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ELETTROSMOG, SI CAMBIA. VINCOLI LEGGERI
di Alberto Frizziero
La novità - La Commissione internazionale - Soluzione intermedia - E in provincia?

 


LA NOVITA'
Avevamo scritto, anche recentemente, che i valori-limite che il Ministro Matteoli dovrà fissare, in particolare quelli di attenzione per quanto concerne l'induzione magnetica, risulteranno più attenuati rispetto a quelli a suo tempo proposti dall'allora Ministro dell'Ambiente Bordon. Il Decreto attuativo della legge 36 era ormai pronto, a maggio dello scorso anno, e fu bloccato per l'opposizione del Ministro della Sanità Veronesi, che riteneva il limite di 0,2 microTesla troppo restrittivo.
Non appena nominato Ministro l'on. Matteoli insediò una prima commissione tecnica e poi, non soddisfatto, un'altra, internazionale, d'intesa con i Ministri della Salute e delle Comunicazioni.
Nei giorni scorsi il lavoro é stato completato ed é arrivata la comunicazione del
Ministro dell'Ambiente con l'impegno di approvare entro il prossimo mese il decreto attuativo.
E' stata anche fatta filtrare la notizia che, di fatto, non ci saranno come obiettivi di qualità - a valere ad esempio per le nuove costruzioni, come abbiamo ripetutamente spiegato nei nostri articoli - né gli 0,2 microTesla di Bordon ma neppure gli 0,5 di Veronesi.

LA COMMISSIONE INTERNAZIONALE
La commissione ha infatti proposto di assumere come riferimento le indicazioni europee, con un commento di un autorevole membro della Commissione stessa che ha definito l'elettrosmog "rischioso come un caffé". Apriti cielo! Subito si é sviluppata la polemica di fronte alla prospettiva di avere come valore-limite i 100 microTesla, che da diverse fonti, ambientaliste, verdi ecc., é stato subito considerato come 200 volte più blando rispetto a quello che avrebbe dovuto essere se il Decreto non si fosse arenato in Consiglio dei Ministri per il dissidio Bordon-Veronesi.
E' stato ricordato come il Comitato internazionale insediato dal Ministro Veronesi, avesse ammesso che «per le emissioni a frequenza di 50 Hz sono disponibili studi epidemiologici in materia di cancerogenesi che suggeriscono associazione fra incremento del rischio di leucemia infantile ed esposizioni ragionevolmente prolungate a campi di induzione magnetica a livelli superiori a 0,4 microtesla». E' stato subito richiamato, visto che il dibattito scientifico resta a più voci discordanti, come elemento di riferimento da assumere "il principio di precauzione", che ovviamente vuole limiti più rigorosi.

SOLUZIONE INTERMEDIA
Noi ricordiamo una dichiarazione del Ministro Matteoli, al quale la legge 36 dello scorso anno lascia qualche dubbio. Evidentemente deve essersi reso conto che una modifica non é facilmente proponibile. Sembra non convinto della rigidità dei valori indicati lo scorso anno, ma difficilmente seguirà la linea emersa dalla Commissione Internazionale. Sa infatti che questo vorrebbe dire l'apertura di un fortissimo contenzioso non solo con l'ambientalismo italiano e con le Associazioni dei consumatori ma anche con gli Enti Locali (non dimentichiamo che la prima iniziativa, con un valore di 0,2 microTesla, é stata della Regione Veneto con una sua legge che ha avuto diverse vicissitudini) ed inoltre uno scontro parlamentare e non soltanto con i Verdi ma con altri gruppi non escludendo riserve nella stessa maggioranza.
Lecito quindi prevedere che si troverà una soluzione intermedia, con valori-limite meno rigorosi di quelli Bordon-Veronesi senza però l'automatica trasposizione delle indicazioni Europee, che fra l'altro più d'uno considera non aggiornate.
Influiranno in questo anche il problema dei costi che altrimenti graverebbero inizialmente sugli operatori ma di fatto sui portafogli degli italiani, nonché, seppur in misura minore, l'impatto urbanistico-edilizio che noi per primi in Italia abbiamo documentato.

E IN PROVINCIA?
Conseguenze anche per la provincia.
La nostra idea della "razionalizzazione" con l'eliminazione della selva di elettrodotti, sarebbe stata favorita dall'imposizione di limiti rigorosi. L'attenuazione dei valori-limite non gioca a nostro favore. O meglio, le prospettive possono continuare ad essere abbastanza positive solo se da un lato diventa non, come ora, solo questione della C.M. di Tirano e dei pochi Comuni interessati, ma vertenza di una intera provincia; se dall'altro questo problema vede stringere i tempi. Il tempo che trascorresse non giocherebbe per noi.
***

Gds - 28.4.2002
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