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Analisi congiunturale II trimestre di Unioncamere,  Confindustria e Regione Lombardia
di Vittoria castagna

Riceviamo e pubblichiamo:

Risultati dell'analisi congiunturale II trimestre 2005, indagine sui settori di industria manifatturiera e artigianato di produzione realizzata periodicamente da Unioncamere Lombardia, Confindustria Lombardia e Regione Lombardia, appena conclusasi presso la sede di Unioncamere Lombardia. (in collaborazione con le Associazioni regionali dell’Artigianato: Confartigianato, CNA, Casartigiani e CLAAI)
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Risultati dell’analisi congiunturale sull’industria e l’artigianato manifatturiero di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia, Confindustria Lombardia e con la collaborazione delle Associazioni dell’Artigianato (Confartigianato Lombardia, CNA Lombardia, Casartigiani Lombardia, CLAAI Lombardia) effettuata attraverso 1.868 interviste ad aziende industriali e 1.521 ad aziende dell’artigianato manifatturiero.

IL SECONDO TRIMESTRE 2005 REGISTRA UN AUMENTO DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE DELL’1,2% RISPETTO AL TRIMESTRE PRECEDENTE (dato destagionalizzato), E UNA SOSTANZIALE STAZIONARIETA’ RISPETTO AL SECONDO TRIMESTRE 2004 (-0,1%), CON UNA POSITIVA INVERSIONE DEL TREND IN DISCESA DELLA PRIMA PARTE DELL’ANNO. ANCORA IN PEGGIORAMENTO LE AZIENDE ARTIGIANE (-2,9% SU BASE ANNUA).

La produzione industriale del 2° trimestre 2005 si chiude con risultati congiunturali positivi (+1,2% il dato destagionalizzato e +3,1% quello grezzo) e con la conferma degli stessi livelli produttivi del 2° trim. 2004 (-0,1%). L’indice destagionalizzato della produzione industriale (base media anno 2000=100), dopo la caduta dello scorso trimestre, torna sopra quota 100, raggiungendo il valore di 100,8. Per le aziende artigiane viene confermata la variazione negativa su base annua (-2,9%) e il valore dell’indice scende ancora, fermandosi a 93,6.

L’analisi per destinazione economica dei beni mostra un recupero dei beni di consumo che incrementano i livelli produttivi dello 0,9% su base annua. Anche i beni d’investimento registrano variazioni positive, anche se più contenute (+0,2%). E’ invece in calo la produzione dei beni intermedi (-1,1% su base annua).

La disaggregazione per settori industriali segnala risultati positivi su base annua per l’Alimentare (4,5%) e Mezzi di trasporto (+3,3%); risultati ancora negativi per la “filiera della moda” con le calzature ancora in fondo alla classifica (-7,2%), mentre tessile (-2,8%) ed abbigliamento (-0,8) registrano valori meno negativi rispetto ai trimestri scorsi.

Su base annua si conferma una variazione della produzione direttamente proporzionale alla dimensione d’impresa: -0,7% le piccole (da 10 a 49 addetti), +0,1% le medie (da 50 a 199) e +0,5 le grandi.
Come negli altri trimestri, il dato medio generale continua a nascondere andamenti molto differenziati fra le imprese: a fronte del 21% di imprese con variazioni minime che oscillano attorno allo zero, il 30% ha avuto variazioni tendenziali superiori al +5% e il 32% ha registrato valori oltre il -5%.

Altre variabili dell’andamento congiunturale:

• Il fatturato dell’industria cresce su base annua dell’1,3% nella componente estera, mentre è ancora in calo nella componente interna (-0,3%). Fra i settori, sono ancora particolarmente positivi il fatturato per la siderurgia (+2,8%) e gli alimentari (+2,1%). Ancora negativi tessile, pelli-calzature e abbigliamento. Fra le aziende artigiane qualche segnale positivo arriva dalla componente estera del fatturato per i settori della carta editoria e della siderurgia.

• Il tasso d’utilizzo degli impianti recupera leggermente per l’industria (a quota 74,1%), mentre è ancora in calo per l’artigianato (66,8%). Fra i settori si distinguono per i più elevati utilizzi i mezzi di trasporto (81,1%) nell’industria, e la siderurgia (77,0%), nell’artigianato. Secondo la destinazione economica dei beni le aziende industriali superano il 74% per i beni finali e beni intermedi, mentre per l’artigianato il massimo viene raggiunto dai beni intermedi (69%).

• Gli ordinativi acquisiti nel trimestre si mantengono su variazioni discrete: per l’industria, quelli tendenziali crescono dell’8,3% sull’estero e del 5,6% sull’interno, portando i giorni di produzione assicurata a fine trimestre a quota 55,8. Secondo la destinazione economica dei beni, le aziende produttrici di beni di investimento continuano a registrare i valori maggiori, in particolare sul versante estero. Gli ordini delle aziende artigiane sono nuovamente in calo sia nella componente interna che in quella estera: -1,8% il dato tendenziale degli ordini esteri e –6,4% gli ordini interni.

• L’occupazione all’interno del trimestre registra un assestamento leggermente negativo per l’industria (-0,1%) e più marcatamente negativo per l’artigianato (-0,4%).

• Il livello delle scorte dei prodotti finiti è ritenuto adeguato dal 73,9% delle imprese industriali (una quota che sfiora il 30% non tiene comunque scorte); fra le restanti, le valutazioni di esuberanza superano quelle di scarsità. Le aziende artigiane che tengono scorte di prodotti finiti manifestano invece segnali di scarsità (-16% il saldo). Il 60% delle aziende artigiane non tiene scorte.

• Le scorte di materie prime sono adeguate per l’82,9% delle imprese industriali, con segnali di scarsità ed esuberanza che quasi si equivalgono (+0,8% il saldo). Gli artigiani segnalano scorte adeguate nel 72% dei casi, con una maggior prevalenza, fra le restanti, dei giudizi di scarsità (-13,7% il saldo).

• I prezzi medi delle materie prime vedono rallentare ancora i ritmi di crescita passando dal +2,3% dello scorso trimestre al +0,9%, per le aziende industriali. Anche le aziende artigiane rilevano un minor incremento passando dal +3,2% al +1,9%. Fra i settori non è più la siderurgia a registrare i maggiori incrementi, sostituita da Chimica, meccanica e legno-mobilio, per l’industria, e gomma-plastica e meccanica per l’artigianato. La tensione inflazionistica delle materie prime si traduce solo parzialmente sui prezzi dei prodotti finiti, in crescita dello 0,1% per l’industria e addirittura in calo dello 0,1% per l’artigianato manifatturiero.

Le aspettative degli imprenditori industriali per il 3° trimestre 2005 sono caratterizzate da un diffuso pessimismo. Il clima di possibile inizio della ripresa, riscontrato lo scorso trimestre, non viene supportato dalle nuove valutazioni degli imprenditori lombardi. Per l’industria tutti e quattro gli indicatori (domanda estera, domanda interna, produzione e occupazione) registrano aspettative più pessimiste rispetto allo scorso trimestre. Circa il 40% degli imprenditori intervistati si aspetta variazioni nulle per quanto riguarda produzione e ordini. Relativamente ai livelli occupazionali la percentuale che ritiene non ci saranno variazioni sale all’82%. Anche nel caso dell’artigianato nelle aspettative prevale il pessimismo, con la quota di imprenditori che prevedono stazionarietà che cresce avvicinandosi al 50% per domanda e produzione e raggiungendo l’86% per l’occupazione.

L’andamento della produzione e le aspettative degli imprenditori confermano per l’industria manifatturiera lombarda prospettive a breve di calo dei livelli produttivi acquisiti, in contrasto con un andamento abbastanza soddisfacente degli ordini. Il modello di previsione, in particolare, conferma per il 3° trimestre 2005 una variazione tendenziale della produzione industriale negativa ma molto vicina allo zero, facendo supporre un ulteriore trimestre caratterizzato dalla stagnazione produttiva.


DOMANDE AGGIUNTIVE. In occasione della rilevazione sul 2° trimestre 2005 si sono verificati anche comportamenti ed opinioni in tema di ricerca e innovazione.

Per l’industria si è riscontrato che l’80% delle imprese intervistate ha introdotto negli ultimi anni innovazioni di prodotto, processo o organizzazione. I motivi che hanno spinto le aziende ad intraprendere innovazione tecnologica sono, in prevalenza, il miglioramento della qualità del prodotto (68%) e il soddisfacimento delle richieste dei clienti (53%). Le principali modalità di accesso alle innovazioni tecnologiche risultano l’acquisto di nuovi impianti o strumenti (57%) e la cooperazione tra clienti e fornitori (47%). Il finanziamento della ricerca e innovazione è avvenuto nel 73% dei casi prevalentemente con risorse interne, nel 37% ricorrendo al sistema creditizio e nel 24% grazie ad agevolazioni pubbliche.

Per l’artigianato manifatturiero l’introduzione di innovazione ha toccato il 35% delle aziende. I motivi che hanno spinto ad intraprendere processi di innovazione sono per il 65% migliorare la qualità dei prodotti e per il 57% soddisfare le richieste dei clienti. Le modalità di accesso all’innovazione sono principalmente l’acquisto di nuovi strumenti e la cooperazione tra clienti e fornitori. Il finanziamento della ricerca e dell’innovazione proviene prevalentemente da risorse interne e dal sistema creditizio.


Contatti:
Ufficio Stampa Unioncamere Lombardia Ufficio Stampa Confindustria Lombardia
Peliti Associati Tel. 02 - 20480015 Nicoletta Bertone Tel. 02 - 72605304
infopeliti@peliti.it n.bertone@confindustria.lombardia.it

Ulteriori informazioni negli allegati
- Indagine congiunturale sul settore manifatturiero lombardo/2° trimestre 2005
Disponibile sul sito www.unioncamerelombardia.it dal 28 luglio 2005

Dichiarazione del Presidente di Confindustria Lombardia Mario Mazzoleni da inserire nel comunicato stampa

L’indagine congiunturale sul secondo trimestre 2005 presenta alcuni risultati positivi, tuttavia ancora insufficienti per uscire dall’attuale stagnazione. Nonostante il miglioramento rispetto al trimestre scorso, l’economia non sembra dare un segnale forte di risveglio e il clima di generale pessimismo per i prossimi mesi non aiuta certamente a ritenere che la crisi sia passata. 0ccorre dunque intervenire per rafforzare in modo deciso i segnali positivi e invertire la tendenza di quelli negativi, avendo come obiettivo primario l’aumento della competitività del sistema produttivo lombardo, con particolare attenzione a settori importanti al momento fortemente penalizzati. Bisogna quindi puntare innanzitutto sull’innovazione per spostare l’oggetto della concorrenza dai prezzi al contenuto dei prodotti, cosi da far ripartire la crescita e ridare fiducia nel futuro agli imprenditori, che della crescita e dello sviluppo sono gli attori fondamentali.

Commento:
La produzione nel secondo trimestre mantiene il segno negativo riducendo però la variazione rispetto allo stesso trimestre del 2004 al -0,1%. Il tasso di utilizzo degli impianti recupera leggermente portandosi a 74,1%. La variazione degli ordini interni si mantiene intorno al 5%, mentre gli ordini esteri crescono dell’8,3%. Anche il periodo di produzione assicurata dagli ordini in portafoglio sale raggiungendo le 55,8 giornate, uno dei migliori risultati da gennaio 2004. Le scorte di magazzino sono giudicate esuberanti per i prodotti finiti (+5,7% il saldo) mentre il saldo dei giudizi sulle materie prime molto vicino allo zero indica una situazione di scorte adeguate. Anche il mostra segnali di recupero con l’interno che riduce la perdita (-03%) e l’estero che cresce dell’1,3%.

Commento:
I valori congiunturali confermano il quadro favorevole con tutte le variabili che riportano su valori positivi. La produzione industriale cresce dell1,2% rispetto al primi trimestre 2005. Il fatturato interno guadagna l’1,6% e il fatturato estero, dimostrandosi ancora più dinamico, il 4,0%. Anche la quota del fatturato estero sul totale cresce raggiungendo il 37,2%.
I prezzi riducono entrambi l’incremento mantenendo però il divario tra materie prime, ancora soggette a maggiori tensioni, e prodotti finiti.
Anche i livelli occupazionali mostrano un lieve recupero pur registrando ancora una lieve flessione dello 0,1%.

Note metodologiche:
L’indagine sulla congiuntura del settore manifatturiero di Unioncamere Lombardia si svolge ogni trimestre su due campioni: aziende industriali e aziende artigiane. Per la selezione delle aziende da intervistare è stata utilizzata la tecnica del campionamento stratificato proporzionale secondo: l’attività economica, la dimensione d’impresa e la provincia di appartenenza. Alcuni degli strati sono stati sovracampionati per garantire una maggiore significatività dei dati disaggregati per classe dimensionale, provincia o settore. Per garantire il raggiungimento della numerosità campionaria fissata è stata estratta casualmente anche una lista di soggetti sostituti. Questo metodo garantisce ogni trimestre la raccolta di 1.700 interviste valide, cioè al netto delle mancate risposte, per l’indagine sulle imprese industriali e 1.400 per l’indagine sulle imprese artigiane.
Le interviste vengono svolte utilizzando la tecnica CATI che permette di rilevare, in tempi alquanto contenuti, più di 20 variabili quantitative e una decina di variabili qualitative.
Al fine di ottenere la stima della variazione media delle variabili quantitative, si procede alla ponderazione dei dati in base alla struttura dell’occupazione. La struttura dei pesi viene periodicamente aggiornata, così da recepire tempestivamente significative modificazioni nella struttura dell’universo.
Le informazioni ottenute dall’indagine sono disaggregabili per: dimensione d’azienda, in tre classi ; secondo l’attività economica, in 13 settori ; secondo la destinazione economica dei beni, in tre classi ; secondo il territorio, nelle 11 province lombarde.
Dalle serie storiche dei dati raccolti, si ricavano numeri indici a base fissa che rappresentano un dato sintetico e quantitativo di facile interpretazione.
Le serie storiche sono destagionalizzate con la procedure TRAMO-SEATS , che è correntemente impiegata dai principali istituti di ricerca nazionali e internazionali (EUROSTAT, ISTAT, ISAE, ecc.). Per l’applicazione di questa procedura è stato utilizzato il software DEMETRA, sviluppato da EUROSTAT. Gli interventi effettuati sulle serie sono: correzione automatica degli outliers (Additive Outliers; Level Shift e Transitory Change); correzione dell’effetto Pasqua; correzione degli effetti di calendario dovuti ai giorni lavorativi e agli anni bisestili; correzione degli effetti dovuti alle festività “fisse” italiane. E’ da notare che la procedura TRAMO-SEATS opera ogni trimestre su tutta la serie storica e non solo sull’ultimo dato inserito, con un incremento progressivo della precisione nella stima dei dati passati. Quindi, ad ogni aggiornamento possono verificarsi piccole correzioni dei dati dei trimestri precedenti in base alle nuove informazioni acquisite.
Per quantificare i risultati delle variabili qualitative oggetto d’indagine si utilizza la tecnica del saldo, tutt’oggi molto diffusa e ritenuta la più efficiente.
Vittoria Castagna

GdS 10 VIII  www.gazzettadisondrio.it
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