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DEMOLIRE QUEL CAMPANILE!
di Alberto Frizziero

Il fatto - Il campanile é un simbolo - Nessun ricorso: demolite il campanile! - I simboli non crollano - E i soldi? - Cotruiamo il simbolo dei simboli

 


I
L FATTO
A un tiro di schioppo da Sondrio, passato il ponte sull'Adda, l° dove curiosamente si intreccia il territorio di tre Comuni - Faedo, Montagna, Piateda - c'é la frazione di Busteggia allo sbocco della Val Venina.
Una ventina di anni fa quella comunità riuscì ad avere quello che mancava, la sua chiesa. Era una chiesa monca, senza quello che solitamente ne é il complemento: il campanile. Una mancanza che la comunità sentiva e che fu colmata pochi anni fa. Venne anche il Vescovo a benedirlo il giorno dell'inaugurazione.
Tutto a posto? Neanche per sogno.
La proprietaria del prato confinante, tale Enrica Corradini, oggi residente in Sondrio, citò in giudizio la Parrocchia dei Santi Carlo e Francesco di Piateda, ritenendo lesi i suoi interessi. Il campanile era stato costruito a confine, mentre per le norme del Comune di Montagna che ha rilasciato la concessione edilizia, sosteneva la signora, avrebbe dovuto stare a cinque metri.
Una vicenda che avrebbe trovato ospitalità su una famosa rubrica della già famosa e storica Domenica del Corriere: "La realtà romanzesca".
Trasferita la questione a Palazzo di Giustizia, ha avuto il suo corso, ed ora il responso: il campanile deve essere abbattuto.
Sotto shock l'intera comunità di Busteggia, comprese persone che non frequentano la Chiesa, scalpore in provincia, e non solo, commenti intuibili e a senso unico da chiunque, dichiarazione del parroco, Don Livio, di voler ricorrere in appello.

IL CAMPANILE E' UN SIMBOLO
Il campanile é un simbolo. Per tutti, anche per chi non é religioso.
In ogni paese, in ogni città, le sue campane hanno accompagnato i momenti felici e quelli tristi della nostra vita: la scomparsa dei nostri cari, le nozze, i battesimi. Hanno suonato a martello quando qualche pericolo incombeva. Hanno suonato festanti in occasione delle solennità.
L'emigrante che torna, ma anche chiunque rientri dalle ferie o da un periodo passato lontano, ha il suo primo saluto dal campanile che, svettando, indica ove sono le radici. Guardandolo, da lontano, ci si sente già a casa.
Il campanile é un simbolo, di identità, un richiamo affettuoso e solidale alla vita insieme.
Il campanile non é solo un manufatto di cemento o di pietra, ma una simbiosi di materia e spirito, arricchito nei ricordi e dai ricordi di generazioni e generazioni.
Per la pietra valgono i timbri, gli atti burocratici, le carte bollate. Per quello che essa rappresenta no.

NESSUN RICORSO: DEMOLITE IL CAMPANILE!
Ed allora, no, Don Livio. No gente di Busteggia.
Nessun ricorso.
Demolite il campanile!
Summum jus summa iniuria, dicevano i latini, ma il Tribunale deve operare sulla base delle norme che vigono, sul "de jure condito", paradossale, come in questo caso, che sia.
La signora Corradini dice di aver avuto un danno dalla costruzione del campanile, il Tribunale le ha dato ragione.
Si goda il suo successo, finalmente paga, e goda nel vedere un'impresa specializzata inserire le microcariche esplosive che in due o tre secondi faranno sparire il suo incubo, il suo nemico.
Non se ne dolgano Don Livio e la comunità di Busteggia. Quello non sarà un momento doloroso, tutt'altro. Sarà, anche questo fatto, un simbolo per Busteggia ma, assicuriamo, per tutta l'Italia, perché a riprendere la demolizione ci saranno le telecamere di tutte le TV.
Perché tutto questo?

I SIMBOLI NON CROLLANO
Perché tutto questo? Già, perché? E come mai?
I simboli non crollano.
La demolizione della struttura ingigantirà quel simbolo, diverrà esempio di cosa sono e debbono essere i valori.
Appena sparita la struttura, ridotta ad un cumulo di macerie polverose, Mons. Maggiolini che lo aveva benedetto, con a fianco il Sindaco, il più anziano della comunità e l'ultimo nato, poserà la prima pietra del nuovo campanile, ai canonici cinque metri di distanza dal confine, in modo da essere in regola con le norme (e se ci fosse da cambiare qualcosa, ad esempio le norme sull'altezza, il Comune nel frattempo sarà così saggio da provvedere).
I simboli restano, tali e quali, anche se cinque metri più in là.

E I SOLDI?
Ma, dirà Don Livio e la comunità di Busteggia, e i soldi per fare tutto questo?
Neanche una lira deve essere spesa dalla Parrocchia e dai suoi parrocchiani dato che li avevano già raccolti per fare il primo campanile.
I soldi li raccoglieremo in tutta la Valtellina con una pubblica sottoscrizione, e chiederemo un euro - con possibilità ovviamente di darne due, tre e anche più -, anche ai valtellinesi di Milano, a quelli di Roma, a quelli di Australia. Li raccoglieremo con la collaborazione dei giornali, della TV, delle radio. Li raccoglieremo con l'aiuto delle Parrocchie, delle Pro Loco, degli ambientalisti, delle Associazioni, dei Lions e del Rotary, degli sportivi e dei boy-scouts. Li chiederemo a chi crede e pratica la religione ma avremo anche, e lo sappiamo di già, il contributo di chi non é religioso ma sente ugualmente il valore dei simboli.

COSTRUIAMO IL SIMBOLO DEI SIMBOLI
Don Livio, comunità di Busteggia, ma anche colleghi direttori dei mass-media -: subito diamo vita ad un Comitato per seguire questa via: in un mondo sempre meno attento ai valori costruiamo un simbolo dei simboli.
Alberto Frizziero
P.S. Ovviamente c'é tutta la nostra disponibilità a rimboccar le maniche...

GdS 20.1.02
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