Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

C'era il terrorismo.
E' diventato l'orrorismo.
E ora non ci sono vie di mezzo

di Alberto Frizziero

 
Dal terrorismo all’orrorismo - La vita come condanna - Manicheismo sacrosanto - Pacifisti a gogo - Il rapimento delle due ragazze italiane - Irak e quasi fantapolitica - Non ci sono più vie di mezzo (e, due, quasi fantapolitica)

Dal terrorismo all’orrorismo
Nei giorni scorsi Michele Strada in TV ha coniato il nuovo termine: “Orrorismo”. La definizione è assolutamente, purtroppo, azzeccata. Non ci sono più limiti alla ferocia, una ferocia che non può essere definita ‘bestiale’ per la semplice ragione che le bestie ne sono immuni. Le bestie uccidono per mangiare, per sopravvivere, secondo in definitiva le regole della catena alimentare.
Per gli ex terroristi, oggi diventati orroristi, la vita, anche la propria, non conta più niente.
Prendere persone inermi, magari semplici camionisti , far loro fare un tragica rappresentazione in TV e poi decapitarli o comunque ucciderli, addirittura in serie come i poveri 12 nepalesi o i turchi oltre che i nostri Quattrocchi e Baldoni, è perfidia allo stato puro. Siamo al livello dei nazisti dei forni o dei comunisti di Pol Pot in Cambogia, fuori dal Consorzio umano.
I mostri che sparano ai bambini, che si macchiano di un crimine orrendo - la scuola dell'Ossezia non verrà dimenticata nel tempo! -  sono peggio, molto peggio delle più feroci tra le bestie che uccidono per sopravvivere. I mostri uccidono per uccidere, e i più deboli, i più indifesi, gli inermi. Oggi gli scolari, ieri i passeggeri di due aerei, e così via giorno dopo giorno.

La vita come condanna
Non siamo d’accordo, e non solo per solite ragioni etiche, con chi dice che va reintrodotta la pena di morte. E’ quello che in tanti sono abituati a cercare con un po’ di esplosivo addosso o su un’autobomba. Sarebbe un regalo per loro la condanna a morte. La loro condanna, se li si prendono, deve essere l’ergastolo con i primi anni, mica pochi, in assoluto isolamento e senza le garanzie generosamente introdotte nella legislazione italiana. E in carceri isolati, magari in qualche isoletta, ove concentrare questi campioni dell’efferatezza, quale sia il Paese europeo che li ha condannati.

Manicheismo sacrosanto
Di fronte ad una escalation senza precedenti non c’è spazio per i se o i ma. Chi ne tira fuori qualcuno sta, di fatto, con giaguaro e come tale ha da essere considerato, chiunque sia. Quello che è successo in Francia è illuminante. Il nostro giornale lo aveva auspicato per l’Italia, ove è avvenuto solo in parte. In Francia c’è stato fronte unico, compresi i rappresentanti dei 5 milioni di extracomunitari che vivono al di là delle Alpi.
Quanto ai quaquaaracqua che non mancano mai e che pensano che magari la Cecenia è ben lontana da noi, così come l’Irak e via dicendo, tagliamo la testa al toro ed assegniamo subito a loro il duplice trofeo, del tonto e del vigliacco. Del vigliacco per un atteggiamento da struzzo, da chi cioè nasconde la testa sotto terra per non vedere. Del tonto perché non capisce che, rotti i confini, tutti, persino quelli della coscienza, nessuno è più al riparo e la ferocia cieca può abbattersi ovunque.
Sacrosantamente dobbiamo dividerci in due, chi è di qua e chi è di là.

Pacifisti a gogo
Forte polemica a sinistra perché qualcuno ha chiesto conto ai pacifisti e ai loro mallevadori politici dove sono finite le bandiere arcobaleno in questi tempi in cui ci sarebbe stato parecchio da fare per il movimento pacifista vista la successione di atti di ferocia criminale, di eventi sempre peggiori, fino al più odioso di tutti, contro i bambini. Tranne le ACLI tutti zitti, forse perché questa volta non c’era da sparare contro gli americani.
Autosqualifica del movimento italiano, al contrario di quello francese sceso in piazza in unità di intenti generale, maggioranza e minoranza, francesi ed extracomunitari, tutti insieme.
In Francia però non hanno gli Agnoletto, ieri in piazza, oggi negli eleganti, e lucrosi, abiti di parlamentare europeo.
Il no-global di ieri, il deputato in doppiopetto di oggi ha in Internet un sito all’indirizzo http://www.vittorioagnoletto.it/ L’abbiamo visitato. In alto a destra la data, 3 e 8 settembre 2004, ma neppure una parola sulla tragedia di Ossezia. Evidentemente quella che conta è la manifestazione a favore della resistenza irakena, quella che ha ammazzato Quattrocchi e Baldoni insieme a molti altri, che si dovrebbe tenere a Milano il prossimo 25 settembre.

Il rapimento delle due ragazze italiane
Si dovrebbe tenere. Il condizionale é d'obbligo dopo il rapimento nelle scorse ore delle due volontarie italiane. Due pacifiste, genuinamente operanti a favore della gente irakena da anni, rapite a freddo con preciso calcolo e da taluni persino definite spie e cose di questo genere.
Un'ipotesi inquietante: i rapitori si tengono le due donne e stanno zitti. Le trattano bene anche perché potrebbero un dopodomani far comodo magari come merce di scambio, ma le tengono sequestrate. Non dicono niente. Lasciano le famiglie, ma quel che più conta, il Paese intero, i governanti anche di altri Paesi, le organizzazioni di volontariato, nel buio totale. Se poi la tensione dovesse diminuire basterebbe un niente, magari pochi secondi di un video recente, per riacutizzarla.
Uno strano silenzio in Italia su un particolare di grande preoccupazione. Abbiamo sentito in TV e letto sui giornali della vastissima espressione di solidarietà, in tutto il mondo, ed in particolare i pronunciamenti di insigni personalità e del mondo musulmano e dello stesso Irak.
Non abbiamo sentito, né abbiamo trovato sui giornali una bruttissima e purtroppo significativa notizia: tutti i giornali irakeni - tranne uno che ha pubblicato un trafiletto - hanno ignorato il sequestro delle due ragazze italiane.
E, in un certo senso, ne hanno ben d'onde visto lo stillicidio di questi rapimenti e, in parte, di barbari assassinii.
Vanno bene per carità tutte le prese di posizione, anche quelle degli Iman e delle Associazioni musulmane, che comunque non spostano di una virgola il problema. Andrebbe meglio però andare a finire sulla stampa irakena, a costo di comprarne pagine e pagine.

Irak e quasi fantapolitica
La realtà vera é che, come scritto prima della guerra, eliminato Saddam in Irak non ci sarebbe stata una classe dirigente pronta a prendere le redini del Paese. Altra cosa che nessuno dice o scrive é che intanto il Partito Baath si sta riorganizzando e, a quanto si é saputo, in modo molto sofisticato e riservato. Questo vuol dire che se per caso si aprisse veramente, come dichiarato, il processo a Saddam prima delle previste elezioni, la situazione rischierebbe di diventare caldissima.
Ormai il bandolo della matassa é definitivamente smarrito. Viene il dubbio, anche se può sembrare fantapolitica, che resti una sola strada da percorrere. Se n'é parlato poco, ma sta il fatto che ad un certo punto gli americani si sono accorti che per rimettere insieme qualcosa di sufficientemente valido, per Polizia ed Esercito irakeni non c'era altro da fare che richiamare in servizio poliziotti e militari di Saddam, generali compresi.
E se pur di uscire da un terrificante ginepraio con l'impressionante stillicidio di vite umane prevalesse negli Stati Uniti il pragmatismo - e l'insofferenza del contribuente americano visto che finora se ne sono andati in fumo 200 miliardi di dollari - e quindi una soluzione quasi fotocopia rispetto a quella di Polizia ed Esercito?
In altri termini: "Baath, pensaci tu!".

Non ci sono più vie di mezzo
(e, due, quasi fantapolitica)

Tornando all'orrorismo risulta chiaro ed evidente, escluso chi ha, come si suol dire, le fette di salame sugli occhi, che non ci sono più vie di mezzo. Sentiamo la gente condividere la scelta di Putin, simile a quella di Bush dopo l'11 settembre, di andare a colpire, preventivamente, le basi dell'orrorismo in qualsiasi parte del mondo:
I mostri sono infatti fra noi perché sono nel pianeta, ovunque potendo colpire. Non ci sono solo Irak e Cecenia, Israeele e Palestina, Irlanda e Paesi Baschi e via dicendo. L'orrorismo ha colpito duro in Spagna, ha colpito treni ed aerei, manca solo una nave, ma arriverà anche quella.
Può toccare a chiunque. E non é vero che sia solo l'Occidente sotto pressione. Il maggior pericolo lo corrono alcuni Stati arabi, cosiddetti moderati, quelli con i quali da tante parti si dice ora che bisogna dialogare per marciare insieme (per la verità é quello che l'Italia ha sempre fatto sino a poco tempo fa...). Occorre però un notevole sforzo di fantasia quale i nuovi scenari repentinamente delineatisi richiedono.
Ad esempio, da dove cominciare? Qualcuno, per la seconda volta, penserà che stiamo facendo ancora fantapolitica mentre non facciamo altro che guardare con occhi attenti un momentino oltre la punta del nostro naso. Cominciamo con la Siria, uno dei "Paesi-canaglia" secondo gli USA all'indomani dell'11 settembre. Contro l'orrorismo, senza patria e senza frontiere oltre che senza anima e senza coscienza, si tratterebbe di un'alleanza reciprocamente utile e strategicamente fulcro di quella leva che, messi da parte i Rumsfeld di turno ma anche una certa categoria di intellettuali e intellettualoidi, destinata a far pagare agli orroristi il fio dei loro delitti contro l'umanità.
Alberto Frizziero

P.S. Bush ha ammesso qualche giorno fa che sono stati fatti errori nella previsione del dopoguerra. Dopo di lui lo ha ammesso quel Rumsfeld che sprezzantemente definì "le voci della vecchia Europa" gli inviti che venivano dal vecchio continente, a nome del quale il Presidente della Commissione Europea rispose che si trattava invece delle "voci della saggia Europa".
Abbiamo scritto che se Bush avesse letto allora  La Gazzetta di Sondrio.e fatto tesoro delle analisi del giornale non si sarebbe cacciato così maldestramente in un ginepraio molto più pesante e grave di quel che non appaia. Battuta analoga per Rumsfeld...


GdS 10 IX 04 - www.gazzettadisondrio.it
_____________________________________                    

                                 Torna all'indice generale

                                 Torna a indice editoriali

                                 Torna alla prima pagina

Q