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Alitalia 1 - E' una questione seria
 di Roberto Valenti

Ci interessa andare avanti su questo argomento, di interesse sicuramente generale. Poi tireremo le somme, nella massima obiettività. Vedere altro articolo su questo numero (NdD)

VALENTI
Vede sig Direttore, ci risiamo.
Si torna a parlare di Alitalia. E con la solita retorica del caso si inaugura la sequela del "tempi duri per chi vola", "cieli impossibili" e quant'altro in cui anche il suo giornale non mi sembra si distingua.
Come ha notato due miei colleghi Le hanno segnalato delle inesattezze negli articoli da voi proposti. Inesattezze gravi, in quanto si riferiscono ad attività di lavoro, dando impropriamente la sensazione che l'effettivo lavoro svolto a bordo degli aerei dal personale navigante di cabina sia pari alle novanta ore mensili.
Dato, questo, falso. Il perchè Le è stato siegato, ma io non ho mai letto nessuna rettifica da parte del Suo giornale. Anzi: una certa dose di scherno è stata utilizzata per commentare la lettera di RT, che al di là della polemica giornalistica, stigmatizzava la superficialità dell'informazione con cui si trattano gli argomenti del lavoro.
E, come vede, ci risiamo.
Domani si sciopera di nuovo. Ma come, non è stato firmato un accordo? Ci direte....
88 Voli cancellati da AZ. Domani si scoprirà che magari saranno stati duecento e giù polemiche.
Una fotocopia delle volte precedenti,
Senza che mai nessun bravo giornalista come Voi certamente siete si prenda la briga di far parlare quelli che in teoria non dovrebbero nemmeno esistere, in quanto rappresentati dai firmatari di un accordo che avrebbe dovuto riportare pace sociale in AZ.
Vede sig. Direttore, quando il mio collega si riferiva alla cosiddetta marketta, non è andato proprio fuori bersaglio: cosa altro è un articolo in cui si enunciano senza contro prove tutte le argomentazioni aziendali, salvo poi continuare a scrivere, senza che questo però faccia notizia o permetta di far balenare a qualcuno di voi che forse qualcosa in AZ non va, "aerei selvaggi! Le hostess si fermano!" (ed anche in questo caso ci piacerebbe sapere da Lei se fosse gradito che in caso di sciopero della sua categoria qualcuno riferisse "Le giornaliste si fermano"...anzichè i giornalisti...) .
Il punto, dunque, è tutto qui: in Alitalia le cose non vanno.
L'azienda compie decine di violazioni quotidiane su tutto. Voi riportate faziosamente la situazione all'esterno e noi non abbiamo voce in capitolo.
Di queste molteplici madri sono figli i disagi che il paese sta provando, e che vi ostinate ad accollare alla nostra responsabilità.
Saluti.
Roberto Valenti Assistente di volo Alitalia (non hostess, Assistente di Volo)

NOI
Ringraziamo per l’invio e pubblicheremo ul prossimo numero (per quanto riguarda il suo collega, il secondo, può imparare dal primo come si possono far valere le proprie ragioni senza bisogno di uscire dal seminato…
Cordialità -Frizziero

VALENTI
La ringrazio per la celerità della risposta.
Al di là della lettera pubblicata, il mio intento era e rimane quello di tentare di sensibilizzare coloro che fanno opinione suggerendo loro che le cose, almeno in Alitalia, non stanno come sembra che stiano.
Mi permetto di rubarle un minuto per dirle solo un paio di cosette: in un'azienda in cui si CERTIFICA l'esubero di oltre 900 assistenti di volo, e successivamente si ricorre alla solidarietà per evitare gli esodi facendo pagare ai lavoratori in linea il legittimo sforzo di mantenere il posto di lavoro per tutti, non ci si aspetterebbe di assistere quotidianamente a centinaia di partenze con equipaggi in sotto organico, ridotti all'osso, a causa di mancanza risorse. Delle due l'una: o quanto si è certificato era falso, oppure l'azienda tenta regolarmente, in spregio a qualsiasi regola democratica che vuole il rispetto degli accordi presi, di appropriarsi di cose che nella contrattazione non le erano state date.
Il problema degli equipaggi incompleti in Alitalia, come quello delle decine di violazioni contrattuali perpetrate sotto lo scudo dell'interruzione di pubblico servizio che espone il lavoratore a dure sanzioni disciplinari o peggio al licenziamento, è di vecchia data.
Ed ora l'azienda, anziché ricercare una vera pace sociale e rispettare quelle sette regole rimaste, affonda il coltello nella piaga e con la complicità di chi ha siglato gli accordi e di tutti i sindacati dei piloti, affossa definitivamente anche le residue speranze di motivazione che erano rimaste a questa categoria.
Io non sono un giornalista e non saprei come dare una notizia, ma mi rifiuto di pensare che il conoscere un fatto come questo, che in termini economici per Alitalia ha significato attingere a 420 milioni di euro di prestito ponte, e sapere contemporaneamente che la realtà è ben diversa da quella che si vuole mostrare, con tanto di prove materiali, forse dovrebbe fare notizia.
Forse dovrebbe interessare all'opinione pubblica, che comunque deve sapere che il grosso degli assistenti di volo, turlupinati da un piano di ristrutturazione che su di loro ha attinto molto oltre il lecito, preferirebbero vedere la propria azienda messa in forte discussione dall'opinione pubblica piuttosto che continuare a sentirsi presi in giro e vedere la propria professionalità ridotta al lumicino a causa di operazioni mediatiche che vengono messe ad arte in giro dai soliti noti.
Tutto qua: il sottoscritto, come molti di noi, si chiede perchè non si faccia un'inchiesta giornalistica seria sulla situazione Alitalia e perchè si passino solo le veline aziendali, quando invece la realtà ci dovrebbe suggerire che forse la notizia, se solo la si volesse cercare, c'è.
Con stima.
Roberto Valenti

GdS 20 III 05  www.gazzettadisondrio.it
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