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RICORDANDO GIANCARLO GRILLO
di Alberto Frizziero

 
 Il presente ricordo é stato pubblicato giovedì 1.4 sul quotidiano "Il Giorno"

Giancarlo Grillo Della Berta, classe 1930 e per la precisione 26 agosto, laurea in giurisprudenza, iscrizione remotissima all’Ordine dei Giornalisti come testimonia il suo numero nell’annuario, 295, qualcosa come 3085 prima di chi scrive…

Giancarlo, o Grillo, come gli uni o gli altri lo chiamavano, era un elemento costitutivo del panorama pubblico provinciale. Un tempo quasi solitario, poi negli anni con altri ed altri ancora, sulla scena di questa o quella pubblica iniziativa, in genere arrivando dopo e andando via prima una volta colto l’essenziale. In redazione impegnato anche nella cronaca, pestando a forte velocità e con notevole vigore i tasti meccanici, perché lui si trovava veramente bene soltanto con la macchina da scrivere tradizionale, neppure quella elettrica. Recentemente aveva dovuto alzare bandiera bianca e piegarsi all’evoluzione, per certi versi – diceva – contento viste le possibilità in più, ma sempre, sempre con la nostalgia dell’Olivetti.

Aveva cominciato all’Ordine quando lo storico quotidiano comasco aveva aperto la sua redazione a Sondrio, dapprima sotto l’occhio vigile di Arturo Tuia e Giovannino Del Curto, poi in prima persona sia pure con Don Arturo Bonazzi regista. Aveva collaborato e quindi diretto il “Corriere della Valtellina” e infine era passato a “La Provincia di Sondrio”, settimanale.

Suonava. La sua passione Chopin. Quand’era sullo strumento della Collegiata dei SS. Gervasio e Protasio, di cui era l’organista, esprimeva però la stessa vigorosa pressione sulle tastiere di quando era seduto a scrivere.

Ce lo ricordiamo al Palù un lontanissimo Ferragosto, in qualche festa familiare come s’usava un tempo, seduto nelle aule consiliari a prendere appunti, a rivolgere – ormai era prassi – la sua domanda alle conferenze pubbliche di illustri personaggi. Ma sovrasta un’immagine calda, affettuosa nella sua simpatia: quella di Giancarlo che arriva con il suo motorino, una sorta di cimelio storico, che passa a fianco con la testa che si gira e un sorriso di saluto che va anche oltre la sciarpa, quando è inverno.
La ruota del tempo gira e lascia il segno. Ne ha lasciati molti, ahimé, in questi ultimi tempi. Sintomatico che, per una motivazione o per l’altra, siano stati tutti di segno positivo, messaggio alle generazioni che avanzano.
Ciao Giancarlo, a nome di tanti, con un abbraccio ai familiari.
L’ultimo saluto oggi, giovedì, alle 16.30 in Collegiata. Vorremmo sentire suonare l’organo, per immaginare che alle tastiere e ai pedali ci sia ancora lui.
Alberto Frizziero

Gds - 30 III 2003 - www.gazzettadisondrio.it
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