26° RADUNO. AN.I.O.C. SONDRIO

Quest'anno in Albosaggia

Nel segno di Albosaggia, vestita del sole e l’azzurro di un incipiente autunno, si è svolto il nuovo incontro dei Cavalieri a cui si è rivolto per il tradizionale discorso il Delegato Provinciale, Nello Colombo:

“Harmonia mundi cecidit”. L’armonia del mondo volge al declino. Mai quanto oggi il destino del nostro pianeta sembra essere al capolinea. Biechi seminatori di morte mirano al suo cuore già affranto per la perdita di figli ingrati che hanno dissotterrato l’ascia di guerra imbracciando le armi di Ares per sbranarsi, affamati solo d’odio e di sangue, come belve dal senno feroce degli umani votati allo sterminio. E la Nera Signora veglia beffarda sui loro passi bellicosi, li scruta nell’ombra, dormendo accanto al pio e all’empio. In trepida attesa. Dissacratori della fede dei padri che la stessa natura prodiga dona, hanno eretto cattedrali d’acciaio e cemento al dio del fasto e il piacere immolando le carni innocenti dell’ingenuo fanciullo inviolabile e sacro, inneggiando, retrivi, al vitello d’oro delle loro smanie malverse. Ma ben altri rei corrotti e malevoli, prevaricatori dell’universo, schiavi delle loro insaziabili brame di ricchezza e potere, hanno gettato le loro scandalose, malefiche reti dell’asservimento, spianando foreste e montagne, deturpando il volto ineffabile del creato, nel proprio delirio d’onnipotenza votata – ahimè! -alla cupa vertigine di una irreparabile discrasia dissolutiva a cui la natura inaridita sembra condannata scatenando tempeste e miserie, liberando Pandora coi sui strali di morte e distruzione. Siamo dunque chiamati al
capezzale di una Terra ammalata da tempo, dal respiro affannato, su cui amorfi omuncoli si agitano mossi da invisibili fili di un eterno burattinaio? No! Sarebbe un tragico errore! La natura ci ha insegnato che la vita e la morte fanno parte dello stesso ciclo vitale. Si nasce con il germe instillato della fine. Siamo a scadenza. Chi prima, chi poi. Ma, proprio per questo, la vita va vissuta intensamente, attimo dopo attimo, dando un senso ad ogni nostra azione. Ed è la stessa natura che ci invita alla gioia in quell’armonia del creato che ci vede parte integrante della stessa famiglia che non conosce steccati, né divisioni di razza, di lingua, di credo religioso. E chi meglio di un Cavaliere può interpretarne il messaggio universale come alfiere del diritto e del rispetto degli altri e del mondo intero? Ora più che mai non è certo utopia ma un imperativo categorico ergersi a difensori degli oppressi, dei diseredati, dei bisognosi. E non occorre compiere gesta eclatanti per gloriarsi nelle iperboli mirabolanti dai media. Basta percorrere la via dell’umile saggezza di un padre che lascia in eredità ai propri figli il suo onore. Onore all’uomo che sa vivere il tempo della pace difendendola dall’insidia di lupi vestiti da agnelli. Onore all’uomo che sa perdonare chi sbaglia chiedendo perdono. Onore a chi tende la mano a chi soffre nell’ombra, abbandonato nel silenzio colpevole dell’indifferenza. Onore a voi Cavalieri d’Italia, baluardo sicuro di pace, armonia e libertà.
Il Delegato Provinciale Anioc
Nello (Aniello) Colombo

Cultura e spettacoli