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SE LA LEGGE SUI DICO PASSERÀ, AMANTI STABILI O DAI CUORI BALLERINI, NON AVRANNO CHE L’IMBARAZZO DELLA SCELTA: MATRIMONIO CIVILE, RELIGIOSO O DICO
Dibattito - Con un’offerta cosi ampia da supermarket liberista, per i novelli “sposi” (?), la scelta sarà precariamente elastica

Gianni Toffali

Nelle scorse settimane abbiamo assistito alla passerella più inveromile della storia del cattolicesimo democratico. Circa una decina tra i più autorevoli politici, storici ed intellettuali cattolici di sinistra, si sono alternati sotto i riflessori dei media nazionali per impartire lezioni di papismo al pontefice e alla chiesa italiana. Un fatto senza precedenti. Come senza precedenti, sono stati gli interventi delle gerarchie vaticane contro un governo che invece di rafforzare l’istituto famigliare esistente, sta tentando di crearne uno simile parallelo all’insegna della “precarietà”. La cosa buffa è che nell’ambito dell’economia e del lavoro, la sinistra e i cattolici progressisti si battono come leoni contro “parolacce” come precarietà e liberalizzazioni, mentre sui temi dei valori e della famiglia, manifestano insospettabili vocazioni ultraliberiste degne della migliore tradizione“teacheriana”. Se la legge sui Dico passerà, amanti stabili o dai cuori ballerini, non avranno che l’imbarazzo della scelta: matrimonio civile, religioso o Dico. Con un’offerta cosi ampia da supermarket liberista, per i novelli “sposi” (?), la scelta sarà precariamente elastica. Evidentemente, per qualcuno, la coerenza è un frivolo optional, mentre l’aspetto ideologico (si ammetta esplicitamente: equiparazione delle "coppie gay alle coppie etero), un irrinunciabile accessorio!
Gianni Toffali

www.gazzettadisondrio.it – 20 II 07 – n. 5/2007, anno IX°

 
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