Passo dopo passo con le mani giunte cammina il Papa tra i blocchi ancora grondanti di morte. Nella cella dove Dio ha condiviso il dolore del mondo, in silenzio è la preghiera del Papa, nell’orrendo ordito del male il bene s’incunea profondo. Una croce graffiata, la Madonna di un prigioniero polacco, è l’amore a riaprire la vita al suo senso. E nel cupo cielo di Auschwitz un arcobaleno si staglia d’improvviso, tra le macerie dei forni crematori la luce della Sua misericordia.
Cianni Meneghetti
www.gazzettadisondrio.it - 10.6.2006 |