Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Settima edizione del Morbegno Film Festival
di CS

 

Dal 21 al 25 settembre

La VII edizione del Morbegno Film Festival si presenta più interessante  che mai. Il Concorso Internazionale, frutto della selezione fra 463 cortometraggi  provenienti da 35 Paesi, presenta nelle sue tre categorie in competizione 30 film rappresentanti di 13 Paesi e nella categoria fuori
concorso ‘’Il Giro Del Mondo In Cinquanta Minuti’’ 29 cortometraggi  esponenti di 20 Paesi.
Come è tradizione sarà il pubblico in sala a decretare il vincitore di  ciascuna categoria che si affiancherà alle Menzioni Speciali assegnate dall’Associazione Culturale  Zert. Il fiore all’occhiello, il gioiello, di questa edizione è la Personale dedicata  al regista svizzero Villi Hermann, curata dal giornalista e regista Nicola Falcinella e realizzata  grazie al contributo fondamentale della Swiss Films, del Centro Culturale Svizzero di Roma, della Comunità  Montana Valchiavenna, del Consigli Sindacali Transfrontalieri e della Imago Film – casa di  produzione dello stesso Villi Hermann.
Nell’ambito della personale, il pubblico del Morbegno Film Festival potrà   assistere alla prima proiezione in Italia dell’ultimo film realizzato dal  regista elvetico, Sam del libro dedicato a Villi Hermann, a cura di  Domenico Lucchini del Centro Culturale Svizzero di Roma (edito per i tipi  de Il Castoro). Un’edizione particolarmente feconda, la VII, per gli autori della Provincia  di Sondrio: nella sezione Aperture, nell’ambito degli Incontri, si potranno conoscere le  opere di ben quattro registi e la
presentazione di un progetto in fase di realizzazione; un’onda che  avanza, sulla scia degli affermati Vittorio Moroni e Sabrina Paravicini.
A chiusura del Festival, come Evento Speciale, un capolavoro della storia  del cinema,
Pickpocket di Robert Bresson.
Da sottolineare che il nostro piccolo Festival non sarebbe stato possibile  (né immaginabile) senza il contributo degli Enti Pubblici e degli sponsor privati. Da parte dell’Associazione Culturale Zert, a nome di tutto il pubblico di appassionati che seguirà il Festival: GRAZIE!

Lo sguardo da nord sull'Italia che non c'era. Un cineasta ‘’italiano’’ senza averne i vizi. Villi Hermann, lucernese d'origine poi inquietamente assetato d'arte in giro per l'Europa (da Praga a Londra) negli anni '60 per stabilirsi infine in Ticino, ha quasi sempre puntato la macchina da presa verso sud. E anche quando il soggetto dei suoi film - nella sua opera fiction e documentario seguono un filo comune tanto che è spesso inutile fare delle distinzioni - è apparentemente verso il nord o il cuore del suo Paese, c'è sempre una componente che riporta ad altro: l'immigrazione, un personaggio sradicato o senza patria, un viaggio. Ne deriva che il cinema di Hermann, uno dei maggiori cineasti svizzeri, sia paradossalmente più importante per l'Italia che per la Svizzera. La  definizione di ‘’regista di frontiera’’, spesso affibbiatagli per semplicità, non gli rende merito di essere un instancabile ‘’contrabbandiere’’ da un lato all'altro della  frontiera. Dal 1972 mette in comunicazione, e continua a farlo, due mondi vicini e con molte cose in  comune ma poco raccontati al cinema nella loro relazione. Hermann  prosegue il percorso dell'Alexander Seiler di Siamo Italiani (1964), che all'epoca suscitò accese polemiche, e integra le mancanze italiane. Oltre all'importante  Pane E Cioccolata (1974) di Franco Brusati e il bel Le Conseguenze Dell'Amore (2004) di Paolo  Sorrentino, rare volte i nostri cineasti hanno mostrato da sud una linea di confine importante.
Ciò che Hermann porta in dote, e gli altri non hanno, è di saper  interpretare la coscienza (e la cattiva coscienza) di entrambe le parti.
Da Fed Up - Stufo, emblematico fin dal titolo e realizzato nel 1969 a  Londra come lavoro di diploma alla Lsft fino al recentissimo Sam Gabai.  Presenze,
Hermann ha sempre filmato il mondo che lo circondava superando  frontiere fisiche, linguistiche e mentali. Lo ha fatto senza mai girare un film su sé stesso. Un cineasta che nel ritratto di altri artisti ha trovato l'escamotage per non  fare ritratti di sé stesso. E il portrait è una caratteristica dello sguardo di Villi Hermann fin dai primi lavori, tanto che Cerchiamo Per Subito Operai, Offriamo… o San Gottardo o meglio ancora 24 Su 24 - Il Contrabbandiere sono già raffigurazioni precise, se
non di singoli, di figure sociali. ‘’Ritratti di classe’’ li si potrebbe definire, il contrabbandiere, il frontaliero, l'operaio, che lasciano il posto a quelli d'artista (Jean Mohr, Giovanni Orelli, Mario Botta, Enzo Cucchi, Renzo Ferrari) quando l'impegno politico e civile che aveva segnato l'inizio carriera del regista ticinese non trovano più il contesto, l'intorno propizio. E l'arte e la storia (Luigi Einaudi. Diario Dell'Esilio Svizzero e Mussolini, Churchill E Cartoline) divengono piccoli grandi mondi in cui rifugiarsi, trovare nuova ispirazione e porsi comunque fuori dagli schemi usuali quando le risorse per continuare con il lungometraggio di finzione (o meglio, di narrazione) vengono a mancare alla fine degli anni '80.
Il regista sembra sempre partire da piccoli elementi: un diario, delle foto, sono il primo passo di uno scavo nella storia recente della Svizzera e
dell'Italia, indissolubilmente legate per molte vicende del '900. Dietro l'apparenza, tutta la sua filmografia è un'opera certosina di ricostruzione e ricomposizione, di scoperta e riscoperta mossa da un desiderio di comprensione di quanto è accaduto o accade. E lo spettatore è un elemento di questo lavoro, quasi che il regista lo porti con sé e lo coinvolga e lo interroghi in continuazione. I film di Villi Hermann, impeccabili nella composizione delle inquadrature e nei ritmi del montaggio, non sono però fatti per appagare lo sguardo. Implicano processi e  sollecitazioni che proseguono nello spettatore anche dopo lo scorrere dei titoli finali. Il regista non stordisce chi guarda ma lo coinvolge dal punto di vista narrativo in un processo di ricerca tanto che a volte sembra che il pubblico vada di pari paso con l'autore. Dall'altra utilizza l'immagine e il suono (cui pone sempre molta attenzione e riserva una cura particolare fin dal momento delle riprese: quando possibile Hermann ama fare anche il fonico) passare stimoli a chi guarda.
Altro elemento che emerge nella sua opera è l'utilizzo delle altre arti visive o di narrazione per una riflessione sul cinema e il suo senso. Già la
predisposizione al ritratto lo rende più simile, nell'approccio, a un pittore. Forse non è un caso che Villi Hermann sia approdato al cinema partendo dalle arti
figurative. In Giovanni Orelli. Finestre Aperte prende uno dei maggiori  scrittori ticinesi, già autore dei testi di Cerchiamo Per Subito… e del  racconto da cui fu tratto
Matlosa (1981, primo dei tre lunghi di fiction), e lo fa spostare fra le due finestre della sua casa che domina la Val Bedretto in un unico piano  sequenza. Il ‘’peso’’ della parola di un affabulatore contro la durata del tempo. In Mussolini,  Churchill il regista va dentro e fuori dalle fotografie di Christian Schiefer  per attualizzare passaggi storici che il fotografo luganese aveva colto in scatti  emblematici. Il dialogo tra fotografia e cinema è qui come una  conversazione tra padre e figlio (‘’volevo capire il comportamento dei nostri padri nel periodo della  guerra’’ ha spiegato in diverse occasioni il regista) in un confronto sulla  memoria e sul passato.
In Walker. Renzo Ferrari, uno dei lavori più recenti, il processo di  creazione è fatto intuire per dettagli, mostrato a frammenti, mai  raccontato: ma il perenne camminare dell'artista nel ritratto è simbolico di un'inesausta ricerca espressiva. Che Hermann, ancora una volta quasi mettendosi da parte, riesce a cogliere con una precisione rara. L'accompagnamento di un artista era già presente in In Viaggio Con Jean Mohr (1992), il suo ritorno al documentario dopo gli anni '80 dedicati
alla fiction pura. Un tentativo, il lungometraggio di finzione, che non ha dato i risultati sperati, anche se Villi Hermann è stato in concorso alla Mostra di Venezia e al Festival in Berlino con Matlosa e Bankomatt, soddisfazione riservata a pochissimi. Il problema non stava nel lavoro di Hermann, quanto nel fatto che un certo cinema d'autore non era abbastanza sostenuto.
Purtroppo Bankomatt (1989), un noir anomalo e molto interessante che costituisce anche la prima coproduzione fra Italia e Svizzera, non fu valorizzato quanto meritava. Un film spettacolare e con azione senza perdere nella costruzione delle atmosfere e dei personaggi. Non a caso l'abbiamo scelto per la serata d'apertura del festival. Tra le curiosità, Bankomatt (scritto da regista con Giovanni Pascutto) è il quarto film di Francesca Neri, che per la prima volta recitò all'estero, e la prima volta in cui Bruno Ganz (reduce da Il Cielo Sopra Berlino di Wim Wenders) recita in italiano in presa diretta.
Dopo di allora Hermann ‘’ripiegò’’ ma non si arrese. Costituì una piccola casa di produzione a Lugano, la ImagoFilm, e tornò a dedicarsi al documentario con progetti suoi.
Come si può capire dall'intervista che pubblichiamo, Villi Hermann è un  vero artigiano del cinema che si occupa di tutto, dagli aspetti creativi a  quelli più pratici. È anche un vero intellettuale che segue i dibattiti della sua  Svizzera, vi partecipa, vi prende posizione e assiste non passivamente a  ciò che accade nel mondo. Non è un caso che il prossimo lavoro sia ambientato tra  Giappone (già presente nel viaggio con Jean Mohr) e Cina. E da uomo  che non ama i riflettori Villi
Hermann lo fa mostrando al lavoro un giovane connazionale che con l'obiettivo fotografico racconta un pianeta poco conosciuto e in esplosione per le grandi testate americane.

La VII edizione del Morbegno Film Festival - Rassegna Internazionale del Corto e Lungometraggio, si svolgerà a Morbegno (So) dal 21 al 25 settembre 2005.
Tutte le proiezioni si terranno al Cinema 3. Gli altri luoghi del Festival sono il Museo di Storia Naturale di Morbegno e la sala della Comunità Montana Valchiavenna di Chiavenna.
30 sono i cortometraggi in competizione provenienti da 13 Paesi, suddivisi in tre categorie:
· ‘’Corti In Corso’’ dedicata ai film realizzati in 35 e 16mm della durata massima di 15';
· ‘’Videoconcorso’’ dedicata ai film realizzati in video analogico o digitale, alta definizione, computer
animation, super8 della durata massima di 10';
· ‘’Spazio Immagini’’ dedicata ai film realizzati in video analogico o digitale, alta definizione, computer animation, super8 della durata massima di 3' e senza dialoghi.
Altri 29 cortometraggi provenienti da 20 Paesi sono presentati fuori concorso nella categoria ‘’Il Giro Del Mondo In 50 Minuti’’.
Nella sezione non competitiva denominata ‘’Aperture’’ si potrà assistere alla personale ‘’Villi Hermann - Ticino-Italia, un regista di frontiera’’ a cura di Nicola Falcinella e realizzata in collaborazione con Swiss Films, Imago Film di Lugano, Istituto Svizzero di Roma, Comunità Montana Valchiavenna e Consigli Sindacali Transfrontalieri.
Oltre alla visione dei film, di cui il Festival presenta in anteprima internazionale Sam Gabai. Presenze, ultima opera del regista elvetico, sabato 24 si terrà la presentazione della monografia dedicata al regista ed edita per i tipi de’ Il Castoro presso il Museo di Storia Naturale di Morbegno alla presenza di Villi Hermann e dell'autore del libro Domenico
Lucchini, responsabile dell’Istituto Svizzero di Roma; l'incontro è preceduto dalla proiezione del cortometraggio Walker, Renzo Ferrari.
Sempre sabato 24, a Chiavenna, alle ore 9.00, presso la sala della Comunità Montana Valchiavenna si terrà la proiezione di Cerchiamo Per Subito Operai, Offriamo... alla presenza del regista e delle rappresentanze sindacali. La personale è accompagnata da un quaderno con una raccolta di note critiche, interviste e schede dei film.
Nella sezione ‘’Aperture’’, per gli ‘’Incontri’’, domenica 25, proiezione dei cortometraggi di alcuni registi della Provincia di Sondrio, esordienti o alle prime armi. Film di chiusura del Festival ed ‘’Evento Speciale’’, uno dei capolavori di Robert Bresson, Pickpocket (1959), presentato in versione restaurata. Il MFF è organizzato dall'Associazione Culturale Zert ed in questa VII edizione è stato realizzato con il contributo della Regione Lombardia, della Provincia di Sondrio e del Comune di Morbegno.
Biglietti d'ingresso: € 2,00 (ridotto per i sostenitori dell'Associazione Culturale Zert € 1,00) per ogni fascia di proiezione - pomeridiana 15.00-20.00, serale 21.00-24.00.
CS

web: www.zert.it - e-mail Ufficio Stampa: press@zert.it

GdS - 10 IX 05 - www.gazzettadisondrio.it
_______________________________________

                            Torna all'indice di "Nostra provincia"

                                                Torna all'indice generale

                                                 Torna alla prima pagina