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Giusto salvare Alitalia. Giusto tutelare i dipendenti. Giusto farli lavorare MA NON a casa
 di Amarilli

                       Due ipotesi di lavoro da far fare in cambio della CIG

La precedente puntata dedicata all'Alitalia aveva toccato il doloroso tasto dell'assenteismo, oltre l'11%, un altro dato che indica come la stratificazione dei privilegi nel corso dei decenni avesse raggiunto punte somme sotto ogni profitto. Pagava Pantalone E, come abbiamo scritto in precedenza, "visto che pagava, e dovrà pagare, Pantalone, cioè tutti noi, pur con tutto il rispetto e la comprensione per i problemi personali e familiari che qualsiasi esubero aziendale comporta, la forbice ha da esserci e i criteri debbono partire proprio da questo dato". A casa gli assenteisti, in altri termini.
Non c'é solo quello.
Nell'accordo romano, ineluttabile se non si voleva far fallire la nostra Compagnia di bandiera che deve poter continuare a volare, é prevista la CIG, Cassa Integrazione per 3679 dipendenti. Ne usufruiranno, con l'80% dello stipendio, per due anni e poi avranno altri tre anni di mobilità. Provvederà un apposito fondo nel quale confluirà anche il gettito derivante da un prelievo sui biglietti di poco inferiore all'€uro.
Sta bene. Gli aspetti umani con i conseguenti risvolti familiari debbono avere la massima attenzione. Dobbiamo però guardare anche il rovescio della medaglia.
Pantalone paga il conto. Pantalone é giusto che, visto che paga, dica la sua, anzi chieda di essere ascoltato.
Perché 3679 persone devono prendere l'80% di uno stipendio non proprio stracciato, tredicesima e quattordicesima compresa, senza fare niente?
Ci sono due ipotesi.
- La prima: il Comune e la Provincia di Roma - o di altre località se c'é qualcuno che oggi non lavora nella Capitale - predispongono un piano per impiegare, secondo competenze e attitudini, o secondo richieste, queste 3679 persone nel volontariato, sociale, culturale, sportivo, turistico ecc. Con orario normale di lavoro viene loro integrato il 20% mancante.
- La seconda: come la prima ma senza integrazione di stipendio e orario limitato al 40%. Se l'orario normale prevede 40 ore settimanali, visto che percepiscono l'80% é giusto che lavorino solo l'80%, e cioé nella fattispecie 32 ore settimanali.
In questo modo si allontana anche la tentazione che potrebbe venire a qualcuno, visto che non ha nulla da fare, di mettersi sul mercato del lavoro nero. In questo modo, dopo che ha dovuto intervenire Pantalone per assicurare, giustamente, a queste 3679 persone una specie di stipendio, ne verrebbe un secondo aspetto negativo ossia la concorrenza a chi opera nel rispetto delle leggi, in particolare pagando la serie di balzelli previsti.
Sarebbe giusto.
Sarebbe.
Ma dove si può trovare il Salomone che riesca a ottenere che questa giusta aspirazione diventi realtà?
Amarilli

GdS 10 X 04  www.gazzettadisondrio.it
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