’. (col)
Le leggi antiebraiche italiane e l'indifferenza con cui furono accolte in un film che rievoca l'Italia della fine degli anni '30.

DOTTOR KORCZAK
(Korczak)
Regia: Andrzej Wajda
Interpreti: Wojciech Pszoniak, Ewa Dalkowska, Piotr Kozlowski.
Produzione: Polonia/Germania/Francia
Anno: 1990
Durata: 113' (b/n)
La tragedia di un gruppo di 200 orfani ebrei nel Ghetto di Varsavia, affidati alle cure del Dottor Korczak, fino alla loro deportazione, nell’agosto del 1942, nel campo di sterminio di Treblinka.

EUROPA EUROPA
(Europa Europa)
Regia: Agnieszka Holland
Interpreti: Marco Hofschneider, Julie Delpy, Delphine Forest, Hanns Zichler
Produzione: Germania/Francia
Anno: 1991
Durata: 110' (col)
Storia incredibile ma vera di Salomon Perel, ebreo tedesco, adolescente nella Germania nazista. Fuggito a Est, viene sedotto dall’ideologia comunista in un orfanotrofio in cui trova rifugio. Catturato nel corso dell’invasione nazista della Russia , riesce a spacciarsi per "ariano" e, suo malgrado, a diventare un eroe della Wermacht. Inserito addirittura nella Hitlerjugend, spinto dall’istinto di sopravvivenza, continuerà a rinnegare la sua origine e a identificarsi nel modello del perfetto tedesco, finché non sarà costretto a confrontarsi con la verità

IL GIARDINO DEI FINZI CONTINI
Regia: Vittorio De Sica
Produzione: Italia
Interpreti: Lino Capolicchio, Dominique Sanda, Helmut Berger, Fabio Testi, Romolo Valli, Raffaele Curi.
Anno: 1970
Durata: 93' (col)
Liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Giorgio Bassani (pubblicato dalla casa editrice Einaudi). Attraverso l’amicizia tra Giorgio (Lino Capolicchio), figlio di un commerciante, e Micol (Dominique Sanda), giovane appartenente all’altolocata famiglia dei Finzi- Contini, vengono ripercorse le tragiche vicende della Comunità ebraica di Ferrara, tra il 1937 e il 1943.

GIULIA
(Julia)
Regia: Fred Zinnemann
Interpreti: Jane Fonda, Vanessa Redgrave, Jason Robards, Maximiliam Schell, Meryl Streep, Dora Doll, John Glover.
Produzione: USA
Anno: 1977
Durata: 118' (col)
Due amiche impegnate nella resistenza antinazista nella Vienna degli anni dell'Annessione al Terzo Reich.
Il film ha vinto 3 Premi Oscar.

IN NOME DEI MIEI
(Au nom de tous les miens)
Regia: Robert Enrico
Produzione: Francia/Canada
Interpreti: Michael York, Brigitte Fossey, Jacques Penot
Anno 1983
Durata: 140’ (col)
Tanneron, Francia Meridionale, 3 ottobre 1970. In un terribile incendio, periscono la moglie e i quattro figli di Martin Gray, ebreo nato a Varsavia nel 1926. L "uomo dai mille dolori" ripercorre le tappe della sua incredibile vita. E’ una testimonianza sconvolgente: il Ghetto di Varsavia, il campo di sterminio di Treblinka, l’incredibile fuga e il successivo ritorno in Ghetto per partecipare alla rivolta, l’entrata nelle file dell’Armata Rossa, la partecipazione alla "Battaglia per Berlino", il definitivo passaggio in Occidente.

L’ISOLA IN VIA DEGLI UCCELLI
(The Island in Bird Street)
Regia: Soren Kragh-Jacobsen
Produzione: Danimarca, Gran Bretagna, Germania
Interpreti: Jordan Kiziuk, Patrick Bergin, Jack Warden, James Bolam, Simon Gregor.
Anno 1997
Durata: 107’ (col)
1944, nell’ultima retata nel Ghetto di Varsavia, Alex, un ragazzo di 11 anni, riesce a sfuggire ai nazisti. Completamente solo riesce a sopravvivere nel ghetto deserto, finché il padre farà ritorno e, insieme torneranno a sopravvivere.

JAKOB IL BUGIARDO
(Jakob the Liar)
Regia: Peter Kassovitz
Produzione: USA
Interpreti: Robin Williams, Alan Arkin, Mathieu Kassovitz
Anno: 1999
Durata: 114' (col)
Tratto dal romanzo di Jurek Becker , è una fiaba sul tema tragico della ghettizazione degli ebrei dell’Europa orientale ad opera dei nazisti. In un ghetto polacco, Jakob, nell’ufficio della Gestapo, ascolta per caso alla radio la notizia dell’avanzata dell’Armata Rossa. Quando comunica il fatto ai suoi conoscenti, tutti credono che egli abbia una radio nascosta. Nel tentativo di far nascere la speranza nel ghetto egli decide di dare via via delle notizie completamente inventate sull’esito positivo della guerra.

KAPO'
Regia: Gillo Pontecorvo
Produzione: Francia/Italia
Interpreti: Susan Strasberg, Laurent Terzieff, Emmanuelle Riva, Didi Perego, Gianni Garko.
Anno: 1960
Durata: 116' (b/n)
Durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale, Edith, una giovane ebrea francese, viene deportata in un campo di sterminio. Dopo aver assistito all’uccisione dei genitori, decide di sopravvivere diventando la responsabile di una baracca. L’amore per un prigioniero russo le farà ricordare i valori dimenticati nella battaglia quotidiana per la vita.

MARTA ED IO
(Martha und Ich)
Regia: Jiri Weiss
Produzione: RFT/Francia
Interpreti: Marianne Saegebrecht, Michel Piccoli
Anno: 1990
Durata: 107' (col)
Rivisitazione autobiografica degli anni tragici delle persecuzioni antisemite. Emil, il ragazzo che narra con voce di adulto la storia, è lo stesso regista adolescente nella cittadina cecoslovacca di Most. Preso in custodia dallo zio Ernst, brillante ginecologo ebreo, assiste al discusso matrimonio di questi con la corpulenta cameriera tedesca Martha, proveniente dai Sudeti. I nazisti, che non vengono mai mostrati se non attraverso le svastiche e le scritte antisemite, occupano, però, la Cecoslovacchia ed Emil, grazie al volere dell’assennata Martha, verrà mandato negli Stati Uniti. Sarà il solo a salvarsi (Weiss, in effetti, emigrò nel 1939 in Inghilterra).

MONSIEUR BATIGNOLE
Produzione: Francia
Anno: 2001
Durata: 100' (colore)
Regia: Gérard Jugnot
Interpreti: Gérard Jugnot, Jean-Paul Rouve, Jules Sitruk, Michèle Garcia, Alexia Portal, Violette Blanckaert, Daphné Baiwir
Produzione Francia
Anno 2001
Durata: (col)
Monsieur Batignole, un macellaio parigino, nella Francia occupata dai tedeschi incontra l¹orrore della deportazione antisemita, e trova la sua personale via verso il riscatto e la dignità.

MUSIC BOX - PROVA D’ACCUSA
(Music Box)
Regia: Costantin Costa-Gravas
Produzione: USA
Interpreti: Jessica Lange, Armin Mueller-Sthal, Frederic Forrest
Anno: 1989
Durata: 126' (col)
Perfetto caso di mimetizzazione e integrazione di un criminale di guerra ungherese (Armin Mueller- Sthal) nella società americana. La vicenda assume toni drammatici quando è proprio la figlia - avvocato (Jessica Lange)- a scoprire le prove inconfutabili dei crimini del padre.

NEGOZIO AL CORSO
(Obchod na korze)
Regia: Jan Kadar/Elmar Klos
Produzione: Cecoslovacchia
Interpreti: Jozef Kroner, Ida Kaminska, Hana Slivkovà
Anno: 1965
Durata: 128' (b/n)
In una cittadina slovacca del 1942, Tono Britko (Josef Kroner), un modesto falegname, viene designato "tutore ariano" del negozio di una vecchia donna ebrea, Rosalie Lautmann (Ida Kaminska). Fra i due si instaura un rapporto paradossale, che avrà una tragica conclusione nel momento della deportazione di tutti gli ebrei della zona.

OLOCAUSTO
Regia: Marvin Chomsky
Produzione: USA
Interpreti: Meryl Streep, James Woods, Ian Holm, Michael Moriarty
Anno: 1978
Durata: 425' (col)
Famosissima trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Gerald Green. E’ la storia della Shoah narrata attraverso le vicende di una famiglia di ebrei berlinesi, i Weiss: le prime persecuzioni in Germania, il trasferimento nei ghetti in Polonia, il massacro ad Auschwitz, l’eroica resistenza ebraica, la fine della guerra, la partenza per il nascente Israele. Nonostante abbia suscitato numerose reazioni negative il film ha, tuttavia, il merito di aver fatto conoscere il tema al grande pubblico: è stato visto da 220 milioni di spettatori, 15 dei quali tedeschi dell’Ovest.

OLTRE LA VITTORIA
Regia: Robert M. Young
Produzione: USA
Interpreti: William Dafoe, Wendy Gazelle, Robert Loggia
Anno: 1990
Durata: 116' (col)
Storia vera del giovane pugile ebreo di Salonicco Salamo Arouch, campione baltico dei pesi medi, deportato nel campo di sterminio di Auschwitz- Birkenau con tutta la sua famiglia e quella della sua fidanzata. Riuscirà a sopravvivere solo mettendo in gioco innumerevoli volte la vita combattendo sul ring, allestito nel campo per il puro piacere delle SS. Scrupolosa, dal punto di vista storico, la ricostruzione del processo di sterminio di Birkenau.

L'ORO DI ROMA
Regia: Carlo Lizzani
Produzione: Italia
Interpreti: Anna Maria Ferrero, Jean Sorel, Gérard Blain, Andrea Checchi, Paola Borboni.
Anno: 1961
Durata: 102' (b/n)
Sono narrate le vicende della Comunità Ebraica di Roma durante il 1943, l’anno più tragico della sua bimillenaria storia: la faticosa raccolta dei 50 kg. d’oro pretesi da Kappler, la vergognosa razzia del ghetto, il 16 ottobre, la deportazione finale.

IL PIANISTA
Produzione: Francia / Gran Bretagna
Anno: 2002
Durata: 148'' (colore)
Regia: Roman Polanski
Interpreti Adrien Brody, Daniel Caltagirone, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Maureen Lipman
Durata 148'
Nel corso della Seconda guerra mondiale, Wladyslaw Szpilman - un pianista ebreo polacco ­ durante la seconda guerra mondiale, si ritrova nel ghetto di Varsavia, dove si trova a vivere sofferenze e atti di eroismo degli abitanti del ghetto. Qui trova un ufficiale nazista amante della musica che lo aiuta.

IL PREZZO DELLA VITTORIA
(The Shadow of Victory)
Regia: Ate De Jong
Produzione: NL
Interpreti: Jeroen Krabbe, Edwin De Vries, Linda Van Dyck
Anno: 1986
Durata: 100' (col)
Nell’Olanda occupata dai nazisti, due uomini combattono una differente battaglia contro gli invasori: Peter Vaijk, eroe della resistenza, lotta con la violenza in nome della libertà; Blumberg, fine intellettuale ebreo, è costretto a utilizzare le armi del sotterfugio e della menzogna perché si è prefisso il disperato compito di salvare il maggior numero di correligionari dalla deportazione nei campi di sterminio. Vari premi Oscar.

LA RAGAZZA TERRIBILE
(Das schreckliche Maedchen)
Regia: Michael Verhoeven
Produzione: RFT
Interpreti: Lena Stolz, Monika Baumgartener
Anno: 1989
Durata: 93' (col)
Tratto da un fatto realmente accaduto in Baviera, il film narra la vicenda di una studentessa di provincia che scopre, attraverso una travagliata indagine, l’ambiguo passato di molti suoi concittadini durante il periodo nazista.

SWING KIDS - GIOVANI RIBELLI
(Swing Kids)
Regia: Thomas Carter)
Produzione: USA
Interpreti: Robert Sean Leonard, Christian Bale, Frank Whaley, Kenneth Branagh, Barbara Hershey
Anno: 1993
Durata: 114' (col)
Ci si può opporre al nazismo ballando? E’ successo a un gruppo di giovani legati da una forte amicizia e dalla comune passione per il Swing, la musica americana che venne proibita perché degenerata. Il film offre una convincente descrizione della condizione dei giovani, di fronte al tentativo di nazificazione della società tedesca, nella Germania degli anni ’30.

TORNARE PER RIVIVERE
(Partir revenir)
Regia: Claude Lelouch
Produzione: Francia
Interpreti: Annie Girardot, Jean-Louis Trintignant, Michel Piccoli
Anno: 1985
Durata: 117' (col)
A causa di una lettera anonima, Salomè Zerner, una giovane ebrea francese, viene deportata ad Auschwitz con tutta la famiglia. Sola a essere tornata, corrosa nel corpo e nell’anima, suo unico desiderio è rivivere gli ultimi momenti con i suoi cari e scoprire la verità sulle cause della loro tragica fine.

LA TREGUA
Regia: Francesco Rosi
Produzione: Italia/Francia/Svizzera/Germania
Interpreti: John Turturro, Massimo Ghini, Rade Serbedzija, Teco Celio, Roberto Citran, Claudio Bisio, Andy Luotto, Stefano Dionisi, Agnieszka Wagner, Lorenza Indovina.
Anno: 1997
Durata: 123' (col)
Tratto dall'omonimo libro di Primo Levi (pubblicato dalla casa editrice Einaudi)

L’ULTIMO METRO’
(Le Dernier métro)
Regia: François Truffaut)
Produzione: Francia
Interpreti: Catherine Deneuve, Gérard Depardieu, Heinz Bennet
Anno: 1980
Durata: 130' (col)
Film dedicato ad Andrè Bazin. Parigi, 1942: a causa del coprifuoco, l’ultimo metrò parte alle 20,30, ma il teatro, nonostante la paura, è frequentatissimo. Il proprietario e direttore del Teatro Montmartre (Heinz Bennet) è costretto, in quanto ebreo, a vivere nascosto nella cantina del suo teatro, da dove continua a lavorare e a dirigere all’insaputa degli stessi attori. Per tutti, a condurre l’impresa è la moglie Marion (Catherine Deneuve), che, in realtà, svolge solo il ruolo di segreta controfigura del marito.

L'UOMO DEL BANCO DEI PEGNI
(The Pawnbroker)
Regia: Sidney Lumet
Produzione: USA
Interpreti: Rod Steiger, Geraldine Fitzgerald, Brock Peters
Anno: 1965
Durata: 116' (b/n)
Sol Nazerman (Rod Steiger), un ebreo polacco sopravvissuto allo sterminio nazista, vive in America gestendo un Banco dei Pegni. Ossessionato dal ricordo, vive chiuso in se stesso. Un evento traumatico scuoterà la sua apparente incapacità di soffrire e di amare. il film è ritenuto una delle poche produzioni holliwoodiane che abbiano affrontato il tema della Shoah con rigore, sia tematico che formale.

IL VIAGGIO DEI DANNATI
(Voyage of the Damned)
Regia: Stuart Rosemberg
Produzione: Gran Bretagna
Interpreti: Faye Dunaway, Max Von Sydow, Orson Welles, James Mason, Ben Gazzara
Anno: 1976
Durata: 180' (col)
Film sull’indifferenza internazionale di fronte alla disperata situazione di 937 ebrei che ottennero il permesso di lasciare Amburgo nel maggio 1939 e il cui sbarco fu vietato sia da Cuba sia dagli Stati Uniti. La nave, La St- Louis, fu costretta così a far ritorno in Europa, dove il comandante ottenne l’autorizzazione di far sbarcare i passeggeri ad Anversa. Più di 600 di essi avrebbero trovato la morte nei campi di sterminio.

VITE SOSPESE
(Shining Through)
Regia: David Seltzer
Produzione: USA
Interpreti: Melanie Griffith, Michael Douglas, Liam Neeson
Anno: 1992
Durata: 132' (col)
All’alba della Seconda Guerra Mondiale: un agente segreto e la sua segretaria ebrea scoprono di essere profondamente innamorati. Saranno coinvolti in un‘avventura avvincente nel cuore della Germania nazista.

DOCUMENTARI E TRASMISSIONI TELEVISIVE
ADA
Cortometraggio realizzato dalla scuola elementare Ada Tagliacozzo di Roma.
Anno scolastico 99/00
Durata 13’ b/n
Prodotto direttamente dalla scuola, per averne copia rivolgersi alla scuola elementare Ada Tagliacozzo telefono 065001670 chiedendo di Stefano Batori.
Il cortometraggio, recitato da bambini e genitori, racconta le ultime ore di Ada Tagliacozzo, la bambina da cui la scuola prende il nome, deportata da Roma il 16 ottobre 1943. (La scuola ha realizzato anche un cd rom dal titolo ‘La storia di Ada’)

CARA KITTY
Regia: W. Van der Sluis
Produzione: NL
Anno: 1987
Durata: 25' (b/n, col)
Partendo dal "vissuto" di Anne Frank, si passa a delineare, sia pure in modo sintetico, la storia della Shoah in genere. Esemplare la corrispondenza tra testo ed immagini.

GENOCIDE
Regia: P. Batty
Produzione: Gran Bretagna
Anno: 1987
Durata: 60' (b/n, col)
Decimo volume dell’ottima serie "The World at War", è un documentario particolarmente adatto agli studenti dell’ultimo anno delle scuole medie superiori. La ricostruzione storica del processo di sterminio risulta, nel suo complesso, tra le più serie. Molto buona è la corrispondenza tra le immagini ed il commento. Preziose le testimonianze inserite, soprattutto quelle dei nazisti.

MEDITATE CHE QUESTO E’ STATO
Regia: Silvia Brasca
Produzione: Italia
Anno: 1993
Durata: 17' (b/n)
E’ un lavoro incisivo e, nello stesso tempo, commovente. Semplice nel linguaggio, essenziale nelle informazioni, coinvolgente la colonna sonora.

MEMORIA
Regia: Ruggero Gabbai
Produzione: Italia
Anno: 1997
Durata: 90' (col)
Un documento storico unico: è il racconto corale degli ebrei italiani deportati ad Auschwitz, le cui testimonianze sono state raccolte dagli storici del C.D.E.C. di Milano, Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto Fargion. Il film è stato selezionato dal Festival Internazionale del Cinema di Berlino nel 1997 ed ha vinto il Festival Internazionale di Norimberga nel 1999.
Considerato dalla critica come la massima espressione della Shoah in Italia, è stato trasmesso eccezionalmente in prima serata dalla Rai nell’aprile del 1997 (è stato visto da 5 milioni di persone) ed è stato distribuito in home video nel 2000 dal gruppo editoriale l’Espresso.

NOTTE E NEBBIA
Regia: Alain Resnais
Produzione: Francia
Anno: 1955
Durata: 60' (b/n, col)
Prima seria riflessione sulla Shoah e sulla sua memoria.

QUELLA PAGINA STRAPPATA
Regia: Daniel Toaff
Produzione: Italia
Anno: 1988
Durata: 60' (b/n, col)
Uno dei rarissimi lavori, certamente il migliore, dedicati alla storia degli ebrei in Italia durante il fascismo. L’unico che si occupi in modo esauriente della promulgazione delle leggi antiebraiche del 1938

RITORNO AD AUSCHWITZ
Regia: Daniel Toaff
Produzione: Italia
Anno: 1982
Durata: 60' (b/n, col)
Indimenticabile puntata di "Sorgente di Vita". Si tratta di una lunga ed eccezionale intervista a Primo Levi durante la sua unica e sofferta visita al Museo di Auschwitz- Birkenau

SHOAH
Regia: Claude Lanzmann
Produzione: Francia
Anno: 1985
Durata: 566' (col)
Opera fondamentale per comprendere la Shoah, basata esclusivamente sulle testimonianze dei sopravvissuti. Illuminante il commento di Simone de Beauvoir: "Abbiamo letto, dopo la guerra, un gran numero di testimonianze sui ghetti, sui campi di sterminio; ne eravamo sconvolti…Malgrado tutte le nostre conoscenze rimaneva distante da noi. Per la prima volta la viviamo nella nostra testa, nel nostro cuore, nella nostra carne. Né romanzo né documentario, Shoah realizza questa ri- creazione del passato con una stupefacente economia di mezzi: dei luoghi, delle voci, dei volti. La grande arte di Claude Lanzmann consiste nel far parlare i luoghi, nel risuscitarli attraverso le voci e, aldilà delle parole, nell’esprimere l’indicibile attraverso i volti…Un puro capolavoro".
Le varie schede sono tratte dal sito "27 gennaio, giorno della memoria) e i films sono facilmente reperibili in cassette e DVD.
Inoltre, non possiamo non menzionare sinteticamente:

Vincitori e Vinti di Stanley Kramer
Anno: 1961
Nazione: Stati Uniti
Durata: 178 m
Regia: Stanley Kramer
Scritto da Abby Mann che adattò un suo teledramma, il film ricostruisce in chiave romanzesca il processo di Norimberga del 1948 contro i criminali di guerra nazisti. Questa verbosa maratona giudiziaria è, forse, il più compatto e armonioso film del produttore- regista S. Kramer, e un tipico frutto culturale della presidenza di J.F. Kennedy. Saggio di oratoria democratica ad alto livello, è affidato a un all star cast nel quale bisogna segnalare i brevi e intensi interventi di J. Garland e M. Clift. 8 nomination ai premi Oscar e 2 statuette, una per lo sceneggiatore Abby Mann e l'altra a M. Schell
Grande successo di pubblico e premio Fipresci alla 55a Mostra di Venezia 1998.

La settima stanza di Marta Meszaros
Anno: 1996
Produzione: Italia - Francia - Polonia - Ungheria
Durata: 110' (colore)
Regia: Marta Meszaros
Film biografico - A Breslavia nel 1922, la brillante allieva del filosofo Husserl, la docente di filosofia Edith Stein, appena battezzata con il nome di Theresia Hedwig, deve affrontare le rimostranze della madre Auguste, che l'accusa di aver tradito la religione ebraica. Agli inizi degli anni '30, durante una conferenza a Munster, viene attaccata dal professore Franz Heller, ex collega di studi e innamorato respinto, che l'accusa di opportunismo. Intanto il nazismo dilaga ed Edith viene sospesa dall'insegnamento. Dopo la tragica "Notte dei cristalli", nel 1938 Edith e Rosa si trasferiscono in Olanda, ma l'espansione nazista fa sì che le due donne vengano arrestate e caricate su un vagone, dove si prodigano per consolare i bambini deportati.

Il cielo cade di Andrea e Antonio Frazzi
Anno: 1999
Data uscita: 21/04/2000
Produzione: Parus Film, Viva Cinematografica, Istituto Luce, Rai Radiotelevisione Italiana.
Distribuzione: Istituto Luce
Durata: 110'
Regia: Andrea Frazzi - Antonio Frazzi
Nelle campagne vicino Firenze, Alfred Einstein, ebreo, fratello del grande Albert, conduce la propria vita con moglie, figli e bambini adottivi, al riparo dalla guerra, in una grande villa patrizia. All'indomani dell'armistizio, però, l' occupazione tedesca lo pone in grande pericolo. Sotto gli occhi di una bambina, narratrice dell'intera vicenda, si svolgerà il dramma improvviso e brutale.

Ogni cosa è illuminata (Everything is Illuminated) di Liev Schreiber
Anno: 11 nov 2005
Nazione:Stati Uniti
Durata: 102 m
Regia: Liev Schreiber
Alex, un ragazzo americano di religione ebraica, un giorno, dopo aver ascoltato tante volte suo nonno raccontare storie della guerra e della follia nazista, decide di partire per l'Ucraina per andare a cercare l'uomo che un giorno di sessanta anni prima ha salvato la vita a suo nonno. Cosa succede se le sole persone in grado di capirlo un po' nel villaggio - un suo quasi coetaneo e suo nonno "cieco vedente" accompagnato da un cane psicopatico - parlano un inglese bislacco e incomprensibile? Alex intraprende il viaggio che lo porterà a comprendere l'importanza della memoria e l'assurdità dell'olocausto, la funzione dell'amicizia e il valore dell'amore...

Dov'è Auschwitz di Mimmo Calopresti
Anno: 2004
Nazione: Italia
Durata: 110 m
Regia: Mimmo Calopresti
Dopo sessant'anni dall'apertura dei cancelli del lager di Auschwitz, simbolo dell'orrore perpetrato per anni dai nazisti sugli ebrei, sul cancello d'entrata c'è ancora la scritta: "Il lavoro rende liberi". Ce lo mostra Mimmo Calopresti, in occasione delle celebrazioni in tutto il mondo del Giorno della Memoria, il 25 gennaio 2005 con il suo documentario realizzato durante la visita nel campo di concentramento fatta il 16 ottobre 2004, insieme al sindaco di Roma Walter Veltroni, ad un gruppo di studenti della Capitale e ad alcuni dei sopravvissuti italiani all'Olocausto. Le loro testimonianze sono la parte più preziosa del documentario. Non sono utilizzate immagini di repertorio che danno a volte l'impressione di raccontare qualcosa che riguarda il passato, mentre ciò che è successo è ancora vivo, attuale. I sopravvissuti italiani parlano camminando negli stessi posti in cui sono stati quando erano ancora dei ragazzini e si sono sforzati di continuare a ripetere la loro storia pur di lasciare una testimonianza e far sì che la gente sappia e non dimentichi. Come Shlomo Venezia che ad Auschwitz si occupava dei cadaveri che uscivano dalle camere a gas. Per lui è terribile parlare di questo, ma è necessario perché gli altri possano capire. Il regista lavora molto sui dettagli non per cinismo, ma perché dalle parole dei sopravvissuti ci si rende conto che il lager era molto più della paura della camera a gas: era essere spogliati, non sapere cosa sarebbe successo, stare schiacciati gli uni contro gli altri, consapevoli che nelle camere a gas ci finivano donne, bambini, senza sapere che fine avessero fatto amici, conoscenti, figli, mogli, padri, mariti. Questi sono particolari che trasformano una parola - Shoah - in una realtà. Non si deve dimenticare che si parla di un posto in cui si uccidevano migliaia di persone al giorno e per far questo c'era bisogno di un'organizzazione che era agghiacciante proprio nei particolari.

Il Servo ungherese di Massimo Piesco Giorgio Molteni
Anno: 2003
Nazione:Italia
Durata: 108 m
Regia: Massimo Piesco Giorgio Molteni
August Dailermmann è al comando di un campo di concentramento e dopo l'ingresso a casa sua di Miklos, un servo ebreo ma soprattutto un sensibilissimo intellettuale, comincia ad interessarsi all'arte e riunisce nella sua casa una squadra di pittori e musicisti presi tra i deportati. Ma l'interesse del nazista non servirà a salvare il servo ungherese e i suoi compagni dal loro tragico destino. August verrà presto rispedito a Berlino, sostituito dal Tenente Tross, uno spietato aguzzino.
Questo “schedario” viene consigliato agli insegnanti, affinché, ogni anno, possano organizzare un momento di riflessione sulla Shoah, che seppure lontana nel tempo, “ri- vive” nostro malgrado, in quanto di nefando, di oppressivo, di inumano si fa oggi contro i popoli della terra.

Maria de Falco Marotta & Elisa, Enrico, Antonio, Diana

GdS 20 I 2006 - www.gazzettadisondrio.it
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