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Il Paese va male. Le cose che non vanno. Occorre unire gli sforzi. Occorre anche parità in tante cose, quella che non c'é con la Cina,
che quindi ci frega (1)

di Amarilli

 

Sull'orlo del precipizio

Il Paese va male. Il segno meno per la Bilancia Commerciale è una mazzata, ma anche un richiamo perché c’è una serie di cose che non dipendono da chi governa. Almeno su queste sarebbe bene che a Roma si mettessero d’accordo. Per litigare ci sarebbe il resto!
Vediamo qualche punto cominciando, questo numero, con la ex-Compagnia di bandiera italiana cui seguiranno poi gli altri che sinteticamente richiamiamo:

Alitalia.
Trenitalia.
L’erba del vicino è sempre più verde
Cina, India e compagnia bella. C’è che ha interesse ad esportare…
Linea spregiudicata, “aziendale”, delle multinazionali e conseguenze.
Vendita Poste ecc. Basta solo per un anno.
Basta con le non-responsabilità individuali
Basta con interruzioni stradali o ferroviarie, quale sia la ragione.
Il CSM critica una non-legge, visto che il Parlamento sta ancora discutendo.
Sentenze a capocchia
Radicali a tutto campo. Figaro qua, figaro là, tutti mi cercano (come credeva…)
Referendum. Una campagna: abrogare i radicali (quelli alla Pannella, lasciando quelli alla Bonino o alla Della Vedova)
Targhe alterne e tutto il resto..
Rifiuti ecc. Sempre a casa altrui L’erba del vicino è sempre più verde

Alitalia
Cominciamo da Alitalia. Sul prossimo numero continueremo con il resto.
Il leader della CGIL Epifani dichiara di temere per Alitalia, che si riesca cioè a salvarla. Pressoché contemporaneamente, ad opera del SULT, si incrociano le braccia.
Lo sciopero degli assistenti di volo Alitalia del 21 febbraio, ha prodotto la cancellazione di quasi il doppio dei voli di cui era stata programmata e annunciata la non effettuazione (90), con ulteriore colpo alla credibilità presso la clientela.
Circa un anno fa scioperi selvaggi perché Alitalia voleva ridurre gli assistenti di volo da quattro a tre (Ryanair che va a gonfie vele ne ha due) Val la pena di ricordare la situazione: pur avendo ridotto nel quarto trimestre 2004 il numero dei dipendenti di 862 unità, con un costo del lavoro diminuito del 10%, restano tuttora in forza alla società 19.896 (un'altra fonte ne dà in forza, allo scorso 31.12, 20.575 dipendenti per trasportare circa 20 milioni di passeggeri.. Ryanair vola di più, trasporta più passeggeri (27-28 milioni) e ha molti, molti, molti dipendenti in meno…
Nel 2004 Alitalia ha registrato, a livello di risultato ante componenti straordinarie ed imposte, una perdita di 462 milioni di euro con un calo notevole dei passeggeri, di poco sopra i 10 milioni nel primo semestre. La perdita risulta minore di 53 milioni di euro al 2003 ma resta sempre spaventosa.
I fattori sono molteplici ma non sembra che i dipendenti abbiano capito che la società è sull’orlo del precipizio e che l’Europa non consente quello che una volta era norma, ossia che sia Pantalone a pagare, cioè tutti noi.
Recentemente, per stare al personale, è intervenuto un accordo sindacale con una serie di concessioni da parte dei sindacati.
Apprezzabile tutto questo ma non ci va che, elevando il numero di ore volate, si arriverà a 900. Pensiamo infatti che un metalmeccanico ne lavora almeno il doppio e un artigiano il triplo.
Apprendiamo inoltre che 1750 dipendenti si trasferiranno a Malpensa. Era ora. Vedere sugli aerei Alitalia in partenza da Roma interi equipaggi di aerei che dalla loro sede, appunto Roma, si spostavano a Milano (con tempi ovviamente conteggiati come lavoro) per volare per le destinazioni assegnate, era una cosa da fine del mondo. E per la verità era saltato fuori che erano scontentissimi anche loro, almeno quelli con i quali ci è toccato di parlarne in volo.
Non c’è solo questo tipo di problemi.
La flotta del Gruppo Alitalia, al 23 settembre 2004, era composta da 193 aeromobili, di cui 23 impegnati sul lungo raggio e 170 sul breve medio raggio. 10 tipi diversi aerei e con il B 777 undici.
Cosa vuol dire questa varietà è presto detto. Ora verrà trasportata la sede delle manutenzioni per due tipi di aerei a Malpensa. 16.000 ricambi. Dunque sedi diverse di manutenzione, gamma enorme di ricambi.
Ryanair,quasi 27 milioni di passeggeri negli ultimi 12 mesi . considera l’Italia un mercato molto importante (7.5 milioni di passeggeri nel 2004 e previsione di 10 milioni nel 2005 su 62 delle 210 rotte che la Compagnia ha in diversi Paesi). Non ha dieci (più uno) tipi di aerei ma un solo tipo: il Boeing 737, di cui ne ha 75 e ne ha ordinati altri 89.
Possiamo anche capire i dipendenti Alitalia dato che stringer la cinghia non piace a nessuno. Ma se i dipendenti non la stringono e i manager non prendono provvedimenti coraggiosi addio ex Campagnia di Bandiera.
Fino a ieri ha pagato Pantalone, cioé tutti noi. Oggi l'Europa impedisce di continuare a farlo. Ahimé, chi é causa del suo mal... con quel che segue.
Amarilli

GdS 28 II 2005 - www.gazzettadisondrio.it
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