DL 'quasi Legge'. Addio controlli per acque, rifiuti, caccia, pesca, cave ed altro ancora

Spappolata la Polizia Provinciale. Per i senza-regole d'Italia festa grande!

Fra pochi giorni il Decreto Legge sarà convertito in Legge. Festa grande per la congrega dei 'senzaregole' per la norma che sopprime le Polizie Provinciali per giunta facendolo nel modo più superficialmente becero con un mix di incompetenza e di irresponsabilità. Incompetenza per evidente ignoranza della situazione, irresponsabilità per via del fatto che si elimina un efficiente e organizzato controllore del territorio senza pensare che non c'è nessuno in grado di sostituirlo in modo efficace.

La norma provvede a risolvere il problema del personale destinandolo – sempre che vi siano posti liberi in organico – ai Comuni. Si dissolve, si spappola una struttura organizzata destinando agenti di elevata professionalità specifica ad occuparsi del disco orario o di simili compiti. Lo vediamo con un esempio riferendoci alla nostra provincia. Oggi i controlli hanno un coordinamento di larga scala su un ampio territorio che per oltre il 50% dei suoi 3211,91 kmq è sopra ai 2000 metri. La Polizia Provinciale si occupa di acque, rifiuti, ambiente, boschi, flora e fauna (compresi orsi, cinghiali ecc.), cave, caccia, pesca, Protezione civile. Inoltre compiti di urbanistica, Polizia giudiziaria e Polizia stradale.
Il caso delle acque
Vediamo la situazione acqua partendo da qualche dato. La rete principale dell'Adda ha un  bacino di formazione di Km 70,390 (qui lo sviluppo dell'Adda è di km 18,600). Collettore, con pendenza media del 0,908 % Km 106,400
LUNGHEZZA TOTALE DALLE SORGENTI DI ALPISELLA A QUOTA 2239 AL LARIO, A QUOTA 199, KM 125 CON UN BACINO DI 2598 KMQ.
C'è poi la Rete secondaria con affluenti bacino dell'Adda alpino per Km 669,488, di cui 45 affluenti di destra Km. 289,661 e 60 affluenti di sinistra Km. 397,827
TOTALE CON ALTRI AFFLUENTI KM 1533,565
(Questo il dato relativo alla Valtellina cui va aggiunto quello relativo alla Valchiavenna che con i suoi 576,82 kmq è il 18% del territorio provinciale)
La Polizia Provinciale se ne occupa e, per inciso, 'alla valtellinese', con un organico cioè contenuto con altre professionalità e produttività. Via questa chi se me può occupare? Torniamo alle imbecillità da dilettanti allo sbaraglio? Torniamo cioè a dire che se ne devono occupare i Comuni? Ce ne sono 78 in provincia, una trentina dei quali sotto i 1000 abitanti, e molti magari senza un vigile. Non si può affidare il compito alla Forestale perchè, altro tonfo da dilettanti allo sbaraglio, la si sopprime e il personale viene inserito nella Polizia di Stato perdendo così il valore “di squadra” che le competenze attuali richiedono per qualità di risultati.

La ragione
Si chiedono tutti la ragione di simili cervellotiche scelte. Non ce n'è nessuna con riferimento ai contenuti. Dosse solo per questi il tempo necessario per candellare l'idiozia potrebbe variare tra i 50 r i 60 secondi. E allora perchè? Per un mezzo bluff di Renzi che quasi nessuno ha considerato. All'Europa vuola andare a dire che l'Italia sta riformandosi ed ecco sul tavolo l'exploit. Da cinque Forze di Polizia passiamo a tre. Quanto ai problemi che l'eliminazione di queste due comporta beh.... Prima o poi ci sarà un altro annuncio, no?

Mistero
Dove sono finiti gli ambientalisti, quelli che per primi dovrebbero scendere in piazza contro un sciagurato provvedimento che sembra nascere dalla lobby degli inquinatori, dei bracconieri, dei pescatori di frodo oltre tutti quelli cui fa comodo non rispettare le regole dell'ambiente, del territorio, delle cave, dei rifiuti e quant'altro?
Altro che lanterna di Diogene per trovarli!

Per fortuna la Lombardia...
Per fortuna la Lombardia quello che poteva fare l'ha fatto. Le  competenze in materia di agricoltura, foreste, caccia e pesca saranno trasferite alla Regione salvo – ecco quel che ci voleva - che per l'area metropolitana di Milano e la Provincia di Sondrio. La attuale Polizia provinciale dovrebbe quindi entrare nell'orbita delle competenze regionali evitando lo spappolamento che la bizzarra idea di qualche bizzarro essere che ha scritto il Decreto legge altrimenti inevitabile. Bizzarria infatti quella che 2700 agenti della Polizia provinciale, meno quelli attuali di Sondrio e Milano, debbano andare nei Comuni a cercare, e magari anche a pietire, un posto per andare  fare cose diverse da quelle fatte sino ad oggi con ben diversa professionalità. Sempre che la situazione dei Comuni rientri “nei limiti della relativa dotazione organica”!.

Aggiunta
Si leggono troppe inesattezze a cominciare dal dato fondamentale che è quello della sopravvivenza che, rebus sic stantibus, è a rischio salvo che a Roma, e non a Milano, si dia robustezza giuridica alla specificità delle Province montane e confinanti.
Tagliamo la testa al toro e pubblichiamo, tal quale, l'articolo del DL che ci interessa nonché la relativa parte della relazione ufficiale.
a.f.

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Documentazione
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DECRETO LEGGE 19 giugno 2015, n. 78  Disposizioni urgenti in  materia di enti territoriali  (GU n.140 del 19/6/2015 – Suppl.  Ordinario n.32)

ART. 5
(Misure in materia di polizia provinciale)
Comma 1) Ai fini del riordino di cui alla legge n. 56/14, fermo restando il riordino delle funzioni da parte delle Regioni, si prevede il transito del personale della polizia provinciale nella polizia locale municipale per lo svolgimento delle funzioni di Polizia Municipale, secondo le modalità e le procedure previste al comma 423, art. 1 della legge di stabilità 2015.
Comma 2) Tale transito avviene nei limiti della relativa dotazione organica e della programmazione triennale dei fabbisogni, in deroga alle vigenti disposizioni su limiti di spesa ed assunzioni, comunque nel rispetto del patto di stabilità e sostenibilità di bilancio.
Comma 3) Fino a totale assorbimento del personale di cui al presente articolo, viene fatto divieto agli enti locali di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale.

Dalla relazione (Atti parlamentari):
L’articolo 5 prevede, al comma 1, che il personale appartenente ai Corpi ed ai servizi di polizia provinciale di cui all’articolo 12 della legge n. 65 del 1986 transiti nei ruoli degli enti locali per lo svolgimento delle funzioni di polizia municipale secondo le modalità e le procedure definite nel decreto di cui all’articolo 1, comma 423, della legge n. 190 del 2014. La disposizione si pone in continuità con la scelta operata dal Parlamento con l’atto Camera n. 3098 (disegno di legge «Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche») ove l’articolo 7, comma 1, lettera a), espressamente prevede il riordino dei corpi di polizia provinciale escludendone in ogni caso la confluenza nelle Forze di polizia. Il comma 2 prevede che il transito del predetto personale nei ruoli degli enti locali avvenga nei limiti della relativa dotazione organica e della programmazione triennale dei fabbisogni di personale, in deroga alle vigenti disposizioni in materia di  limitazioni alle spese ed alle assunzioni di personale, garantendo comunque il rispetto del patto di stabilità interno nell’esercizio di riferimento e la sostenibilità di bilancio. Il comma 3 stabilisce che, fino al completo assorbimento del personale di cui al-l’articolo in esame, è fatto divieto agli enti locali, a pena di nullità delle relative assunzioni, di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale.

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