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NOSTRA RISPOSTA A “Valtellinesi contro l'Isola: "Il ritiro Usa chi lo paga?" La polemica è nata nel sito della Gazzetta di Sondrio
di Alberto Frizziero

 

L'articolo de "Il Giornale del Nord Sardegna" - Pari e patta in fatto di ignoranza reciproca - Più condizionati a Sondrio che alla Maddalena - Le case, e che case, rifatte in tre mesi! - Torniamo alla Maddalena -
Non sarà comunque  così semplice. Si sa che le cose sono come scritto - In Appendice la Lettera del Sindaco al Ministro Martino e l'articolo citato

L'articolo de "Il Giornale del Nord Sardegna"
In calce l'articolo de
"Il Giornale del Nord Sardegna" (in questo stesso numero altri due articoli, da trattarsi a parte e come si conviene allo stile usato dagli autori.

Pari e patta in fatto di ignoranza reciproca
Rispondiamo, incassando amabilmente l'apostrofare del Signor Sindaco che ci dà degli ignoranti. Amabilmente in quanto ci pare che il significato sia quello del "non sapere" come stanno le cose là in Sardegna. Pari e patta perché anche lui non sa come stiano le cose in Valtellina, per cui, in premessa, é doveroso spiegarglielo.

Più condizionati a Sondrio che alla Maddalena
Non é affatto vero che abbiamo "sfornato bresaola e quant'altro in assoluta libertà" come ritiene il Sindaco. Sappia che in provincia di Sondrio, in questi duecento km di arco alpino, in questi 3200 kmq di territorio, metà del quale oltre i 2000 metri sino agli oltre 4000 del Gruppo del Bernina, la "libertà" é stata molto, molto condizionata, assai più che alla Maddalena.
In tempi di problemi energetici la provincia di Sondrio fornisce al Paese circa il 90% dell'energia elettrica prodotta, tra i 5 e i 6 miliardi di kWh. Energia pregiata in quanto quasi tutta da impianti idroelettrici ad accumulo e pertanto utilizzabile per le punte. Si paga un prezzo, si rinuncia ad una importante parte della libertà di cui parla il Sindaco.
Abbiamo 1300 km di corsi d'acqua, ma se l'acqua viene intercettata per essere immagazzinata nei serbatoi idroelettrici, ne manca per altri usi ed anche per l'ambiente, tenuto conto della vocazione turistica. Nella trentina di grandi bacini, omettendo i minori, ci sta tanta acqua quanto i maddalenini non riuscirebbero a consumarne, e abbondando negli usi, in cinque secoli. Non basta. Abbiamo, considerando solo le linee ad alta tensione, quasi 1000 km di elettrodotti, spesso in uno stretto fondovalle fra Alpi Retiche e Prealpi Orobiche: Non é ancora finita. Abbiamo parte considerevole del territorio con pesanti vincoli, in particolare per la grande estensione del Parco Nazionale dello Stelvio.
Tutto quanto detto sopra a vantaggio soprattutto del Paese.
Per completezza é vero che ci sono i sovracanoni pagati dai produttori idroelettrici, solo recentemente portati in valore reale al livello del 1953. Abbiamo però il confronto con chi é dall'altra parte delle Alpi, e cioè in Svizzera, dove ben altre cifre restano in sede locale...

Le case, e che case, rifatte in tre mesi!
Anche noi abbiamo chiesto aiuto allo Stato ma in presenza di una calamità spaventosa, dimostrando però qual'é la regola prima per i valtellinesi, quella del rimboccarsi le maniche prima di chiedere.
Quando il Sindaco avrà tempo venga a vedere l'attuale soddisfacente stato di conservazione delle case costruite 18 anni fa per gli alluvionati.
Piccolo particolare: case di qualità elevata costruite in tre mesi e consegnate agli assegnatari l'antivigilia di Natale, non di 10 anni dopo, ma dello stesso anno dell'alluvione, iniziata il 18 luglio. A costi inferiori a quelli di mercato e di poco superiori ai containers (!!!): 550.000 lire al mq., 700.000 considerando anche tutte le sistemazioni esterne.
Uno scandalo che in giro per l'Italia non si sia copiato. Sarebbe semplice: basterebbe chiamare i valtellinesi..., come d'altronde nella sua trasmissione in diretta TV Gad Lerdner ebbe a sottolineare in apertura.
Questo tanto per dire che gente sono quegli "ignoranti" di valtellinesi

Torniamo alla Maddalena -
Ci voleva questa premessa.
Alla Maddalena sarebbe dunque mancata la libertà.
Comprendiamo che non facesse piacere a nessuno sapere che in qualche parte della Siberia o della Russia Bianca c'era un artigliere, di quelli allora amici di fede politica del Sindaco - lo diciamo senza malizia ma la verità non deve offendere - pronto a schiacciare il bottone rosso e quindi a trasformare, venti minuti dopo, la splendida località sarda in terra bruciata in una con i sottomarini nucleari Yankees.
La marina USA però non é stata solo una servitù.
Abbiamo sentito di un numero non trascurabile di persone al lavoro presso la base americana. Abbiamo sentito di un alto volume d'affari per via della base. Abbiamo sentito parlare di indotto.
Osiamo pensare che chi si é battuto per lo sfratto abbia ben pensato ai lavoratori e ai posti di lavoro che saltavano, al volume d'affari che si azzerava, all'indotto che non c'era più.
Troppo comodo scaricare su Roma.
Al più, visto che in questo sfratto c'era anche lo zampino della Regione, ci pensi lei, tanto più che si tratta di una Regione a Statuto Speciale con privilegi che la Lombardia e tante altre non hanno.
La lettera del Sindaco al Ministro, pubblicata in Appendice, é chiarissima al riguardo (per inciso: le potenzialità ci sono, c'é una grande quantità di strutture, e allora perché deve essere lo Stato e non l'iniziativa privata sia pure in pool con Enti locali e Regione?

Non sarà comunque  così semplice
Si sa che le cose sono come scritto

Fin qui l'articolo del giornale sardo.
Ci sono le elezioni e non mancheranno le promesse, da sinistra e da destra. Ma non sarà così semplice.. Non siamo infatti nel caso delle miniere sarde con doveroso intervento dello Stato.
Alberto Frizziero

APPENDICE
a) La lettera del Sindaco al Ministro della Difesa
b) L'articolo de "Il giornale del Nord-Sardegna"

LA LETTERA DEL SINDACO
Città di La Maddalena
(Provincia Olbia – Tempio)
Il Sindaco Prot. n. 17028 del 29 novembre 2005

On. Prof. Antonio Martino Ministro della Difesa
Via XX Settembre, 8  00187 - R O M A -

Signor Ministro,
é con viva soddisfazione che ho appreso della decisione, assunta congiuntamente da parte dei governi, italiano e statunitense, di allontanare i sommergibili a propulsione nucleare dalle acque dell’arcipelago della Maddalena.
Come Sindaco di questa città, ho il dovere di rivolgere a Lei e al Suo collega statunitense, Donald Rumsfield, un sentito ringraziamento per il risultato ottenuto in seguito all’efficace azione politica e diplomatica che é stata prodotta dal governo presieduto dall’onorevole Silvio Berlusconi.
Le sono grato per la sensibilità da Voi mostrata nel recepire le istanze che provenivano dal Governo Regionale della Sardegna e dalle amministrazioni locali.
La comunità maddalenina, nel corso degli anni, ha offerto tanto alla difesa nazionale e internazionale, in termini di sacrifici al proprio sviluppo socio-economico, imposti dalla presenza militare.
La Marina Militare italiana e quella statunitense hanno assicurato una crescita diretta e indotta significativa.
Si apre una nuova fase che dovrà necessariamente passare attraverso lo sfruttamento a fini produttivi delle opportunità offerte dal patrimonio ambientale e dalla riqualificazione dell’enorme patrimonio edilizio statale.
Occorre riqualificare un modello economico e socio-culturale fondato sulla tradizionale presenza militare, facendo affidamento sulle potenzialità esistenti, da volgere a finalità rinnovate, e crearne delle nuove, congiunte all’industria turistica.
Per gestire l’emergenza, causata dalla perdita inevitabile di alcune centinaia di posti di lavoro, e per impedire che gli sforzi prodotti per avviare un nuovo processo di sviluppo vengano inficiati da tensioni di carattere sociale, la comunità isolana deve poter contare sul sostegno del governo nazionale.
È necessario elaborare nuovi progetti, programmare nuovi interventi di carattere finanziario i quali, privi del supporto statale, non possono ottenere i risultati auspicati.
L’ appoggio governativo é indispensabile nel momento in cui ci si accingerà a rendere operativo il programma di riqualificazione, in termini produttivi e ai fini dell’industria delle vacanze, delle pertinenze in loco del Ministero della Difesa, prima fra tutte, l’Arsenale di Moneta.
Onorevole Martino, i maddalenini La invitano presso la loro città per sottoscrivere il Suo impegno a sostenere fattivamente le iniziative che saranno messe in campo nel futuro prossimo e per ascoltare le loro rivendicazioni.
Nella certezza che il nostro invito venga accolto e confidando nella Sua particolare sensibilità colgo l’occasione per porgerLe i più distinti saluti
Angelo Comiti

L'articolo de "Il Giornale del Nord Sardegna"
Da "Il Giornale del Nord Sardegna" Domenica 15 gennaio 2006
Valtellinesi contro l'Isola: "Il ritiro Usa chi lo paga?"
La polemica è nata nel sito internet della Gazzetta di Sondrio


"Hanno sfornato bresaola e quant'altro in assoluta libertà, mentre noi per per 33 anni non siamo stati liberi di scegliere nulla. Così replica il sindaco della Maddalena Angelo Comiti, al Comitato Cittadini Consumatori Valtellina di Sondrio. E alla protesta che scende dalla valle e da parte di alcuni dei suoi abitanti. Che accusano i maddalenini di voler aiuto dallo Stato "Pantalone", ora che gli americani se ne andranno via e che la Maddalena rimarrà orfana della Base. Ma soprattutto delle entrate economiche che gli Usa hanno portato sinora.

Lo strampalato atto di accusa arriva dalla pagina web della Gazzetta di Sondrio,(http://www.gazzettadisondrio.it/cccva/b-340.html) nei commenti in rete, con destinatari lo stesso Comiti, la Presidente della Provincia Pietrina Murrighile e al Presidente della Regione Renato Soru. "Gli americani lasciano l'isola dopo anni di lotta da parte vostra" scrivono. Bene o male che sia, lo hanno voluto i maddalenini. Che adesso pretendono di avere i soldi dallo Stato e quindi da noi", si legge nel sito avvelenato. Questo fanno passare in rete alcuni valtellinesi i quali temono che, a pagare per la riconversione dell'isola, siano le loro tasche. E che si sono sentiti chiamare in causa, dopo le richieste di sostegno economico per il rilancio dell'Arcipelago. Proprio quelli che non sarebbero altro che degli "ignoranti", secondo la pepata replica del Sindaco Comiti. Perché gli americani gli avrebbe mandati via lo Stato, più di trent'anni fa. E sono arrivati a Santo Stefano, dopo un accordo che continua a rimanere segreto, siglato tra il Governo italiano e quello Usa. I maddalenini, non hanno chiesto né voluto i sommergibili nucleari. E' stata un'imposizione che ha tolto la libertà di scelta e di decisione all'isola. "Ed ora è lo Stato che deve togliere La Maddalena dai pasticci, così come c'è l'ha messa anni fa", ribadisce Comiti nella contro offensiva agli scettici valtellinesi, Lo Stato deve lasciare qualche soldo, certo. Assumersi le sue responsabilità. Ne ha per l'arrivo degli Usa, così come ne ha ora che se ne stanno per andare e che non possono lasciare solo macerie.

Rimasto a bocca aperta dalla notizia apparsa nel sito, il sindaco prende le difese dei suoi concittadini, chiedendo un sostegno dovuto a pieno diritto, "nel nome di un destino economico diverso". Che è quello in cui crede, con tutte le sue forze, il sindaco. Al quale l'attacco del Comitato Consumatori della Valtellina, che si sono sentiti chiamare in causa dalle vicende maddalenine, non va proprio giù. Anche perché, a suo dire, hanno una storia economica completamente diversa da quella dell'Arcipelago. Ma soprattutto hanno avuto la possibilità di scegliere. Alessandra Deleuchi"

GdS 20 I 2006 - www.gazzettadisondrio.it
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