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Scuola islamica di Milano e una domanda:. perché con i cinesi buddisti o confuciani, non ci sono problemi? Perché i tamil non sollevano alcuna difficoltà? Eccetera
di Nemo Canetta

Si sente parlare SOLO dei problemi degli islamici? Gli altri non ne hanno?

Carissimi Amici,
a Chiesa VM non riesco a captare TeleLombardia, non così a Mi, ove sono attualmente.
Facendo un po' di zapping trovo un accesissimo dibattito sulla scuola islamica di via Quaranta. Credo tutti ne abbiate sentito parlare.

Una prima osservazione, senza alcuna polemica: a Milano, in Lombardia, in genere in tutto il Nord del ns Paese, vi sono oramai immigrati da mezzo mondo. Piaccia o no, è così.
Ci sono cinesi, indiani, tamil, filippini, sudamericani, neri del Centrafrica. Perché si sente parlare SOLO dei problemi degli islamici? Gli altri non ne hanno?
Non credo, perché le differenza di lingua, cultura, religione, abitudini, valgono per tutti, salvo - ma solo in parte - per i sudamericani di lingua e cultura latina e cattolici.

Ed allora perché con i cinesi buddisti o confuciani, non ci sono problemi? Perché i tamil non sollevano alcuna difficoltà ad inviare nelle ns scuole, i loro figli?
Devo aggiungere che - seppur in modo minore - gli stessi problemi potrebbero averli anche gli europei di alcuni stati, come ucraini, rumeni, bulgari, che sono ortodossi e non cattolici.

Invece l'attenzione è polarizzata solo e solamente sugli islamici che - inutile negarlo - sono in pratica gli unici a sollevare una quantità di problemi d'integrazione, di vita, di convivenza.
Il non notarlo non è antirazzismo, che qui c'entra poco, è solo non voler ammettere ciò che è davanti agli occhi di tutti.

Ma ciò che ho notato stasera e che più mi ha colpito è l'accanimento con cui l'estrema sn difende gli aspetti più retrivi delle abitudine islamiche: sappiamo tutti che il velo integrale NON E' una vera pratica islamica; eppure gli interventi dell'estrema lo difendevano ugualmente.

Basta aver letto un qualsiasi testo di qualche donna, araba o meno, "sfuggita" da certe costrizioni, basta leggere ciò che scrivono molti missionari, per conoscere taluni aspetti medioevaleggianti di certo islam.
Eppure no! Per l'estrema sn tutto va bene, è una loro abitudine, quindi da rispettare.

Ma perché allora le certo meno estreme (ed a noi più abituali) tradizioni ed idee cristiane e cattoliche, invece, erano (e sovente sono ancora) tabù retrivi da abbattere ?!?
Francamente non comprendo.

Per di più mi pare assai poco "di sn", radicale e libertario, accreditare alla religione islamica uno status particolare.
O lo concediamo a tutti, cattolici conservatori compresi, oppure a nessuno.
Perché agli islamici si e non , poniamo, ai taoisti ? Solo perché quelli non "piantano grane" ? Francamente non mi pare ne giusto ne proprio di uno stato che si dice laico e "di diritto".
Le leggi devono essere uguali per tutti, non ci possono essere cittadini "un po' più uguali degli altri" solo perché ferocemente attaccati alle loro tradizioni ed alla loro religione.

Per di più non mi voglio atteggiare ad etnografo, ciò che non sono, ma notate - amici cari - che per tutti si parla di italiani, francesi, russi, americani, cinesi, indiani ... e poi appaiono gli ISLAMICI?
Credo che anche in ciò sbagliamo: o la religione è la caratteristica più importante PER TUTTI, oppure dovremo parlare d'egiziani, marocchini, turchi, indonesiani ma non d'islamici.
Dov'è che sbaglio?

Un'ultima osservazione: un figuro d'estrema sn ha dato, più volte e confermando ciò che diceva, dei nazisti a quelli di TelePadania che avevano fatto un servizio TV innegabilmente un po' provocatorio su via Quaranta.
Cari amici di sn, non vi sembra che sia un po' esagerato e del tutto fuori luogo ?
Ma siete proprio sicuri che con tali compagni di percorso si possa fare qualcosa di serio, per la Lombardia e l'Italia?
A presto.
Nemo Canetta

GdS 30 IX 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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