L'ELICOTTERO COSTA. GLI INTERVENTI VANNO PAGATI, SALVO I CASI GRAVI

Il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina di Sondrio ha diffuso la seguente nota:

"LA PROVOCAZIONE"

Gli interventi
dell'elicottero vanno pagati.

L'intelligente provocazione - che tale non é proprio perché
intelligente e sensata - di Popi Miotti, condivisa
dall'assessore provinciale Crosio, pone il dito sulla piaga. C'é
una serie di interventi che rappresentano uno spreco vero e
proprio. Chi riceve la segnalazione va, ovviamente per evitare
il peggio. Ci sono casi per i quali l'eliintervento é risultato
provvidenziale. Ci sono altri che si rivelano, dopo, non
indipensabili, e altri ancora determinati da imperizia di chi va
a cacciarsi nei guai trascurando cose elementari come
equipaggiamento adatto, minima conoscenza della zona dove ci si
avventura, localizzazione della posizione quando si entra nel
bosco, traguardando punti fermi, valutazione delle condizioni
metereologiche ecc..

Il Comitato Cittadini Consumatori Valtellina, dopo le ferie
approfondirà il problema. Vale la pensa di richiamare alcuni
precedenti che, pur dopo molti anni, potrebbero essere ancora
utili oggi.

L'INIZIO

Nel 1977 chi scrive aveva concesso l'autorizzazione per l'hangar
di Elitellina, forzando le norme per via del pubblico interesse
e con il conforto dell'intero Consiglio Comunale e del Prefetto.
Era morto assiderato (d'estate) poco tempo prima un ragazzo in
Valfurva rimasto imprigionato nei sassi del torrente. Il tempo
di correre a cercare i soccorsi e a questi di intervenire e non
c'era stato più nulla da fare. In qualche rara occasione era
arrivato un elicottero dell'esercito, due o tre da Bolzano, una
volta da Linate. Il bormino Sassella aveva avviato questa
attività, che lo avrebbe portato via anzitempo qualche anno dopo
a Chiareggio per un cavo aereo che aveva tranciato il rotore
posteriore (l'elichetta di coda).

C.M. UNICA: I PRIMI
SOLDI
Chi scrive, allora oltre che Sindaco
del capoluogo anche Presidente della Comunità Montana unica, nel
3° e 4° Programma, febbraio 1977, inseriva, pagina 89, il punto
11.6.4.7. Capitolo 11, Progetti - Progetto 6, Servizi Sociali -
Settori 4 - Protezione Civile 7.

Tal quale:
"Altro punto degno di essere sottolineato
é quello he riguarda la protezione Civile.

Ogni anno assistiamo a fatti incresciosi in cui per mancanza di
tempestività di intervento si perdono vite umane.

Ciò accade in particolare modo per quanto riguarda il soccorso
alpino ove un intervento adeguato e tempestivo potrebbe, nei
casi di incidenti in montagna, per turisti, ma anche per
lavoratori, salvare la vita agli infortunati.

In considerazione di questo problema  e constatato che
esistono iniziative per una soluzione che richiedono
naturalmente adeguata sperimentazione, appare doveroso per un
Ente come la Comunità Montana classificare interventi di questo
tipo tra quelli aventi carattere di servizio e per i quali
appare non soltanto utile ed opportuno ma doverosa l'assunzione
di precise responsabilità".

Nella scheda finanziaria compariva il primo stanziamento: 5
milioni, pari a poco meno di 17 ore di volo dell'0elicottero,
ma, ove ci fosse stato bisogno, non sarebbe mancata
l'integrazione secondo necessità. Per inciso non tutti i 205
membri dell'Assemblea e anche i circa 130 membri della
maggioranza erano d'accordo. Il discorso fu chiuso giusto perché
uno dei contrari, abbastanza autorevoli, invitò chi la pensava
come lui a lasciar perdere le obiezioni, con la curiosa
motivazione che siccome era "uno sfizio del Presidente" era
anche giusto, trattandosi di soli 5 milioni, di dir di sì...

Non era uno sfizio. Il discorso fu ripreso dal Presidente
successivo Garbellini e portato avanti dall'ultimo Presidente
della CM unica Benetti.

ALLORA: CHI AVREBBE
DOVUTO PAGARE E CHI NO


Eravamo all'avanguardia e dopo una prima fase in cui il costo
era tutto sulle spalle dei locali i ottenne il contributo
regionale. Il progetto era però più ampio. Lo schema che
incontrava il maggior gradimento era quello di eliservizi di
pronto intervento gratuiti solo per tre categoria di utenti:
residenti anagrafici in Valtellina, residenti in Valtellina per
lavoro non temporaneo, villeggianti registrati. Gli altri
avrebbero dovuto pagare. Si prevedeva però la possibilità di
un'Assicurazione che chiunque venisse in Valle poteva
sottoscrivere per un importo modesto, 10.000 lire, valevole per
l'anno in corso.

Se non si procedette oltre é solo perché il servizio venne
avocato a sé da parte della Regione Lombardia.

CHI DOVREBBE PAGARE E
CHI NO


Come detto all'inizio é necessario riflettere in argomento.
Appare comunque evidente che i casi effettivamente gravi,
urgenze o situazioni complesse, debbano essere esenti da costi.
Per altri malanni fisici, per i quali può essere opportuno ma
non indispensabile il soccorso aereo, un adeguato ticket. Per
una serie di altri interventi, ad esempio di gente che si perde
andando per funghi o in posti non conosciuti, se non si ha la
copertura assicurativa si paga l'intero costo dell'uscita
dell'elicottero.

Si tenga conto infatti che nel momento in cui l'elicottero é
fuori per raccogliere qualche imprudente potrebbe esserci la
necessità di interventi urgentissimi di vita o di morte quando
contano anche i pochi minuti.

In conclusione: bene ha fatto Popi Miotti a scagliare il sasso.
Bene anche l'arch. Crosio che ha raccolto subito l'argomento.

Facile immaginare che il cammino non sarà né facile né breve: E'
comunque giusto avviarsi su questa strada anche, casomai, con
soluzioni graduali.


Per il CCCVa: Alberto Frizziero
Comitato Cittadini Consumatori
Valtellina:


GdS  20 VIII 2005 -
www.gazzettadisondrio.it

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