Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Chi può salvare la cultura occidentale? E se si riuscisse a costruire un'alleanza tra Chiesa Cattolica e Massoneria (e tra Massoneria e Chiesa Cattolica)?
Primo articolo
di a.f.

 
I futuribili - Le Marais, la Palude - Non provocazione o boutade ma seria anticipazione - Massoneria e religione oggi ( posizioni ufficiali) - Dall'allocuzione 2004 del Grande Maestro avv. Gustavo Raffi - Tre motivi di riflessione

I futuribili
Il problema cui pochi dedicano attenzione è quello dei futuribili che non sono una sorta di gioco d’azzardo con il tempo che verrà o un esercizio mutuato dalle centurie di Nostradamus.
I futuribili sono, come da etimologia, i “futuri possibili” e i futuri possibili richiedono, per essere disegnati, non solo accuratezza di analisi ma metodologie appropriate. Il primo aspetto é che nel formulare ipotesi e valutazioni bisogna staccarsi dal contesto attuale e cercare di porsi avanti nel tempo.
Oggi in Italia abbiamo – esemplificazione – un extracomunitario regolare su 22 italiani. Qualsiasi futuribile relativo al, poniamo, 2015 deve dare per acquisite due cose: che questo rapporto sia salito a 1 su 16 circa nonché la crescita, avvenuta e in corso, nella scala sociale, elementi di scenario tutt’altro che irrilevanti. E magari anche che nel 2015 la presenza economica, e quindi anche politica, di altri Paesi, in particolare della Cina, sarà ben diversa dall’attuale con i condizionamenti d'ogni tipo conseguenti. E magari anche che in tale data comincerà a porsi il problema della sostituzione progressiva del petrolio come fonte energetica. Eccetera, eccetera.
La ricerca dei futuribili sarebbe oggi, come non é, una priorità  quantomeno per chi é attento al domani di figli e nipoti.

Le Marais, la Palude
Nel tempo rivoluzionario  in Assemblea Nazionale di Francia con Girondini e Montagnardi c’era quel gruppo numeroso di deputati, gruppo chiamato per l'incertezza, la titubanza, la cautela e quant'altro “la Palude”, “le Marais”; “la storia passava davanti a loro e loro manco se ne accorgevano.
Si suol dire della storia “magistra vitae” ma poi raramente si fa tesoro di questa attribuzione. La storia insegna. La storia ammonisce. La storia stimola la riflessione dei riflessivi. Sbaglieremo, ma non vogliamo imitare quelli del Marais.
La storia ci sta passando davanti, e in termini, ahimé, tutt’altro che lusinghieri per quella che potremo chiamare la civiltà occidentale, sulla via del declino. Paradossale, si può pensare, che si parli di declino nel momento in cui per la prima volta il nostro continente – 25 Paesi per ora - si unisce, in cui l’Europa si dà un’ordinamento, creando premesse per ulteriori passi in avanti, sostanzialmente per un’Europa federale. Tutt’altro che paradossale. Queste novità sono infatti, in parte, figlie di quel declino di cui si diceva dianzi, che è già iniziato, che viene esorcizzato da chi ne avverte l’incombere.
Il declino è celato, è dentro, è un tarlo, ad esempio, nascosto dalla parola diritti, da quei diritti che sempre più in alto e in largo vengono rivendicati mentre sempre più sommesso è il richiamo ai doveri. Ne parleremo nel terzo e conclusivo articolo. in cui verrà dimostrato l’assunto, sintetizzato nel titolo.

Non provocazione o boutade ma seria anticipazione
Lo scrivente - bene avvertirlo - è nel pieno possesso, poche o tante che siano, delle facoltà mentali.
L’anticipazione è seria.
Non si tratta né di una provocazione né di una boutade. Come si suol dire van messe nel conto critiche da destra e da sinistra, e magari dire critiche per qualche caso potrà essere ancora dir poco. Ai critici chiediamo solo di aver pazienza, anche perché se anatemi ci sono da lanciare farlo oggi o fra venti giorni non cambia niente.
Letto il presente articolo, il secondo su intolleranza religiosa e principi, il terzo destinato a tirare le somme, solo allora sarà il momento di tirare le pietre, confidando che almeno due o tre su cento lettori non si dice condividano ma quantomeno siano indotti a riflettere. I lettori di questo giornale d'altronde sono abituati alle anticipazioni. E finora non sono mai stati delusi. Per quella presente occorrerà aspettare un po' di tempo, ma l'esito non sarà dissimile dai precedenti casi.

Massoneria e religione oggi ( posizioni ufficiali)
C’era chi, fino a non molto tempo fa, festeggiava il 20 settembre per quella breccia di Porta Pia infilando la quale i bersaglieri di Raffaele Cadorna aprirono “la questione romana”, con grande soddisfazione di tutto il mondo anticlericale italiano mentre il Papa scomunicava e invitava i cattolici a non entrare in politica e via dicendo.
In realtà avrebbe dovuto essere la Chiesa a inserire la data del 20 settembre fra le sue feste più importanti dell'anno: fausto giorno quello della cancellazione dell'anomalo potere temporale dei Papi!
L'anticlericalismo di casa nostra, in gran parte diverso da quello figlio dell'illuminismo, ha la sua genesi, quasi come elemento costitutivo del DNA, specialmente nei territori dello Stato Pontificio per una esecrabile commistione tra acro e profano. Un accenno solo: si pensi alla Serenissima Repubblica di Venezia, aperta ad ospitare i vari Paolo Sarpi, spiriti liberi e a rischio altrove di rogo Savonaroliano, prima ad ospitare gli Ebrei, sia pure nel Ghetto, ma primi, eppure con alto senso della religiosità pubblica e privata senza frange di anticlericalismo. Una Serenissima Repubblica ripetutamente scomunicata per cose che con l'anima non c'entravano nulla ed avevano invece attinenza con Ferrara, i confini e via dicendo...
L'anticlericalismo ostentato era figlio di questa particolare situazione italica. Vale la pena di ricordare come Vittorio Emanuele III, firmato l'11 febbraio 1928 il Concordato e data la mano al Cardinale Gasparri, plenipotenziario del Vaticano, avesse vistosamente fregato la sua mano sul non lungo pantalone destro per pulirla da questo insano contatto con il cardinale... Ma magari vale anche la pena di ricordare un altro episodio, marginale, di periferia ma pur esso significativo quanto quello che aveva visto protagonista il Re d'Italia. Una gustosa cronaca di fine ‘800 sul giornale massone valtellinese, ….. consultabile nella Biblioteca di Villa Quadrio a Sondrio, che riferiamo nella sostanza (con la precisazione che il nominativo del “prete”, che poi era l’Arciprete di Sondrio, è nascosto nei recessi della memoria, per cui ne usiamo uno a caso):
“Il giorno… tale Antonio Rossi , di professione prete, camminando in Via Scarpatetti è scivolato finendo a terra.
Nell’occorso si è prodotto la rottura del femore.
Ben gli sta!”
Indubbiamente nelle diverse logge massoniche, compresa la "Maurizio Quadrio" di Sondrio, quest'anticlericalismo era, di fatto, di casa e il sentimento ostile era vivacemente ricambiato dagli ambienti cattolici nei confronti della Massoneria (l'opposizione che essa trovò in altri ambienti, compreso il Fascismo che le fece una lotta senza quartiere, aveva - e, per quello che resta di questa opposizione in taluni ambienti -, ha, ben altre motivazioni).
E' bene, sondando i futuribili, andare a vedere come sia la situazione oggi, in un momento cioè in cui molti sono rimasti ancorati a quello stereotipo, in questo campo come magari per altri settori.

Dall'allocuzione 2004 del Grande Maestro avv. Gustavo Raffi
A questo punto crediamo che non vi sia modo migliore per puntualizzare la situazione attuale che rifarci a posizioni ufficiali.
Non interpretiamo ma riferiamo, con una sintesi dell'amplissima allocuzione 2004  - Rimini“ del Grande Maestro del Grande Oriente d’Italia - Palazzo Giustiniani, avv. Gustavo Raffi.

Dall'allocuzione 2004 del Grande Maestro avv. Gustavo Raffi
Religione. <
La nostra Istituzione che, non a caso, si colloca tra le Massonerie “regolari”, opera Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo; ossia essa non solo non è affatto atea o agnostica, ma pretende che tale divino principio sia accolto da colui che intenda appartenervi.
La Massoneria, quindi, non solo non si oppone al concetto di Dio, né intende a priori razionalizzarlo in forma deista, ma non si oppone affatto né alla religione in generale, né in particolare a quella cristiana e segnatamente a quella cattolica.
Leggende. Le leggende che tuttora circolano in merito all’ostilità della Massoneria nei confronti del Cristianesimo sono purtroppo fondate su malafede e ignoranza e talora su entrambe. Non a caso le regole fondanti della Massoneria universale sono state redatte da un pastore protestante e quindi ben difficilmente esse potevano risultare antitetiche allo spirito del Cristianesimo, visto poi che negli anni successivi anche i cristianissimi sovrani del Regno Unito ebbero modo di unire il governo della Chiesa d’Inghilterra a quello della Gran Loggia del loro Paese.
Logge cattoliche. Ricordiamo, inoltre, come tra fine ‘600 ed inizi del ‘700 l’esistenza di Logge cattoliche, ben documentata, ad esempio, quella di Giacomo Stuart proprio presso il Vaticano, fu una realtà che purtroppo è nota solo agli studiosi.
Come dimenticare allora che alla metà del secolo dei Lumi una parte non insignificante dell’esoterismo cristiano, tanto di segno protestante che cattolico, trovò proprio nella Massoneria uno spazio di dialogo e di dialettico confronto con altre correnti di pensiero, in un duetto tra Schwärmerei e Aufklärung che ha costituito una sfida intellettuale significativamente complessa e di profondo interesse anche per molti studiosi contemporanei?
Ineludibilità. Tale realtà storica può forse essere ingombrante e spiacevole per alcuni, ma resta ineludibile, così come ineludibile è il fatto che per molta parte del XVIII secolo, e non solo, la storia della Massoneria universale si è strettamente intrecciata con quella del Cristianesimo; il fatto che ciò possa a taluni anche non piacere (o seriamente dispiacere), non riesce altresì a mutare la realtà e i dati della storia.
Innanzitutto dobbiamo considerare la novità rappresentata dall’interculturalismo massonico, dalla sua capacità di unire Cattolici e Protestanti, di ammettere nel contesto di un’associazione europea, e quindi originariamente di estrazione e ispirazione cristiana, anche gli ebrei ed i musulmani, di saldare poi aristocratici, borghesi e ceti popolari in un progetto di emancipazione dell’umanità, in un’unica catena d’unione;
Sfide temibilio. Entrati nel XXI° secolo, in un’Europa rinnovata e in presenza di drammi e sfide di proporzioni molto più temibili e serie, già da tempo e in modo chiaro noi precisiamo che le nostre finalità non hanno nulla di contrario alle religioni, né in particolare alla Chiesa Cattolica.
Noi ci distinguiamo come Istituzione che dichiara di non possedere una verità, ma non ne neghiamo affatto l’esistenza; anzi, ci riuniamo proprio nella speranza di poterci avvicinare ad essa, né chiediamo a chi diviene Massone di rinunciare al suo “credo”.
Non riusciamo, quindi, a comprendere come sia ancora possibile, se non per ignoranza o malafede, che si possa affermare che la Massoneria sarebbe incompatibile con il Cristianesimo, quando coloro che la fondarono furono tutti cristiani, oppure quando si asserisce che essa imporrebbe un razionalismo univoco, negatorio delle verità di fede.
Solo una Massoneria viva e partecipe della e nella società, una Massoneria spiritualmente colta, profonda per valori etico-morali, crescerà come Comunione unicamente interessata all’esoterismo, allo sviluppo della cultura esoterico-filosofica, latomistica e quindi esclusivamente dedita alla diffusione e promozione di tutti quei valori di tolleranza, libertà, uguaglianza, dialogo civile e fratellanza che ci accomunano.
Questo nostro modo d'agire, che si concreta rispondendo alla denigrazione ed alla disinformazione con un’azione capillare di informazione e di promozione dei valori massonici, non è affatto particolare, ma risponde fedelmente allo spirito dei nostri rituali, secondo i quali l’iniziando non può essere ignorante in materia di Massoneria, ma deve conoscerne “la storia e le sue finalità”.
La guerra globale. La guerra globale, che il terrorismo oggi propone, si sta progressivamente realizzando — come avevamo con allarme già paventato nell’allocuzione del 2003.
Ciò, infatti, sia perché la cultura nichilista, criminale, intollerante, genocida dei terroristi, soprattutto quando la loro azione tramuta tutto e tutti in un bersaglio privo di soggettività, ma valido soltanto in quanto umano e vivente, è assolutamente antagonista ai valori propugnati dalla Libera Muratoria Universale, ma anche perché la stessa Massoneria universale, proprio a causa delle idee che essa ha professato e con maggior forza professerà in futuro, è divenuta di fatto un bersaglio.

Massoneria nei paesi islamici, Il ruolo della Massoneria nei paesi orientali e soprattutto islamici, spesso veicolo di diffusione del parlamentarismo e di ideali costituzionali e democratici, di idee giuridiche e filosofico-sociali volte a introdurre norme e categorie del diritto laiche e sovra-religiose, improntate a principi universali assimilabili a quelli contenuti nella Carta dei diritti dell’uomo, non ha soltanto avuto un riconoscimento positivo, ma ha anche suscitato un odio profondo in coloro che vedono indistintamente nella cultura laica dell’Occidente un pericolo esiziale e quindi da affrontare radicalmente. Anche la Massoneria rientra pienamente tra questi pericoli e, non a caso, proprio in Turchia, Paese che con grandi difficoltà, ma con indubbio coraggio cerca di trovare una sua via per l’Europa, la Massoneria, che tanta parte ha avuto nella sua storia, viene non solo indicata come bersaglio, ma anche colpita direttamente.

Massoneria di sociabilità. La Massoneria è uno spazio di sociabilità fortemente educativo e latore di valori etico-morali di apertura intellettuale, di tolleranza, di laicità e interculturalismo. Per questo essa da diversi secoli ha raccolto e raccoglie nel suo seno ed affratella cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, induisti, zoroastriani, sikh e membri di altre antiche religioni; per questa stessa sua peculiarità la Massoneria è, altresì, contraria ad ogni facile demonizzazione e semplificazione criminalizzatrice della complessità rappresentata dal mondo islamico, al cui interno scorre un filone non solo moderato e laico, ma anche profondamente stimolante dal punto di vista dell’elaborazione filosofica ed esoterica e che deve nettamente essere distinto da una minoranza fondamentalista e autoreferenziale, la quale, attraverso il linguaggio della violenza, intende chiamare a raccolta ed unificare componenti culturali che sono estremamente eterogenee.
I valori. Dobbiamo con tutti i nostri mezzi favorire l’impegno dell’O.N.U., della Comunità Europea e dello Stato Italiano nella creazione di un clima capace di generare una sensibilità antagonista rispetto ai non-valori dell’eversione, dell’intolleranza, del fondamentalismo religioso e politico. E’ nostro dovere proclamare e diffondere i valori massonici della pace, della tolleranza, del rispetto tra culture e del ripudio dei mezzi di sopraffazione, ma anche la difesa rigorosa della democrazia, delle regole del parlamentarismo, della Costituzione, dei diritti umani, in uno sforzo che, nel rispetto dello Stato e della legalità, esalti al contempo anche quei concetti universali del diritto e della filosofia che impediscano l’insorgenza di nuovi e opposti fondamentalismi, di nuove e malcelate forme di intolleranza.
Etica di frontiera. La globalizzazione e la multietnicità sono inarrestabili; a noi il compito di instradare questo processo secondo un percorso di pace, di conoscenza e di rispetto e non costruendo nuovi ghetti o nuove forme di apartheid scolastico, in cui ogni religione possa alzare le mura della propria scuola. Quale società nascerebbe allora da questo modello? Non una società complessa, multiculturale, sebbene stretta attorno ai valori civili della Costituzione e dei diritti umani, della legge e dello Stato, bensì una società della separatezza, dei quartieri antagonisti, delle quote suddivise tra gruppi religiosi ed etnici, del razzismo e dell’antagonismo inter-etnico.
A noi questa prospettiva pare una follia e pertanto ci sembra giusto sottolinearne la pericolosità.
Proprio per queste ragioni, già in passato, abbiamo affermato che quella che perseguiamo è un’etica di frontiera, perché non resta chiusa in se stessa, non è definitiva ma soggetta a mutamento, come fonte continua di valori correlati ai processi globali di cambiamento della condizione umana. Un’etica, quindi, che poggia sulle dinamiche del cambiamento e come tale è sempre innovativa ed opera come un acceleratore e non come un freno al progresso umano.

Tre motivi di riflessione
C'é, come si vede, un primo motivo di riflessione. C'é abbastanza materiale per riconsiderare convinzioni fondate magari su dati non aggiornati (non mettiamo nel conto il pregiudizio, quale ne sia l'origine e quale l'oggetto. Il discorso che stiamo facendo é serio, modesto o no che ne sia lo sviluppo. E' discorso rivolto a chi usa delle proprie meningi in modo appropriato. Chi ne ha alcune vincolate, appunto, in base al pregiudizio, d'un colore o di quello opposto, non é il destinatario delle nostre riflessioni).
Il secondo momento di riflessione verrà sul prossimo numero, sempre utilizzando le pronunce del Gran Maestro avv. Raffi, questa volta all'incontro mondiale delle Grandi Logge in quel di Santiago del Cile il maggio scorso.
Il terzo e conclusivo momento verrà nel numero successivo del giornale dove tireremo le somme, partendo dall'analisi del declino dell'Europa per vedere, futuribile prioritario, se é possibile arrestarlo, quantomeno frenarlo e chi lo può fare. Ci sono infatti la Chiesa Cattolica, la Massoneria e magari qualcun altro (oggi pochi, domani chissà).
a.f.


GdS 30 X 04 - www.gazzettadisondrio.it
____________________________________                    

                                 Torna all'indice generale

                                 Torna a indice editoriali

                                 Torna alla prima pagina