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La proposta dei Sindaci di fare un pezzo di Statale 38, quello che si riesce con i soldi che ci sono
di Alberto Frizziero

I Sindaci - Quattro corsie a furor di popolo - Qualcuno non era d'accordo, ma con motivi diversi - La mia posizione - Stralci - Mi davano torto, ahimè, avevo ragione su tutta la linea - Ci sono voluti anni
Ci vuole il miracolo - Nelle more...

I Sindaci
Abbiamo letto sulla stampa che con o senza Finanziaria, la 38 «si deve fare. come categorico giudizio unanime emerso dalla conferenza dei sindaci della Bassa Valle. Gli amministratori, leggiamo ancora, «ci attiveremo in tutti i modi possibili affinché i fondi attualmente a disposizione siano impiegati per coprire almeno parte del territorio con la nuova arteria».
La posizione unitaria assunta dai primi cittadini della Bassa Valle supera le difficoltà che in passato hanno visto contrapposti diversi Comuni sia sul passaggio del tracciato sia sulle modalità di intervento per la realizzazione della nuova statale 38. A parte qualche aggiustamento del tiro avvenuto dopo sta questa comprensibile posizione di Sindaci asfissiati dai flussi di traffico e, quel che peggiora la situazione, consapevoli che questa schiavitù dovrà durare parecchio.
Vale la pena di fare qualche passo indietro.

Quattro corsie a furor di popolo
Quasi l'intera provincia, senza distinzioni politiche, geografiche, o di altra natura, aveva una sola parola d'ordine: QUATTRO CORSIE. Eretici gli altri, quelli che non erano d'accordo sulle quattro corsie.
C'erano però altri e altri.

Qualcuno non era d'accordo, ma con motivi diversi
C'era addirittura chi diceva che bisognava lasciar perdere la strada e puntare sulla ferrovia, come se questa fosse una sorta di tranvia a polifermate ad ogni piè sospinto capace di raggiungere anche Primolo, Gerola e Campo Tartano oltre che Madonna dei Monti e Ravoledo.
C'era chi sosteneva, per bufala che possa essere, che due corsie erano meglio di quattro affastellando nella dimostrazione di questo assunto ragioni più plausibili a sragioni non plausibili.
C'era poi qualcuno, molto pochi, che poneva il problema sul piano del realismo.
Fra questi, pressoché solitario, chi scrive questa nota che pubblicamente e con fior di documentazione aveva dimostrato quel che non andava, autorevolmente smentito ma a torto.

La mia posizione
Ricordo la posizione:

1) Avevo sostenuto che non era affatto vero vero due corsie fossero meglio di quattro. Sarebbe stato sostenere un periodo ipotetico del terzo tipo.

2) Avevo sostenuto che le due corsie erano il solo modo realistico per ottenere la Statale 38 in circa 20 anni. Non era una mia opinione estemporanea. Era il frutto di un'analisi tecnica ineccepibile.

3) Avevo sostenuto, dimostrandolo, che in ogni caso, tecnicamente, le due corsie con calibro tipo tangenziale di Sondrio o Strada della Rinascita erano assolutamente sufficienti per smaltire non solo il traffico attuale ma anche quello ipotizzabile nei prossimi decenni.
4) Avevo infine sottolineato come non ci fossero i soldi, almeno quelli sufficienti per un primo lotto funzionale.
5) Quanto ai soldi avevo puntualizzato una anomalia vistosissima. Il tratto della 38 da Piantedo al Tartano costava e costa, milione più o meno, quanto il passante di Mestre (traffico circa sei volte la 38) che pure non solo é lungo una volta e mezzo ma é anche largo una volta e mezzo avendo sei corsie rispetto alle quattro del nostro progetto. Evidentemente qualcosa di storto c'era...
6) Quanto infine all'inserimento nella Legge-obiettivo, una specie di passaporto rapido per la realizzazione, nel condividere la positività dell'inserimento avevo però indicato la gigantesca sproporzione fra il costo delle opere inserite (non solo strade ma costosissima Alta velocità ferroviaria, porti ecc. ecc.) nelle tabelle della legge e le effettive disponibilità.

Mi davano torto,
ahimè, avevo ragione
su tutta la linea
Avevo torto, o meglio si é detto che avevo torto ma siccome il tempo é galantuomo si é visto come avessi ragione su tutta la linea.
Ricorso come in almeno un paio di quelle riunioni elettorali pubbliche organizzate da Teleunica - le registrazioni sono consultabili ancor ora -nb su questo argomento l'attuale Presidente della Provincia, allora solo candidato, fu lapidario tagliando la testa al torto. Verificate le cose ci dette pienamente ragione sui soldi e poi accennò anche ad alcune lacune tecniche che richiedevano pertanto ancora il perfezionamento.

Stralci
Acclarata la situazione l'aspetto più difficile, allora fra l'eletto neo-Presidente della Provincia, la Regione con l'allora consigliere Bordoni, ANAS e Ministro: tornare indietro cosa irrealistica in quanto vorrebbe dire perdere anni e anche la parte di soldi già stanziata; la stessa idea del project-financing rivelatasi impraticabile, resta la via degli stralci funzionali non facilitati da un tracciato per troppo tempo rimasto in discussione e alla fine definito in maniera alquanto rigida.
In questa situazione i soldi che mancano, e sono tanti, dovrebbero venire dalla Finanziaria con la cortissima coperta che tutti sappiamo.

Ci sono voluti anni
Tiriamo giù i coltelli? Se qualcuno lo volesse fare il risultato sarebbe folkloristico, e penale per gli autori. Ci sono voluti anni per definire il tracciato. Per carità, ogni Comune può avere le sue buone ragioni, ma il risultato é quello e non si può far finta di niente. Per esempio, l'idea é personale ma non solo, quei sei km di galleria per arrivare al Tartano, con i costi astronomici (quelli reali saranno poi di più di quelli ipotizzati visto il precedente della galleria dell'impianto idroelettrico di Monastero) erano proprio indispensabili ?????

Ci vuole il miracolo
Visto il Cinquecentenario dell'Apparizione, senza apparire miscredenti nel mischiare sacro e profano, ci vorrebbe una spintina dall'alto con un regalo al primo CIPE del 2006. Se dovessimo trovare nel cestello quella barca di soldi che manca per fare almeno un primo lotto, bisogna proprio pensare a questa spintina, pur senza svalutare l'opera di chi in questi mesi a Roma ha seguito passo passo la questione. Nè facendo pianti greci se nella cavagna romana non trovassimo quello che speriamo invece di trovare.

Nelle more...
Nelle more ovviamente provvedimenti tampone. Fra questi due:

1) Ci sono i limiti di velocità con il radar per chi sgarra. I limiti devono essere di due tipi, superiori ma anche inferiori perché chi gira a 30 kh/h ammirando il paesaggio si arricchisce culturalmente ma impoverisce quelli dietro per il tempo che fa perdere, non solo, ma anche per i rischi che fa correre invitando, di fatto, al sorpasso continuo. Allora inserire anche il limite minimo, del resto previsto dal Codice della Strada.

2) I veicoli lenti siano obbligati, ove lo spazio lo consente, a lasciare defluire a intervalli che sta dietro.
Con questi due provvedimenti avremmo un miglioramento sensibile.
Palliativo certo ma botte piena e moglie ubriaca non si possono avere per cui o c'é il miracolo o la prospettiva resta grigia. Bisogna infatti aver presente che cambiare il progetto (non lo stralcio che pure il suo tempo lo richiede anche lui) come qualcuno suggerisce vuol dire, se va bene, 3o 4 anni. Se un po' di anni fa, premesso che preferirei ora dire di aver avuto torto, mi avessero dato retta...

Alberto Frizziero

GdS 10 X 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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