Incontro del Comitato per l’autonomia e l’indipendenza della Banca Popolare di Sondrio: oltre 280 adesioni.

Obiettivo del Comitato la costituzione di una Newco cooperativa in cui far confluire le quote di ognuno

Riceviamo: Sondrio, 16 ottobre 2021 – Sono oltre 280 i soci e sostenitori che hanno aderito ad oggi al Comitato per sostenere l’autonomia e l’indipendenza della Popolare di Sondrio, nato su stimolo e iniziativa dell’economista Marco Vitale, alla guida di un gruppo di soci dell’istituto valtellinese. La battaglia per salvare la Banca Popolare, che ancora non ha ceduto alla trasformazione in Spa, prevista entro la fine dell’anno, come richiesto dalla riforma Renzi del 2015, dunque continua con sempre maggior vigore.

Oggi a Sondrio nel corso di un incontro pubblico con il mondo economico valtellinese, Marco Vitale ha confermato la contrarietà al provvedimento dell’allora Governo Renzi, che di fatto “dimostra la volontà di far sparire banche come le Popolari, in quanto non contendibili”. Vitale ha poi ricordato come, insieme ad altri soci della Banca Popolare di Sondrio, ha presentato ricorsi alla Corte costituzionale italiana, alla Corte di giustizia europea e al Consiglio di Stato, che hanno comunque confermato la costituzionalità e legalità del provvedimento, aprendo però alla possibilità di costituire una holding intermedia. “Appurata l’inevitabile trasformazione in Spa, che verrà votata dal Cda della Banca a metà dicembre, il Comitato per l’Autonomia e l’Indipendenza della Banca Popolare di Sondrio si sta muovendo, attraverso un’azione attiva di un gruppo di soci, per la costituzione di una Newco cooperativa in cui far confluire le proprie quote” ha spiegato Vitale.
Stefano Zane, presidente del Comitato fondato insieme a Vitale e autore del “Progetto per conciliare la trasformazione della Banca Popolare di Sondrio in Spa con la difesa della sua autonomia, della sua struttura popolare, delle sue caratteristiche di banca profondamente legata al territorio della Valtellina e costituita da circa 160 mila soci” ha analizzato il sistema delle BCC dopo la riforma del 2016, immediatamente successiva a quella che ha riguardato le Banche Popolari. “Dove va a finire la mutualità e la vicinanza al territorio?” domanda Zane. “Nei piani pluriennali dei gruppi bancari non vi è alcun piano o azione concreta mirata a tale scopo. Il rischio è la mancanza sempre più marcata di credito alle categorie che costituiscono l’ossatura portante dell’economia italiana: artigiani, commercianti, professionisti e in genere tutte le micro e piccole imprese” ha concluso Zane.
Come il sostegno delle banche locali all’economia del territorio sia sempre stato fondamentale per l’impresa, lo ha confermato Giacomo Pedranzini, imprenditore valtellinese, suggerendo anche la possibilità che la Banca Popolare di Sondrio diventi una società per azioni Benefit, proseguendo così la sua tradizione di mutualità.

Erika Veschini

Economia