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Rifiuti: MA ADESSO COSA SUCCEDE?
di Luca Alessandrini - commento di Alberto Frizziero

Rifiuti: sembrava discorso chiuso - Tutto bloccato - Fatti nuovi - Adesso
A sei mesi dalle elezioni - Occorre decidere: termocombustore - Occorre decidere: fuori provincia - Ipotesi di lavoro

RIFIUTI: SEMBRAVA DISCORSO CHIUSO
Rifiuti.
Il discorso, oggettivamente, sembrava ormai chiuso.
- Scelta la strada, quella del termocombustore evidentemente perché si era trovata una soluzione tecnologica appropriata alle nostre esigenze. Questo perché gli esperti generalmente ritenevano non confacente alla nostra provincia un impianto di tal fatta vista la modestia dei rifiuti prodotti in provincia che avrebbe, secondo loro, avuto due sbocchi: o importare rifiuti da fuori per arrivare alla massa critica necessaria per ragioni di contenimento dei costi oppure avere, appunto, costi molto alti. Due rischi che sembravano sventati visto che in una riunione pubblica con i Sindaci è stato autorevolmente detto che lo smaltimento verrebbe a costare 170 vecchie lire al kg.
 Da crederci?
Se la società che garantisce questo costo lo garantisce con adeguata, e sostanziosa per via del lungo periodo, fideiussione c’è da crederci. Al buio crediamo non firmi nessuno, a cominciare dalla Provincia, a seguire SECAM e Comuni.
- Scelta anche la localizzazione e non solo per conferma indiretta del Sindaco di Andalo (altrimenti perché sarebbe stato portato a vedere due impianti fuori provincia e percé – come lui ha dichiarato – gli sarebbe stata chiesta massima discrezione al punto di non dire nulla a nessuno -. A quanto è stato detto sarebbero stati infatti acquistati terreni – si dice persino con ben altra motivazione – a ben 45.000 lire al metro (se questa voce, che gira in Bassa Valle, non fosse esatta lo si smentisca e ovviamente pubblicheremo – NdD), evidentemente non per fare un investimento da tenere lì.
- Scelto di chiudere la partita del “fuori-provincia”, in particolare con la chiusura della trattativa con Bergamo.
- Scelto di decidere visto che la questione era stata sottoposta alla Giunte provinciale. Se poi non si è deliberato è solo perché il neo-assessore De Gianni, che è stato Sindaco per due mandati a Dubino e che è tuttora in Giunta, si è reso interprete delle posizioni degli amministratori della zona, nessuno dei quali sembra favorevole all’impianto in loco..

Tutto bloccato
All’improvviso tutto sembra bloccato.
L’opposizione degli amministratori della Bassa Valle, che non è certo la “zona baricentrica” di cui si è parlato e come il Direttore ha dimostrato nel suo articolo sullo scorso numero del giornale, ha fatto capire che lì di impianti non se ne fanno. Se si fanno devono essere imposti, e siamo alla vigilia delle elezioni amministrative…
Il Presidente della Provincia sen. Tarabini ha accennato nell’ultima riunione dei Sindaci che l’impianto sul Tartano non darebbe fastidio. Va precisato che ha subito aggiunto che non si prenda questa osservazione come una scelta. Eppure di fronte a questa pur lontana ipotesi hanno subito reagito negativamente i Sindaci di Ardenno, Forcola e Talamona.
Localizzazione sempre più ardua dunque. Forse resta una sola possibilità. (Ne omettiamo l’indicazione per evidenti ragioni, chiedendo scusa all’autore dell’articolo e anche ai lettori, ma non vorremmo interferire col rischio di innescare ulteriori reazioni (NdD).

Fatti nuovi
Sono intervenuti fatti nuovi. Alla scontata posizione negativa dell’opposizione si sono infatti aggiunte alcune prese di posizione. All'inizio, come ricordato, lo stop dell'assessore De Gianni anche se in questi giorni ha gettato acqua sul fuoco dicendo che la sua é stata una iniziativa per permettere un approfondimento anche con gli altri soggetti. L'iter, ha aggiunto, ora é stato messo sul binario giusto con gli incontri con i Sindaci.

Poi la presa di posizione pubblica del cons. regionale Bordoni critico verso il combustore e favorevole a portare i rifiuti fuori provincia ora che la legge regionale, in dirittura di arrivo, elimina l'obbligo di smaltimento nella provincia di produzione. Quindi la proposta dell'ex Presidente della Provincia Dioli di chiedere a Milano, visto che metà dei suoi consumi di energia sono assicurati dalla Valtellina, con quale utilità si é visto nel recente black-out, di ricevere i nostri rifiuti e allo stesso prezzo pagato dai milanesi. Infine il capogruppo di Forza Italia Tieuli se ne é uscito con una dichiarazione che definire pesante é ancora eufemistico: "vergognoso il modo in cui é stata gestita la localizzazione del sito", trovando sponda nelle "perplessità", altro eufemismo, del capogruppo della Lega Pirondini. Tacciono i Popolari Retici e così pure  AN anche se qualche suo esponente é per l'esportazione dei rifiuti.

Adesso

Ma allora, adesso cosa succede?
Luca Alessandrini
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A SEI MESI DALLE ELEZIONI
L'interrogativo in chiusura d'articolo merita una risposta, ma con una premessa.
Siamo a poco più di sei mesi dalla scadenza del mandato della Provincia e di larga parte dei Comuni. Siamo a poco più di tre mesi dalla campagna elettorale, quella di fatto anche se quella ufficiale partirà dopo. Il rischio evidentissimo. Il tema si presta alla polemica, ma la polemica, inevitabile sotto elezioni, non aiuta la soluzione dei problemi.
Ci vorrebbe un "coup-de-foudre". Ci vorrebbe che intorno a questo problema emergesse il meglio da tutte le forze politiche, con un passo indietro per tutti. Da un lato una disponibilità, quella che in realtà non c'é stata finora, da parte della Giunta nei confronti delle minoranze. Dall'altro che queste mettano da parte lo spirito polemico. Trovare una soluzione dovrebbe essere interesse di tutti perché così facendo si va incontro agli interessi dei valtellinesi e valchiavennaschi.
Esortazioni e auspici vanno certo bene ma non é con questi che si risolve il problema. E allora noi andremo oltre mettendo sul piatto una ipotesi di lavoro, naturalmente senza la pretesa di essere evangelici, ma solo per far vedere che qualche via può anche esserci.

OCCORRE DECIDERE: TERMOCOMBUSTORE
Occorre decidere. C'é un mese, un mese e mezzo di tempo, non di più. In un modo o nell'altro.
Se ha da essere termocombustore, soluzione preferita dal Presidente Tarabini, si proceda in questo senso. Con il costo di smaltimento ufficialmente annunciato, 170 £/kg (e supponiamo ottenuto tenendo anche conto che i "certificati verdi", quelli che fruttano bei soldi ai kWh prodotti con la combustione dei rifiuti, ci sono solo per otto anni), opportunamente garantito con fidejussione da parte della società vincitrice della gara, il cittadino potrebbe essere contento. Se la Provincia ha queste garanzie non ha che da decidere dove l'impianto va costruito, anche contro eventuali, ma ormai costanti, opposizioni locali.
Per il periodo transitorio, riducibile a due anni e mezzo soluzione duplice.

1) Saleggio. Un anno é fronteggiabile completando Saleggio. Si tratta di una necessità, qualche che sia la soluzione prescelta. E' giusto e doveroso dire le cose come stanno. Se Saleggio non viene completato ci sono due grossi rischi. Il primo é l'indennizzo - quasi una certezza - da dover pagare alla società Tecnoambiente Valtellina visto che essa aveva stipulato un'intesa sulla base del totale riempimento, sino a volume e sagoma progettuali, della discarica. Non sarebbe cosa da poco. Il secondo é più delicato e lo sfioriamo appena perché sarebbe un peso che ricadrebbe ingiustamente sulle famiglie degli amministratori: l'intervento della Magistratura contabile.
Sono in ballo tre elementi che concorrono ad un maggior costo per le Pubbliche Amministrazioni: l'indennizzo citato, la differenza di costi tra Saleggio e Milano, l'addendum concesso al Comune di Teglio per il completamento, che continua nel tempo anche se Saleggio non é stato completato. Sulla base di questi aspetti il Comune di Teglio dovrebbe poter trovare la necessaria disponibilità anche se, per ragioni che non conosciamo, a suo tempo si é scelto di non attendere il completamento prima di iniziare a portare i rifiuti a Milano, col risultato di andare oltre la data-limite stabilita nella convenzione Provincia-Comune di Teglio.
2) Milano, o altra soluzione, per il restante anno e mezzo necessario perché il termocombustore venga costruito, avviato e portato a regime.

OCCORRE DECIDERE: FUORI PROVINCIA
L'alternativa al termocombustore é smaltire fuori provincia i rifiuti.
Si dice che non li vogliono. Riteniamo assai problematica l'accettazione dei nostri rifiuti da parte di chi si trova comunque a sei mesi dalle elezioni con intese bilaterali. Sarebbe difficile all'inizio del mandato, figurarsi verso la conclusione.
Il discorso può cambiare se si segue un'altra strada.
a) Regione. Il tavolo attorno al quale riunire i soggetti interessati (le Provincie di cui avanti e quella di Sondrio) per concordare una soluzione é quello dell'assessore Nicoli Cristiani. Non é certo responsabilità sua se a suo tempo la Regione ha fatto scelte fondate su auspici e non sulla realtà, indicando Valmadrera come destinazione dei rifiuti di Sondrio (ma poi approvando un Piano-rifiuti di Lecco tale da esaurire solo una parte modesta dei rifiuti di Sondrio). Come Ente é però la Regione ad averci cacciati nei guai e quindi anch'essa deve concorrere.

b) Tre Provincie. Che tutti i nostri rifiuti vadano in una sola provincia ce lo dobbiamo, quasi, scordare per via delle inevitabili opposizioni. Si semplificherebbero le cose se la produzione dei nostri rifiuti venisse suddivisa fra le due provincie confinanti e Milano.
- LECCO. In un incontro ufficiale, di cui esiste verbale, tra assessori provinciali, Presidenti e Direttori di SECAM e SILEA, era emersa la possibilità di un impegno di Lecco a ricevere a Valmadrera 6/7.000 tonnellate di rifiuti, ma con la possibilità di riceverne anche 9 o 10.000 se questo incremento non pregiudicasse la loro possibilità di bruciare i rifiuti ospedalieri. Due le condizioni: in cambio ricevere a Gordona le ceneri di Valmadrera e portare la percentuale di raccolta differenziata se non a livelli lecchesi quantomeno ben più in su dell'attuale. Inoltre studio della possibilità di realizzare in Pian di Spagna, come fatto nel Parco del Ticino, un piccolo impiantino di compostaggio per trattare l'organico anche dell'Alto Lario.
A Lecco, con risparmio sul trasporto, potrebbero confluire i rifiuti della Valchiavenna e di parte della Bassa Valle.
- BRESCIA. L'ASM ha un maxi-impianto utilizzato ben al di sotto della sua potenzialità che produce energia e utilizza il calore. Potrebbe destinare allo smaltimento dei rifiuti valtellinesi un 5% della sua potenzialità, una quantità cioé tale da non determinare forti opposizioni.
- MILANO. A Milano potrebbe andare il resto.

c) Raccolta differenziata. Lecco é abbondantemente sopra il 50% di raccolta differenziata. Noi siamo intorno al 35%, anche se i Comuni hanno scoperto che aumentando questa diminuisce la bolletta che devono girare per l'incasso ai cittadini. Non diciamo che si debba arrivare al livello di Lecco, ma passi avanti debbono, comunque, essere fatti. Ci sono Comuni che hanno percentuali molto basse. Basta stabilire per il 2004 l'obiettivo da raggiungersi, che sia almeno la media provinciale del 2003. Fosse questa, per esemplificare, il 36% il Comune che non raggiunge tale limite paga per i rifiuti tal quale conferiti eccedenti il 65% una tariffa notevolmente maggiorata. Ovvio che debbano essere considerate situazioni particolari e anche che i Comuni poco "ricicloni" debbano essere aiutati nell'operadi sensibilizzazione dei cittadini. E nel 2005 l'obiettivo dovrebbe essere il 40%.
Modifiche al Piano Rifiuti vigente dovrebbero essere apportate subito.
Fare questo vorrebbe dire stare entro le 40.000 tonnellate da smaltire fuori provincia facilitando all'assessore regionale il compito di trovare la soluzione dianzi indicata.
d) Saleggio. Pari pari resta la valutazione fatta nel caso di realizzazione del termocombustore per le stesse ragioni.

IPOTESI DI LAVORO
Si tratta di una ipotesi di lavoro. Facciamo addirittura finta che sia una novità perché l'importante, per la nostra gente, é risolvere il problema nel migliore dei modi, che vuol dire in particolare con minore prelievo dal portafogli di valtellinesi e valchiavennaschi.
Non vogliamo, per carità, insegnare niente a nessuno per cui saluteremo positivamente ogni altra soluzione, anche totalmente diversa, purché, quello che interessa, che abbia a riferimento quelle 170 lire annunciate.
Alberto Frizziero

GdS 18 X 03  www.gazzettadisondrio.it
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