Crisi Rigamonti. L'incontro in Provincia

Crisi Rigamonti. Ricordiamo la prospettiva indicata dall'azienda nel momento in cui annunciava la messa in mobilità di 104 dipendenti con questi tagli: Montagna operai da 128 a 68 e impiegati da 59 a 38 - Poggiridenti da 33 a 21 Mazzo da 40 a 29. L'Amministratore Delegato Roberto Aparecido Colacrai aveva aggiunto nella sua nota “I tempi sono molto ristretti e le difficoltà da superare rilevanti. Confidiamo peraltro che, con l’impegno e il senso di responsabilità di tutti, sia possibile identificare e applicare soluzioni che consentano la continuazione delle attività.
È pertanto  evidente la fondamentale importanza di un confronto costruttivo, basato sulla concretezza, che convinca gli azionisti della società sull’opportunità di continuare a credere nella validità di un investimento che salvaguarderebbe un importante presidio dell’eccellenza italiana". Per ora, dopo l'incontro in Provincia, il provvedimento sulla mobilità è stato sospeso. Questa la nota sindacale emessa dopo l'incontro a Palazzo Muzio: “Venerdì scorso 22 novembre 2013 il Presidente della Provincia ha convocato il tavolo istituzionale richiesto dalle OOSS per affrontare il tema della  procedura di riduzione di personale  aperta dall’azienda Rigamonti in data 7 Novembre 2013. Le Organizzazioni Sindacali hanno preteso e ottenuta la dichiarazione  del  rispetto di tutti i diritti sindacali all’interno dell’Azienda; pertanto ci è stato confermato che non  esistono altri  criteri per individuare  eventuali esuberi se non quelli previsti dalle norme di Legge.
Le parti hanno affrontato nel merito le problematiche che hanno portato alla difficile situazione economica dell’Azienda locale. I rappresentanti della  Rigamonti  presenti al tavolo hanno posto  con vigore la necessità di rientrare dal disavanzo di bilancio, per poter proseguire l’attività produttiva.
Dal  canto loro le OOSS dando  la disponibilità al confronto, hanno ribadito la condizione indispensabile di avere un piano industriale  prima di aprire  qualsiasi ragionamento che possa riguardare gli esuberi annunciati. Il difficile confronto  ha portato ad  un aggiornamento del tavolo  istituzionale che verrà convocato dal presidente della Provincia entro la  prima settimana di Dicembre. L’azienda assumendosi l’impegno di non avviare  unilateralmente nessuna procedura, si è resa disponibile ad un confronto.
Nel contempo le parti sindacali dopo l’assemblea prevista per lunedì prossimo per  informare i lavoratori su quanto emerso al tavolo istituzionale, hanno già previsto una serie di incontri tra le parti al fine di definire e affrontare tutte le tematiche necessarie finalizzate alla definizione concreta di un piano industriale condiviso.

Per la cronaca: presenti all'incontro convocato dal Presidente della Provincia Sertori: Per l'azienda l’amministratore delegato Roberto Colacrai con il consulente dr. Pellero. Per i sindacati i segretari generali Cerri (Cgil), Dolzadelli (Cisl), Giumelli (Uil) con quelli di categoria Boscacci (Flai-Cgil), Barri (Fai-Cisl), Canclini (Uila) e
per la RSU della Rigamolti Gianoncelli. Poi i Sindaci dei comuni direttamente interessati a cominciare da Montagna (Barbara Baldini), Mazzo (Parigi), Poggiridenti (Nesa) ed anche Sondrio (Molteni). L'importanza del problema va anche oltre il pesante tributo che l'occupazione rischia di pagare perchè la Rigamonti, da poco festeggiata per il suo centenario di attività, è in un certo senso un simbolo per la Valle. Lo ha sottolineato la presenza della dr.ssa Valentina Aprea assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Cultura e con interim anche per Occupazione e politiche del lavoro, già Sottosegretario alla PI e Segretaria di Presidenza della Camera. Con lei presenti anche Presidenre Galbusera e direttore Ottonello di Confindustria Sondrio. Con loro i dirigenri di ARIFL Bianchessi e dello Ster di Sondrio Nardo. Presente anche l'assessore provinciale Imperial. 

 

CGIL – CISL- UIL Sondrio FLAI – FAI – UILA RSU Azienda Rigamonti
Economia