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L'ACQUA. DOVE MANCA E DOVE C'E?. E UNA CURIOSITA?: IN VALTELLINA IN TANTI BEVONO L'ACQUA DI VENEZIA!
di Luca Alessandrini

 


L'ACQUA. DOVE MANCA E DOVE C'E?
Il vertice mondiale in Sudafrica sullo sviluppo compatibile ha sul tavolo grossi problemi. Il problema dei problemi resta però l'acqua. Leggiamo di Paesi dove ogni abitanti ha a disposizione 5 litri d'acqua al giorno, contro i 500 degli Stati Uniti e di alcuni Paesi occidentali. Sentiamo previsioni, più o meno legate al buco dell'ozono, che parlano di prospettive di carenze pronunciate in certe zone (perfino da noi, nel Sud) e di accentuazione dei fenomeni metereologici, con alluvioni e uragani, in altre zone (perfino da noi, nel Nord).
Stiamo però in casa nostra, in Italia, dove si registra in parte cospicua carenza di risorse idriche, carenze di infrastrutture, sprechi nelle reti di distribuzione, sprechi nei consumi.
La storia, che dovrebbe essere "magistra vitae", non insegna niente, anzi ben pochi la conoscono. E allora merita che ci occupiamo di un caso esemplare di lungimiranza e visione strategica. Non in Germania o in altri Paesi occidentali. No, in Italia: l'Acquedotto Pugliese.

PRIMATO EUROPEO, TERZO POSTO MONDIALE
Quando periodicamente, in occasione di siccità prolungate, le prime pagine si riempiono di titoloni e di interviste nelle quali l'Autorità di turno comunica finanziamenti e annuncia interventi e opere pubbliche adeguate.
E' successo anche quest'estate.
Quasi nessuno sa però che l'Italia ha un primato europeo e il terzo posto al mondo in fatto di acquedotti con quella grandiosa realizzazione che é l'Acquedotto Pugliese, ora società per azioni con bilancio a posto.
Sono 429 i centri abitati serviti (317 in Puglia, 97 in Basilicata e 15 in Campania), con quasi 900.000 utenze per una popolazione complessiva di oltre 4 milioni e 600.000 abitanti per i quali scorre una portata incredibile, di ben 20550 litri al secondo che assicura una disponibilità per abitante di 312 litri giornalieri. Quasi 600 milioni di mc immessi in rete - quasi 20.000 Km il suo sviluppo - in un anno, oltre 300 milioni dei quali potabilizzati.
Da notare che l'energia elettrica consumata, oltre 600 milioni di kWh, si avvicina a quella che consumiamo in un anno in provincia di Sondrio.
Infine da sottolineare come la gestione si occupi inoltre dei 156 impianti di depurazione e degli oltre 7.000 Km di fognature con quasi 600.000 utenze.

STORIA INCREDIBILE
Se pochi conoscono quanto abbiamo prima illustrato quasi nessuno sa che l'avvio di un'opera così colossale risale addirittura al 1896 quando con un Decreto venne nominata una Commissione per studiare il problema. Nel 1903 viene bandita una gara internazionale per dare acqua alle Puglie, gara cui partecipano 5 imprese italiane e 5 estere. Il 24 aprile 1915 l'acqua arriva a Bari e, subito dopo, ad altri 27 Comuni. Nel 1918 a Brindisi, nel 1926 a Foggia. Nel 1939 inaugurazione a Santa Maria di Leuca, terminale dell'acquedotto. Sarà l'unica volta che nell'alveo artificiale, in zona boscata e dall'altura su cui sorgono il Santuario e l'alto faro, scorrerà l'acqua sino al mare, uscendo da un'ampia grotta nei pressi del molo del porto.
Si va avanti. Nel 1942, nonostante la guerra, si decide l'ulteriore estensione alla Lucania e nel 1947 all'alra Irpinia. Via via si attivano nuovi impianti, ultimo l'acquedotto del Locone nel 1998:
ora l'acqua arriva anche in parte della Calabria e del Molise.
Le tariffe per uso domestico sono previste per scaglioni, con lo stesso schema introdotto a Sondrio un quarto di secolo fa: Agevolazione sino a 73 mc/anno (£. 812 al mc.) e poi per le eccedeze £. 966, 1690, 2607, 3233 rispettivamente per gli scaglioni da 73 a 110 mc., da 119 a 146, da 146 a 256 e oltre i 256.

Una storia incredibile pensando a quello che succede oggi. Abbiamo letto e visto in TV di invasi finiti ma senza utilizzazione perché la diga non ha ancora avuto il collaudo oppure perché manca qualche tratto di tubazione. Di polemiche di vario tipo e di Comitati che ostacolano la realizzazione di opere. Di tante altre amenità - si fa per dire - del genere. Ma abbiamo anche scoperto altre cose. Per esempio qualche anno fa abbiamo scoperto, con la maggiore acutezza delle analisi, che tanti acquedotti lombardi erano inquinati da atrazina, apprendendo nel contempo che in quei Comuni l'acqua, estratta dai pozzi, aveva tariffe ridicolmente basse.
E abbiamo i provvedimenti legislativi inattuati.

LEGGI COME GRIDA MANZONIANE
E' del 1967 il Piano Regolatore Generale degli acquedotti d'Italia, decisione saggia visto che ogni anno occorrono 8 miliardi di metri cubi di acqua per gli acquedotti (14 per gli usi industriali e 30 per l'irrigazione) Parliamo di 35 anni fa, ma l'attuazione, come si suol dire, é stata all'italiana. U
Qualche anno fa la cosiddetta Legge Galli, sinora in avvio di attuazione in soli due o tre bacini (gli "ATO", ambito ottimale per la gestione integrata delle acque che per noi coincide con la provincia).
Alcuni mesi fa era stata avviata la procedura da parte della Provincia con la costituzione di una specie di direttivo. Si dovevano poi fare gli altri passi, ma la questione si é arenata per l'opposizione di molti Sindaci che temono un rialzo, inevitabile, di grande rilievo delle tariffe, si dice anche un triplicamento.
Li possiamo capire. E allora? Non si applica una legge dello Stato?

GRADUALITA'. SONDRIO PUO' ASPETTARE
Nell'ATO, e quindi nella provincia di Sondrio, tutte le attività connesse all'acqua - acqua potabile, pozzi, fognatura, depurazione, usi ulteriori - dovrebbero essere demandati ad un gestore unico, scelto con gara, addirittura europea, che dovrà non solo gestire ma anche effettuare tutti gli investimenti necessari, avendo come unico introito quello tariffario.
Una soluzione dunque che non piace ai Sindaci perché posto che si verifichi in breve tempo quel che sostengono alcuni favorevoli all'ATO, vale a dire un miglioramento della qualità dei servizi, questo miglioramento rischia di non essere avvertito dai cittadini che però il linguaggio della bolletta lo capiscono benissimo! Oggi infatti non c'é nessun posto con i rubinetti asciutti. L'acqua c'é e in genere abbondante. Non ci sono grossi problemi per le fognature e, in ogni caso, i cittadini non lamentano inconvenienti. La depurazione, carente sino a qualche anno fa, si é estesa e anche dove gli impianti non ci sono ci pensano le portate in alveo e la pendenza con relativi salti fonte di forte ossigenazione, a depurare se non totalmente quantomeno in limiti accettabili. Per fare un esempio prima dell'entrata in funzione oltre 20 anni fa del depuratore, di reflui civili e acque chimiche, di Sondrio in Adda a un paio di Km a valle, e forse meno, le analisi rivelavano una avvenuta completa depurazione.
Una situazione ben diversa dalle zone ove manca persino l'acqua potabile, erogata a giorni alterni, per poche ore e in quantità minime, oppure dove - pianura padana ad esempio - é presente il fenomeno dell'inquinamento chimico delle falde.
Situazioni molto diversificate vorrebbero soluzioni diversificate e graduate nel tempo.

LA CURIOSITA': QUI SI BEVE ACQUA DI VENEZIA!
Gli italiani risultano al vertice dei consumi di acqua minerale con un consumo medio annuo per abitante superiore ai 150 litri, con una spesa che, come ordine di grandezza, potrebbe essere stimata intorno alle 50.000 vecchie lire. Per chi ne beve un litro al giorno la spesa annuale si può aggirare sulle 100.000 lire, se sceglie l'acqua minerale, o intorno alle 500 lire se invece utilizza il rubinetto di casa.
Fa oggettivamente specie l'espansione dei consumi che vi é stata anche in Valtellina dove l'acqua del rubinetto arriva - potremmo citare le situazioni - direttamente da quote anche superiori ai 2000 metri. E non é che si beva solo la Levissima di Valdisotto o Frisia e Bernina di Piuro, acque "DOC" di alta montagna. C'é tanta gente che preferisce invece l'acqua della provincia di Venezia. La "San Benedetto" infatti é prodotta a Scorzé, in provincia di Venezia, quota sul mare ben metri sedici, fertile pianura padana. Per meglio localizzare la situazione ricorderemo che lì passa un fiume di 52 Km, il Dese, che nasce una ventina di Km almeno più a monte a una quota significativa: 44 metri sul livello del mare. (Per la verità la San Benedetto si caratterizza per un'altra particolarità: se, magari con l'aiuto di una lente visto il carattere minuscolo, si leggono le etichette su alcune bibite di tale società, si vedrà che di succo di arancia ce n'é il 6 per cento, quando in genere bibite consimili di altre marche sono da tempo attestate sul 12&...).
Tant'é, de gustibus... Noi per la verità abbiamo un'ammirazione sconfinata per Venezia, un unicum mondiale, per la sua storia, per i suoi ordinamenti, per tante altre cose. Non riusciamo a pensare nello stesso modo per le acque della sua provincia. Evidentemente però per alcuni l'acqua della provincia di Venezia deve avere attrattive particolari, virtù nascoste vista la quantità di bottiglie che si trovano nei supermercati!
Questione marginale certo rispetto ai temi del presente articolo ma una curiosità che meritava di essere raccontata.

Gds - 28 VIII 2002 - www.gazzettadisondrio.it
                       
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