Sulle Camere Commercio per Cgil Cisl Uil il Governo sbaglia

5 domande e 5 proposte al Governo Renzi

Abbiamo appena dato notizia della novità concernente la decisione di spalmare il dimezzamento dei diritti camerali in un triennio (e quindi con il tempo di correggere decisioni affrettate e non documentate come capita per le Province) ed ecco torna l'iniziativa sindacale che pone gli stessi interrogativi che riguardano le Province, a parte ovviamente la specificità dei contenuti.

La nota dei sindacati:
Una risposta alle misure del Governo sulle Camere di Commercio: “misure sbagliate che, così come trapela dalle indiscrezioni sul decreto, portano al ridimensionamento dei servizi alle imprese e del patrimonio professionale che li sostiene” secondo Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl.
La raccolta di firme in tutti i posti di lavoro una vera riorganizzazione delle Camere. “Tagliare il diritto annuale del 50% - spiegano - senza impostare un'azione sistematica contro sprechi, inefficienze organizzative e spese improduttive rischia solo di fare un danno al sistema produttivo. Le imprese, alleggerite dal lato dei bilanci, si ritroverebbero scoperte su quello dei servizi”.
Queste le domande indirizzate al Governo:
- cosa succederà ai circa 7mila dipendenti col trasferimento di funzioni? Come si pensa di garantire livelli salariali e retributivi? Si pensa forse di rottamare il capitale di professionalità e know how?
- perché non si prevede nessuna misura di riorganizzazione della rete dei servizi?
- che fine faranno le funzioni svolte dalle Camere di Commercio? Chi assisterà le imprese del territorio?
- perchè in assenza di un disegno organico e con un riduzione così forte delle risorse, si vuol correre il rischio di depauperare il patrimonio delle Camere di Commercio, le partecipazioni societarie e gli immobili?
dopo i tagli è prevista una riforma vera del sistema di sostegno alle imprese?

Cosa si dovrebbe fare:
- incentivazione dell’esercizio in forma associata per le Camere, snellimento dei livelli, integrazione delle funzioni, ridefinizione degli organi: riduzione drastica da subito dei costi della governance
- riorganizzazione e omogenizzazione delle funzioni di interesse pubblico: promozione del made in Italy, internazionalizzazione, supporto per l’accesso al credito, informatizzazione.. - reinternalizzazione delle funzioni date in appalto
- razionalizzazione delle funzioni di supporto a partire dal superamento della miriade di aziende speciali
investimento vero nelle competenze dei lavoratori.

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