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Caduti in Irak: grande cuore d'Italia
di Alberto Frizziero

 

Ci hanno restituito il vero volto dell’Italia e degli italiani.
Nei cromosomi le radici della nostra cultura che viene da un tempo lontano.
Roma, faro di civiltà che non respingeva gli altri ma li assimilava, rispettandone credenze, costumi, abitudini e concedendo loro quanto più ambito ci fosse: con il “cives romaus sum” la cittadinanza imperiale.. Altre civiltà vi sono state nella storia ma nessuna di esse con il respiro e la grandezza di quella romana.
Venezia, con un ordinamento circolare, l’unico e senza uguali in tutto il corso della storia.
Gli stessi Borboni ingiustamente vituperati dal malvezzo della storia che premia i vincitori e colpisce gli sconfitti. Borboni di una grandezza che risulta ancora in gran parte sconosciuta.
La grandezza di quel centro Italia che non si chiama solo Firenze ma ha intorno una magnificenza che giunge sino alle piccole Signorie come quella di Urbino.
La singolarità culturale della Sicilia, le Corti Estense, di Parma e Piacenza, di ..
E poi il respiro di Roma, anche in alcune contraddizioni dello stesso Papato.
Non c’è solo un patrimonio architettonico, di reperti archeologici, di mattoni, muri, dipinti, sculture, incunaboli. C’è un’orma indelebile, c’è, si direbbe oggi, un timbro, almeno, DOCG.
Ed è quello che ci ha fatto grandi senza la supponenza degli inglesi, la vocazione alla grandeur dei francesi, il rigore tedesco meraviglioso nell’efficienza ma altrettanto terribile se male diretto, la monetizzazione esasperata degli americani. Grandi per e con una nostra vocazione permanente all’umanità con il nostro gesticolare, con il nostro sorridere, talora con il nostro urlare, anche con le nostre confusioni, con il nostro fare talvolta trasandato, ma avendo assimilato, più dì ogni altro e tutti, credenti e no, il messaggio d’amore che da una Croce in Palestina è giunto, scegliendo come sede di propagazione, anche nel martirio, le rive del Tevere, scegliendo gente portata a far suo quel messaggio.
C’eravamo dimenticati accanto ai nostri difetti all’onore delle cronache di avere anche grandi virtù.
Sono emerse, tutte d’un colpo, quasi a sorpresa.
Un saggio scrisse che i venti soffiano sempre più forte sulle cime più alte.
Il vento ha soffiato, forte, anzi fortissimo, e ci siamo accorti che le nostre cime erano e sono le più alte. Popolo di navigatori, di santi, d’eroi?
Popolo grande, senza attributi, grande perché di grande, grandissima umanità.
Ci ha fatto piacere la presenza anche di qualche voce, straordinariamente minoritaria oltre ogni immaginabile previsione, dissonante, fuori dal coro. Ci ha fatto piacere perché ha evidenziato in maniera clamorosa il valore autentico che ha accomunato la stragrande maggioranza degli italiani in un modo che nessuno avrebbe immaginato.
Pietas per i Caduti, onore al popolo italiano.
Alberto Frizziero

GdS 18 XI 03 - www.gazzettadisondrio.it
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