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Oggi certamente si è chiusa un'epoca
di Nemo Canetta

 


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Cari Amici, oggi certamente si è chiusa un'epoca.
Oggi si chiude un ciclo che è durato oltre un quarto di secolo: il ciclo che
ha portato alla caduta di tanti muri e ad una nuova visibilità, a livello
mondiale, per i cristiani ed i cattolici in particolare. Anche chi, come me, non sempre è stato d'accordo con le linee vaticane (come sulle guerre del Golfo) e, pur considerandosi cristiano e cattolico, non è praticante, sente un profondo vuoto.
Dire che è mancato un Padre, nel vero senso della parola, è certo riduttivo.
Tuttavia, commozione a parte, voglio attirare la vs attenzione sul fatto che
molti politici (non tutti per fortuna) hanno, nel loro certo giusto cordoglio, voluto "tirare il Papa dalla loro parte". Qualche esempio, tratto dalla lettura dei giornali odierni e dalle dichiarazioni di teletext.
Per molti del centrodx, dal Berlusca, a Bush, al TG4, è il Papa della
"liberazione" dal comunismo, il Papa della libertà dei popoli, un
combattente della libertà. Innegabile ...ma non solo: non fu certo tenero con certe odierne tendenza di capitalismo estremo e non solidale.
Invece per l'immarcescibile Fidel, quasi ultimo rottame del veteromarxismo, era "un nemico del neoliberismo" in parte è vero ma... si dimentica di quanto fosse nemico di regimi come il suo.
Per il centrosn italiano è "l'uomo della Pace". Innegabile ma non nella
versione Bertinottiano-Cofferatiana del "senza se e senza ma ...". Due prove, spero convincenti. Oggi pochi lo ricordano, specie a sn, ma durante il conflitto Bosniaco, falliti tutti i tentativi di mediazione, il Papa con molta autorevolezza chiese "l'ingerenza umanitaria" che, con il pieno appoggio del Vaticano, significò bombardare l'esercito serbo che assediava ormai da 2 anni Sarajevo e "convincerlo" a trattare la pace. Qualcosa di ben diverso dunque della visione "pacifista" a senso unico di certa nostra sn.
Ma c'è di più.
Il Papa, certo temendo uno scontro radicale tra Cristiani ed Islam, è stato
decisamente contrario alla Guerra nell'Irak. Innegabile. Ma qualche mese or sono uscì un articolo, sull'Avvenire (26 settembre 2004 ­ ricordiamo che "l'Avvenire" fa capo alla Conferenza Episcopale Italiana ed al suo Presidente, il Cardinale Vicario del Papa, Camillo Ruini).
Un articolo che, a dir poco, prendeva le distanze assai nettamente dai "pacifisti alla Bertinotti" ma pure dalla tendenza, oggi ancor più accentuata, al ritiro "ora e subito" voluto da Prodi e (seppure con molti distinguo) oramai da quasi tutto il centrosn. L'articolo (che mi fu segnalato dall'Amico Giorgio Salina) restò - forse non a caso - nell'ombra. Forse il suo contenuto era troppo "politicamente scorretto". Possiamo solo pensare fosse in opposizione al pensiero del Papa? Su "l'Avvenire"? Vogliamo scherzare?!? Insomma, il Papa, da quella personalità chiara, forte e decisa che era non può essere "arruolato" nelle truppe dei "pacifisti assoluti".
Ma c'è chi, certo per scopi politici interni, oggi vuol farlo.
Si sta anche molto enfatizzando sul suo atteggiamento verso ebrei ed
islamici (ma perché non accennare anche agli ottimi rapporti con il Dalai
Lama?). Verissimo.
Questo Papa ha cercato di "rimettere le cose a posto" con molti popoli e
religioni, verso i quali noi cristiani abbiamo avuto dei torti. Ma non facciamolo divenire un fautore di una sorta di panteismo mondiale,
per il quale tutto va ben, tutto fa brodo ...
Il Papa era più che certo che la salvezza fosse nel Cristianesimo. Non solo, ma ha lottato sino all'ultimo perché, nella Costituzione Europea, fossero citate le "comuni radici cristiane". E non l'ha ottenuto, per l'opposizione di una sn laicista (appoggiata anche da un dx altrettanto laicista, come quella francese) che, a mio modesto avviso, confonde la reciproca tolleranza ed il rispetto con l'oblio della propria storia.
Il Papa, da buon Polacco, conosceva assai bene cosa ha significato, per
tanti popoli europei, ad est come ad ovest, essere di fede e cultura
cristiana. E, oggi non lo dice quasi nessuno, non è stato ascoltato.
Insomma trovo veramente squallido che la politica cerchi di trasformare
questo Uomo in una bandiera per le proprie idee. Cercando di "metter la
sordina" a tutto ciò che il Papa diceva in altri campi.
Giovanni Paolo II è stato un personaggio troppo grande per essere chiuso in schemi di sn o dx, capitalista od anticapitalista, global o no global.
Lasciamogli la sua grandezza, non strumentalizziamolo per bassi calcoli
elettorali e sopratutto raccogliamoci nel ricordo di un grandissimo Uomo, di
un grandissimo Papa. Saluti a tutti.
Nemo Canetta

GdS 10 IV 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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