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Fumata nera per il Presidente. E i miliardi fermi in banca da più di un anno!
di Red
Ciclo

 


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BIM: Fumata nera per il Presidente. E i miliardi fermi in banca da più di un anno!
BIM: la fumata nera di sabato 11 gennaio per la mancata elezione del Presidente è un fatto molto grave.
Gli incidenti di percorso possono sempre succedere specie in assemblee numerose anche se a memoria si tratta del primo caso in Enti di livello provinciale. Non solo, ma c’erano diversi motivi per cui sabato si sarebbe dovuta mettere la parola fine.
1) Il ritardo di convocazione. La precedente era scaduta in autunno del 2001, ma per arrivare al dunque si sono dovute aspettare tutte le nomine – le ultime dopo la diffida del Difensore Civico Regionale – concluse nel novembre scorso. In tutto questo periodo in provincia si è lasciato fare, e quei pochi che se ne sono occupati non avevano strumenti o possibilità per agire. Per inciso va osservato che se alcuni Sindaci non nominavano c’erano evidentemente delle ragioni che avrebbero dovuto indurre altre Istituzioni e alcune Forze politiche ad intervenire.
2) La conseguente paralisi dell’Ente con, cosa gravissima, la mancata approvazione del Bilancio (preventivo!!!) 2002, cosa in altri tempi certamente da commissario ad acta. Soldi quindi ad ammuffire in banca.
3) Gli aumenti dei sovracanoni. Il Parlamento lo scorso anno ha provveduto ad un consistente aumento. In ordine di grandezza, per quanto riguarda il BIM Adda, da circa 10 a circa 15 miliardi di vecchie lire. Nuovo aumento quest’anno sino a circa il doppio rispetto al 2001, raggiungendo il valore reale a suo tempo stabilito con la legge istitutiva del 1953. Un grazioso regalo a quei produttori elettrici – non tutti – che hanno contrastato duramente l’aumento e che potrebbero prendere ad esempio negativo il caso del maggior Consorzio BIM d’Italia che i soldi li lascia in banca.
4) Il problema del Comune di Sondrio che, uscito per legge dalla Comunità Montana, rivendica una quota con il conforto di un parere favorevole della Regione, che quindi agirà di conseguenza quando provvederà legislativamente lasciato nell’ordinamento. Il 7 maggio il Tribunale Superiore delle Acque discuterà il ricorso per i fondi del 2001 – e poi ci saranno quelli sui bilanci 2002 e 2003 se non si trova una soluzione -, ma la scelta di attendere la sentenza rischia di provocare contraccolpi seri per BIM e CC.MM.
5) Alcuni problemi di cui in provincia istituzionalmente non se ne occupa nessuno o per i quali ci sono singole iniziative non coordinate e per i quali il BIM avrebbe un ruolo essenziale.
6) A margine questo è l’Anno Internazionale dell’Acqua, occasione d’oro per una serie di iniziative che hanno il BIM come sede propulsiva ideale.
A questi motivi andrebbe aggiunta la situazione politica. Se è vero che il panorama nei Comuni non è così delineato come in altri Enti, con divisioni secche partitiche, è pur vero che nei 138 componenti dell’Assemblea il centro destra conterebbe su una maggioranza secca, stimata grossomodo nei due terzi.
C’erano due vie da percorrere. O quella della scelta di schieramento o quella di un dialogo, se non sulle nomine dati i rapporti di forza, quantomeno sulle cose da fare visto e considerato, come è emerso lampante in assemblea, su queste ci sono ampie convergenze di valutazioni.
I problemi del e nel BIM, dei e nei Comuni si sa, non sono affatto Né di destra né di sinistra, e litigare per pura ragion politica sarebbe non solo sbagliato ma anche un autogol per tutti.
Il centro-destra ha scelto, legittimamente, la prima via. Il risultato è quello sintetizzato in un titolo giornalisticamente indovinato ed efficace dal quotidiano La Provincia: “Bim: centrodestra tradito da se stesso”. Ha avuto un anno e mezzo per decidere e quando ha deciso ha fatto flop. A posteriori prendono corpo le voci giornalistiche dei mesi scorsi che imputavano il ritardo alla mancata intesa sulle nomine. Ancor politicamente più grave il flop se si considera che vittima ne è stato il segretario AN, di uno dei Partiti cioè della Casa delle Libertà. Generale la valutazione – anche in larga parte del centro-destra, al di là della ricerca dei responsabili delle schede bianche, di un flop di regia, di direzione politica.
Nella cosiddetta Prima Repubblica non è che la DC, per lunghissimo tempo Partito di maggioranza assoluta in provincia, non soffrisse qualche volta al suo interno di “convulsioni” e problemi in vista del rinnovo della dirigenza di questo o di quell’Ente. Mai però ha fatto pesare questi problemi sulle Istituzioni.
E’ questo il vero punto. Le Istituzioni, e quindi di riflesso la nostra gente, non devono pagare per insufficienze o altro delle sedi politiche.
Un osservatore obiettivo e neutrale che avesse presenziato all’assemblea del giorno 11 gennaio avrebbe potuto registrare che il centro-sinistra – e anche qualche consigliere non proprio schierato di qua o di là – ha rinunciato ad ogni polemica – e magari ce ne sarebbero state valide giustificazioni - puntando invece sui contenuti, sui problemi.
Dall’altro lato il centro-destra che poteva andare a nozze presentando le cose da fare con gli impegni relativi e sulla base di quelli indicare le persone, è imploso, dimenticando i problemi, limitandosi al nome del Presidente e poi sgambettandolo.
C’è un problema del BIM. Ma è emerso un problema di leadership politica che forse fra le sue ragioni ne ha due strutturali: la difficile coesistenza fra le forze strutturate in Partito (FI, AN. UDC) e i Retici, movimento atipico per più di un motivo nonché una carenza di presenza politica reale sia per quella diffusa sul territorio, sia per insufficiente attività di formazione.
Temi sui quali però non intendiamo entrare il nostro compito risultando quello di osservare le cose in modo oggettivo.

E fra un mese? Non tocca certo a noi dirlo, né rubare il mestiere alla Sibilla.
Visto però che è in ballo l’interesse della nostra gente sul prossimo numero diremo quale sarebbe la soluzione, indipendentemente dal fatto che piaccia o non piaccia, piaccia agli uni o agli altri, piaccia a parte degli uni o a parte degli altri. Visti i risultati, sarebbe sempre meglio di niente o delle soluzioni decise in ristrette conventicole concluse con un pasticcio che è appunto la nostra gente a dover scontare.
Red


Gds - 18 I 2002 - www.gazzettadisondrio.it

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