Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

RECENSIONI: "IL MULINO - 1/2002"
di Massimo Bardea


L’ultimo “Il Mulino”, n. 1/2002 . 202 pagine, € 13,00
Molto interessante e ricco di spunti di riflessione il primo numero di quest’anno della storica rivista “Il Mulino”. Tra gli articoli proposti, meritano una particolare attenzione quelli dedicati all’attuale situazione politica europea.
Alessandro Cavalli, direttore della rivista e docente di sociologia, individua nel suo articolo (“In vista della Convenzione”, pag. 33) cinque problemi che la Convenzione Europea sarà chiamata a risolvere: l’allargamento dell’unione verso altri paesi, la regolarizzazione e lo snellimento del processo decisionale delle istituzioni comunitarie, il problema dei rapporti privilegiati tra due o tre paesi forti dell’unione che potrebbero sfavorire gli altri stati, l’agire comune nelle questioni di politica estera e di difesa, il conquistare la fiducia dell’opinione pubblica.
A questi problemi sollevati da Cavalli, risponde, nell’articolo successivo, un’ottimista Romano Prodi che sviluppa a pagina 40 “Cinque motivi per credere nell’Europa”. Secondo il presidente della Commissione europea, l’Unione sta marciando a grandi passi verso un’integrazione efficiente e vantaggiosa per i cittadini. Per quanto riguarda la Convenzione ed i suoi compiti, l’ex capo di governo assegna all’istituzione guidata da Giscard d’Estaing la responsabilità di rifondare l’Europa unita, garantendo maggior funzionalità e trasparenza alle procedure di governo comunitario. Interpellato sul problema dell’allargamento, Prodi risponde tralasciando le questioni più concrete e concentrando la sua attenzione sulla portata storica di un’unificazione totale e pacifica del vecchio continente, che tenga conto delle differenze culturali e politiche delle diverse nazioni. Il presidente conclude il suo articolo individuando gli obiettivi che, in politica estera, la Comunità dovrà cercare di raggiungere: primo fra tutti, la creazione di un asse di stabilità che, passando per i Balcani, vada dalla Russia ai paesi a sud Mediterraneo.
Di diverso argomento ma di identico interesse anche il contributo di Marco Cammelli (“Istituzioni deboli e domande forti”, pag. 5). In “La globalizzazione aumenta o riduce disuguaglianze e povertà?” (pag. 131) Fabrizio Onida cerca di sviluppare la tesi secondo la quale il miglioramento delle condizioni economiche sia l’unica strada per risolvere i problemi di ordine sociale e politico che gravano sui paesi più poveri del Mondo. In quest’ottica, le forme liberiste di un mercato globale privo di regole, sono le uniche armi per diminuire povertà e disuguaglianza. È giusto assegnare importanza allo sviluppo economico come parametro per giudicare la qualità della vita delle persone, ma al contrario di alcuni altri studiosi (primo fra tutti il premio Nobel A. Sen), Onida non assegna la giusta importanza a problemi non propriamente economici: il diritto ad un’equa distribuzione della ricchezza, il diritto all’istruzione, alla salute, alla partecipazione politica, in una parola alla libertà. Senza che siano rispettati e promossi questi diritti, il semplice sviluppo economico non può ridurre disuguaglianze e povertà.
Massimo Bardea

GdS 28 III 2002

Torna a Italia e Mondo
                                                 Torna all'indice generale

  Torna alla prima pagina