UN SISTEMA A 'BUROCRAZIA ZERO' CONSENTIREBBE ALLE MICRO IMPRESE DI INCREMENTARE LA PRODUTTIVITÀ DEL 5,8%

Tutte le imprese italiane pagano ogni anno 14.920 milioni per costi della burocrazia. Complessivamente gli imprenditori 'bruciano' un punto di PIL in costi interni ed esterni per gestire i rapporti con la Pubblica Amministrazione. Il maggiore onere, pari a 11.386 milioni di Euro, viene sopportato dalle microimprese (quelle fino a 9 addetti).

Confartigianato ha calcolato che, se le tutte le aziende italiane fossero liberate dalla zavorra burocratica, incrementerebbero la produttività del 2,3%. Addirittura le microimprese registrerebbero un aumento del 5,8%, recuperando più della metà (53,7%) del gap di produttività che attualmente scontano rispetto alla media della produttività di Francia, Germania e Spagna.

La Commissione europea ha presentato a novembre 2006 una proposta finalizzata a ridurre del 25% gli oneri amministrativi per le imprese entro il 2012, con potenziale aumento dell'1,5% del PIL dell'Unione Europea. Per l'Italia questo obiettivo si tradurrebbe, a prezzi costanti 2006, in un calo del costo per oneri amministrativi ad un ritmo del 4,6% all'anno, con minori costi per 3.730 milioni in 6 anni.

Nell'UE a 15, tra il 1998 e il 2007, la spesa per il pubblico impiego sul PIL è scesa dello 0,5%, l'Italia mostra, invece, un dato di controtendenza: tra il 1998 e il 2007 l'incidenza sul PIL della spesa pubblica per retribuzioni è cresciuta dello 0,2%,

La spesa per lavoro dipendente nella pubblica amministrazione ha registrato una forte crescita delle retribuzioni procapite negli ultimi sette anni: tra il 1999 e il 2006 le retribuzioni per unità di lavoro dipendente nella P.A. sono aumentate complessivamente del 56,0%. Nello stesso arco temporale, le retribuzioni dell'intera economia sono cresciute 23,8%: quindi le retribuzioni nel pubblico impiego sono cresciute più del doppio di quelle del comparto privato.

A fronte della crescita della spesa per il pubblico impiego, sono stati scarsi gli sforzi per aumentarne la produttività attraverso investimenti in Information & Communication Technology. Gli investimenti in ICT nella PA in rapporto al costo del lavoro dei pubblici dipendenti in Italia mostrano un valore inferiore di 0,3 punti percentuali rispetto alla media di Francia, Germania e Spagna (2,6% rispetto a 2,9%). In particolare, secondo Confartigianato, si osserva che a fronte di 100 € di retribuzioni del pubblico impiego, la Germania ne investe 3,5 in ICT nella P.A, contro i 2,6 dell'Italia.

Economia