Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

L'AGGRESSIONE AL PREMIER
 di Gianni Toffali

                                             Da Talleyrand ad Andreotti

L’esaltato mantovano che ha aggredito Berlusconi con un cavalletto è stato scarcerato il giorno successivo. Su alcuni forum internet è apparso in queste ore lo slogan: ”Uno, dieci, cento, cavalletti”. E questo la dice lunga sulle simil-lacrime di solidarietà espresse dalla sinistra al capo del governo. A titolo “antropologico politico”, sarebbe interessante osservare le reazioni dell’opposizione e della magistratura, qualora un simpatizzante di centrodestra lanciasse una mortadella stagionata all’indirizzo di Prodi. Non ci sono dubbi: il governo italiano, tacciato di squadrismo e il “tapino” lasciato marcire in qualche carcere gulag di sinistra memoria. Calunniate, calunniate, qualche cosa resterà diceva con diabolica astuzia Charles Maurice Talleyrand. E poi qualcuno dice che certo modo di fare politica, non funziona...
Gianni Toffali
Gianni.Toffali@inwind.it

Da Talleyrand ad Andreotti. L'amico Toffali evidenzia una situazione reale di un certo manicheismo tipico di una parte della sinistra (non di tutta la sinistra) come pure di una parte del centro-destra e in qualche occasione dello stesso Berlusconi. In occasione del censurabile episodio romano le espressioni di solidarietà di gran parte della sinistra ufficiale sono state sincere. Altre mica tanto o addirittura sono mancate. Poi scendendo é scesa anche la consapevolezza della gravità del gesto.
Questo fa parte di un più ampio atteggiamento di fondo che caratterizza l'intera vita politica italiana, persino ai livelli periferici. Manca quello che spesso abbiamo chiamato "il modello inglese". Nei momenti difficili si abbandonano le contese e "tutti sulle mura", come si usava un tempo:
Ragionando prescindendo dagli umori e dal fegato va detto che chiunque sia il Premier - o altre cariche importanti dello Stato - deve essere previsto un intervento sanzionatorio, rigoroso e per direttissima. Evidente la ragione dato che se un aggressore manda il sottoscritto un mese in ospedale - facciamo gli scongiuri! - é un conto ma se viene mandato un personaggio delle Istituzioni é un altro per le conseguenze di carattere pubblico e generale che ne conseguono.
Infine il parallelismo evocato da Toffali.
Al personaggio francese, divenuto simbolo d'un certo modo di fare abbiamo la fortuna di contrapporre uno Statista di casa nostra che benché "vittima della mafia e dell'antimafia" - sua dichiarazione dei giorni scorsi - si é disciplinatamente e correttamente inserito nel ruolo di imputato "innocente" affidandosi alla Giustizia, persino a costi altissimi (fra l'altro ha anche dovuto vendere la sua collezione di francobolli per pagare gli avvocati)
.
Per la verità chi gli voleva male é stato sfortunato perché Andreotti, nonostante la tarda età, é riuscito a campare ed arrivare alla fine dei processi quando probabilmente la segreta speranza dei suoi avversari era che "togliesse il disturbo" prima, lasciando la grande ombra del dubbio.
La sua fiducia nelle Istituzioni é l'esempio opposto e un riferimento da tener presente. Tutti, di destra o di sinistra.
Nota del Direttore


GdS 10 I 05  www.gazzettadisondrio.it
_____________________________________
 

 

Torna a Italia e Mondo
                                                 Torna all'indice generale

  Torna alla prima pagina