Una bara bianca all’inizio della strada, che sterrata si inerpica all’ombra degli ulivi. Il sole rosso sul fare della sera, il giorno che attende l’ultimo suo abbraccio. E’ il sigillo del Calvario ad imprimersi nella carne sofferente, attimo dopo attimo, s’incunea nello spazio della nostra libertà. Una bara bianca, nella croce che campeggia all’orizzonte misterioso il seme della vita.
20.IV.2006 – www.gazzettadisondrio.it |