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GREENPEACE: ACCORDO SULLE SCORIE NUCLEARI ITALIANE, UN VIAGGIO DI ANDATA E RITORNO IN FRANCIA A CARO PREZZO
Gabriele Salari

Greenpeace commenta la notizia della firma dell’accordo tra Italia e Francia per l’invio agli impianti di riprocessamento francesi delle 235 tonnellate di combustibile nucleare irraggiato presenti ancora a Caorso.

L'accordo conferma la linea del governo Berlusconi di riprocessare le scorie in Francia, e contraddice la scelta fatta dal governo dell’Ulivo nel 1999 di effettuare lo stoccaggio a secco. Il contratto con la francese Areva era stato siglato da Sogin già mesi fa, ma per la nuova legge francese è necessario un accordo intergovernativo per definire i tempi del rientro delle scorie vetrificate al Paese di provenienza.

Il riprocessamento è un processo industriale con il quale si separa il plutonio - l’elemento base per costruire le armi nucleari - e l’uranio fissile residuo, dai prodotti di fissione: un processo inquinante che produce emissioni di radionuclidi in aria e in acqua. Nel mondo il riprocessamento è una pratica che riguarda una frazione minoritaria della gestione del combustibile nucleare esaurito – che è la parte più pericolosa delle scorie nucleari. L’alternativa è lo stoccaggio a secco del combustibile, largamente praticato e di gran lunga meno rischioso:
si evita il trasporto delle scorie, le emissioni in acqua e aria di radioattività, la separazione del plutonio, materiale principe per la costruzione di bombe atomiche.

L’accordo prevede che le barre di combustibile irraggiato di Caorso debbano essere trasferite in Francia tra il 2007 e il 2015 e rientrare in Italia tra il 2020 e il 2025. Non è chiaro il destino delle circa 4 tonnellate di plutonio italiano ancora presenti presso la centrale Superphenix di Creys-Malville, chiusa definitivamente dal 1997 dopo i numerosi incidenti che ne hanno segnato la breve vita. A partire dal 2010 dovrebbero inoltre rientrare le scorie vetrificate dall’impianto inglese di Sellafield, dove furono a suo tempo inviate le barre di combustibile irraggiato delle altre centrali nucleari italiane. Dove verranno portate?

“Il riprocessamento del combustibile irraggiato è un processo inquinante, che prevede il trasporto in andata e ritorno di materiali radioattivi, e che ha come unico scopo quello di continuare a produrre plutonio” afferma Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace. “Rispetto allo stoccaggio a secco del combustibile ha costi almeno doppi. Le cifre che circolano sono di 267 milioni di euro: così spenderemo più soldi per generare più rischi e senza risolvere il problema, rinviandolo a data da destinarsi”.
Gabriele Salari

www.gazzettadisondrio.it - 30 XII 06

 
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