Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

BERLUSCONI ASSOLTO

Berlusconi e D'Ambrosio - Il problema non é "Mani Pulite" ma quell'avviso di garanzia durante il G7 a Napoli, un siluro all'Italia

di 
L'ASSOLUZIONE - BERLUSCONI - D'AMBROSIO
La Corte di Cassazione ha mandato assolto Berlusconi "per non aver commesso il fatto" nel processo per tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza, ampliando cioé il giudizio della Corte di Appello che aveva motivato l'assoluzione per prescrizione.
L'on. Berlusconi ha preso carta e penna scrivendo al Corriere. Oltre all'onorabilità personale ha toccato gli aspetti politici - poco dopo quel fatto venne il famoso "ribaltone" del Governo - e quello che ha definito l'accanimento di parte della Magistratura per fini politici.
Il Procuratore di Milano D'Ambrosio ha replicato per le rime. Oltre a sottolineare come in Italia ci siano a garanzia dei cittadini tre gradi di giudizio, ha rivendicato il merito di "Mani Pulite" nel far emergere e battere il malcostume che minava la democrazia.

IL PROBLEMA E' DIVERSO - PREMESSE
Il problema é diverso.

Premettiamo che siamo sempre stati dell'idea - dicendolo e scrivendolo ogniqualvolta se ne presentava occasione - che la legge italiana non basta per chi ruba nella o alla Pubblica Amministrazione.
In questi casi occorrerebbe la legge araba, cominciando dal taglio delle mani e procedendo nel caso di recidività.
Premettiamo ancora che nei nostri giudizi che riguardano le Istituzioni e l'interesse generale non ci interessa assolutamente niente il colore politico di chi le rappresenta. Non ci va il malvezzo di quanti non sanno distinguere tra passione politica e rappresentanza istituzionale.
Fatte queste premesse, andiamo a Napoli.

NAPOLI: UN SILURO ALL'ITALIA
Quando venne recapitato a Napoli, durante il G7, l'avviso di garanzia, un siluro all'Italia, all'on. Berlusconi, Presidente del Consiglio con la pubblicazione in contemporanea sul Corriere della Sera, amplificando, in tutto il mondo, la cosa, dedicammo un commento in prima pagina del giornale più diffuso della provincia con il tricolore nel titolo. 
In buona sostanza scrivemmo che non entravamo nel problema della colpevolezza o meno - su questo avrebbe valutato la Magistratura - ma, da italiani, sentivamo profondissima l'umiliazione della figura che non solo il Presidente Berlusconi ma l'intero Paese aveva fatto con quell'avviso recapitato in pieno vertice mondiale. 
Scrivemmo infatti che non sarebbe cambiato nulla notificare l'avviso di garanzia qualche ora dopo, a G7 finito, quando gli altri Capi di Stato erano in viaggio verso casa loro.
Non sarebbe cambiato nulla, certo, giuridicamente parlando.
Politicamente invece sarebbe stato ben diverso. 

l Non é possibile nel modo più assoluto pensare che chi ha disposto la notifica dell'avviso di garanzia in quel momento e in quel modo non avesse valutato le conseguenze, internazionali e di politica interna. 
Se lo ha fatto ha compiuto un errore clamoroso. 
Se non lo ha fatto, pur ovviamente risultando minore la censurabilità, si é rivelato non all'altezza della delicata funzione ricoperta.
l Non é possibile nel modo più assoluto pensare che il Corriere della Sera  abbia ricevuto notizia e dettagli da qualche donna delle pulizie alla cui vista, la sera prima, spolverando, si era magari offerta in bella mostra su una scrivania di Palazzo di Giustizia copia dell'avviso... 
Quelli che sapevano non erano un reggimento e neppure un battaglione ma neanche un plotone e, naturalmente, tutti addetti ai lavori. Sarebbe stato giusto indagare su questa violazione del segreto istruttorio e sulle motivazioni di uno scoop che, oltre a tutto, valeva oro.

NON E' QUESTIONE DI MANI PULITE!
Allora la questione, dott. D'Ambrosio, non é Mani Pulite. 
Al pool va dato merito, e gli é stato dato, per questa operazione. E glielo diamo, alla luce della nostra considerazione precedente sulle pene secondo legge italiana e secondo legge araba. 
Questo anche se non si possono dimenticare quegli innocenti che si son fatti la galera sol perché erano dei "politici" quando assurdamente vigeva il teorema che per forza di cose tutti i politici erano dei disonesti. (Politici, per inciso, abbastanza a senso unico quanto a colore politico ma questo, che taluni hanno assunto come argomento a critica dei magistrati, può avere altra motivazione, e va pure detto. Può dipendere infatti da quello che ai magistrati perveniva o veniva fatto pervenire da chi in qualche modo era interessato).
Confermiamo, per quanto ci riguarda, i giudizi espressi pubblicamente allora e prima richiamati. 
Adesso perché la questione giudiziaria si é chiusa, certo con un giudizio conclusivo di innocenza che costituisce obiettivamente un'aggravante del misfatto napoletano, ma non soltanto perché l'on. Berlusconi é stato giudicato innocente.
Il giudizio non sarebbe cambiato e non cambierebbe infatti anche se ci fosse stata una sentenza di colpevolezza, perché a Napoli con quell'avviso di garanzia così "tempestivo" sebbene tranquillamente notificabile solo poche ore dopo a leaders ripartiti e occhi del mondo intero non più puntati sul Vesuvio, era stato spedito un siluro, e che siluro, soprattutto al nostro Paese.

MA SI PUO' SAPERE ORA CHI E' STATO?
Resta una domanda: ma si può sapere ora chi - persona non Istituzione, non genericamente "la Procura" -, ebbe quella sciagurata idea?
Ci siamo rifiutati allora, e ci rifiutiamo ancora, di credere a una sorta di "disegno politico" - salvo la "tempestiva" pubblicazione sul Corriere che se per il giornale può essere stato solo scoop giornalistico, sia pure a spese del nostro Paese, sull'informatore restano forti dubbi... -. 
A distanza di anni, a capitolo giudiziario chiuso in Cassazione, sarebbe però giusto che chi decise, di fatto, la spettacolarizzazione mondiale della notifica dell'avviso di garanzia, avesse l'onestà intellettuale di assumerne pubblicamente la responsabilità, anche eventualmente confermando la tuttora ritenuta bontà di quella sua scelta fornendone le motivazioni, scelta pur considerata errore da molti e persino da avversari dell'on. Berlusconi, Questa, dott. D'Ambrosio, sarebbe coerenza con "Mani Pulite" e con l'aspirazione della trasparenza eretta a sistema quotidiano di vita.
***
GdS 21.10.01


Torna a Italia e Mondo

Torna all'indice generale

Torna alla prima pagina