Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

OBIETTIVO: PIRELLONE. OVVERO DELLA FRAGILITA'
Buenos Aires - Vitruvio - Pirellone (in mezzo) - Un Paese pasticcione? - Fragilità della nostra società


BUENOS AIRES - VITRUVIO - PIRELLONE (IN MEZZO)
Obiettivo, non casuale, non per incidente, non per avaria: il Pirellone, anzi il centro del Pirellone e in ora in cui la maggior parte delle persone era sicuramente già uscita dagli uffici, con due sole vittime. Due vite umane sono comunque una enormità, ma certo si é che un'ora prima si sarebbero contate a decine.
Al momento in cui scriviamo Al Qaida pare non entrarci, visto e considerato che si tratta di un locarnese, regolarmente partito dall'aeroporto svizzero con regolare piano di volo.
Un pilota alle prime armi sa i limiti che ci sono nel sorvolo delle città, e qui invece questi limiti sono stati abbondantemente violati. Qualsiasi pilota sa che a Milano oltre che a Linate c'é anche l'aeroporto di Bresso, distante dal Pirellone una ventina di secondi per un aereo da turismo.
Non occorre essere piloti per sapere che un'avaria al carrello crea problemi per l'atterraggio ma non altri, e che non c'é affatto bisogno di percorrere, guarda caso, corso Buenos Aires e poi Via Vitruvio per poi finire, guarda caso, esattamente tra i grandi pilastri portanti e in posizione verticalmente centrale, ed inoltre ad un'ora in cui c'era da immaginare che non ci fosse più nessuno. Un'ora prima e sarebbero state decine le vittime...
Tant'é, si vedrà sulle cause.


UN PAESE PASTICCIONE?
Dopo un mesti ricordo delle due vittime e al loro attaccamento al dovere - a quell'ora stavano ancora lavorando invece di essere a spasso -, vediamo invece un altro aspetto.
All'estero abbiamo nomea di un popolo pasticcione e di un Paese pasticcione.
Sono le 18 quando arriva la notizia. La RAI, programma Verissimo, si collega. Intanto su Internet i più veloci a dare la notizia sono TG5 e il Corriere della Sera che sul suo sito esce in edizione straordinaria con aggiornamenti ogni 3/4 minuti. Il Televideo RAI, sia in TV che Internet dorme. Fa solo specie che le prime immagini TV sono di CNN e, udite!, della TV araba aljazira. Sarà bene che il nuovo Presidente della RAI provveda ad invitare alcuni suoi giornalisti a fare lezione di tempestività.
Comunque sia le prime immagini danno conto di una situazione tutt'altro che da pasticcioni. I soccorsi, velocissimi, sono in funzione. In alto volteggiano elicotteri, da uno dei quali si caleranno sul tetto squadre di pompieri. Bush e i Grandi della Terra sono subito informati. La difesa aerea é in pista. I satellini scandagliano con la loro capacità di definizione che arriva sino a distinguere un uomo da una donna. Non c'é una traccia di panico. La gente ordinata. I treni dalla attigua stazione centrale proseguono. Il metro riprende poco dopo sia pure con la chiusura delle due stazioni vicine al Pirellone. Le persone uscite dal Pirellone, qualcuno ferito, danno una testimonianza di grande reazione. Con tranquillità raccontano la loro esperienza, in mezzo al fumo, ma tutti sottolineano che era stata fatta una prova di evacuazione, e che quindi erano preparati, anche se nessuno avrà pensato che la teoria divenisse realtà.
Alle 18,45 il primo bilancio di vittime e feriti, che varierà solo quando 38 minuti dopo si scoprirà la terza vittima.
Alle 18.54 l'annuncio ufficiale che anche gli ultimi focolai d'incendio sono stati spenti.
Alle 18.57 l'annuncio che é stata completata l'evacuazione del Palazzo, anche di quelli intrappolati negli ascensori. Ci vorrà solo qualche minuto in più per recuperare una persona in un ascensore uscito dalle guide.
Alle 19.09 l'annuncio di chi era il pilota e da dove veniva nonché le tre ipotesi: attentato, incidente, suicidio.
Alle 19.12 l'annuncio ufficiale che non sussistono pericoli di crollo. Chi scrive ebbe a suo tempo un'esperienza unica: l'analisi aerodinamica nella galleria del vento del Politecnico del modello del Pirellone, sottoposto alla violenza di un uragano ad oltre 200 Km/h. Il modello era lo stesso sul quale vennero effettuate le prove all'atto della progettazione. Un po' di calcoli, una valutazione strutturale fatta allora, una valutazione sommaria della energia d'urto dell'aereo sulla base di una velocità di 300 Km orari: la conclusione era stata quella comunicata una buona mezz'ora dopo, appunto alle 19.19.
Nessun segno di panico, da parte di nessuno. Una risposta corale di grande serietà oltre che di grande efficienza.
Una risposta éclatante a chi ci considera un popolo, un Paese pasticcione.
Quanto ad efficienza, nei momenti topici sappiamo dimostrarla come e pi§ degli altri, aggiungendo anche quello che gli altri non hanno: la fantasia.

FRAGILITA' DELLA NOSTRA SOCIETA'
L'evento ha piuttosto dimostrato, ancora una volta, la fragilità della nostra organizzazione comunitaria. Non la nostra italiana, la nostra di ogni Paese.
Il folle, il pazzo, lo sconsiderato, l'alterato, la vittima di inconvenienti o di carenze tecnologiche, é in grado in qualsiasi momento di produrre danni rilevanti, in qualche caso disastri.
La fragilità ha un solo rimedio: le misure preventive, a tutto campo, ma altresì la compartecipazione, vigile e attenta, di tutti.
***


GdS 18 IV 02

 

Torna a Italia e Mondo
                                                 Torna all'indice generale

  Torna alla prima pagina