TUTTO AFGHANISTAN

Il guaio dell’Afghanistan sono i sunniti e gli sciiti

Il guaio dell’Afghanistan sono i sunniti e gli sciiti

(Maria de falco Marotta)  C’è pericolo che l’Afghanistan, dopo lo strazio che ha mostrato al mondo, farà da guida dei talebani sunniti e diventerà il produttore del terrorismo internazionale.
L’ isis-k è crudele, senza alcun scrupolo, non ha pietà per donne e bambini, ma conosce molto bene la sua potenza che risiede nella maggiore produzione di oppio del mondo se Cina, Russia e Stati Uniti non tengono conto di chi fornisce loro le armi. Non a caso L’ONU è un’organizzazione che non ha più senso di esistere di fronte a tali situazioni volute dalle grandi potenze.
La scadenza di fine mese non è in discussione nemmeno per i talebani che attraverso il loro portavoce hanno “chiesto agli americani di non incoraggiare gli afghani ad andarsene. Abbiamo bisogno delle loro competenza”, di fatto bloccando l’accesso all’aeroporto. Hanno poi minacciato che non ci sarà alcun governo fin quando ci saranno soldati americani nel Paese.
L’operazione di evacuazione da Kabul è tra le “più difficili della Storia“, ha affermato il presidente americano Joe Biden, sottolineando l’incertezza sull’esito finale dell’operazione. Finora gli Usa hanno messo in salvo circa 13 mila persone, facilitando anche le operazioni di salvataggio delle altre nazioni.
Ci sarebbero decine di vittime civili, mentre i talebani, hanno sostituito la bandiera della Repubblica Islamica con quella del nuovo Emirato e a Bamiyan sono state distrutte le statue in ricordo della Resistenza contro il vecchio emirato.
Cosa è successo il 15 agosto
Domenica 15 agosto 2021, a quasi 20 anni dall’attentato alle Torri Gemelle che giustificò l’invasione del Paese da parte della coalizione internazionale guidata dagli USA, possiamo dire, senza ombra di smentita, il  Paese non ha quasi mai conosciuto la pace nella sua Storia recente. A partire da questa data, per inquadrare bene e in poche righe quello che sta succedendo in Medio Oriente, possiamo muoverci (poco) in avanti e (molto) indietro, per capire cosa è stato prima e cosa verrà dopo.
Chi sono i talebani e cosa c’entrano con Bin Laden
Si tratta di un gruppo fondato nella città afghana di Kandahar nel 1994 da Mohammed Omar, uno dei guerriglieri di ispirazione islamica (mujaheddin) che avevano combattuto contro l’occupazione sovietica dal 1978 al 1989. Da una 50ina di studenti, che hanno rappresentato il gruppo iniziale, i talebani sono cresciuti grazie al supporto della popolazione locale. L’obiettivo dichiarato era quello di ripristinare l’ordine dopo l’abbandono dell’Afghanistan da parte dei sovietici e la formazione di un governo capace di sorvegliare sull’applicazione della legge islamica (molto dura,  la Sharia) nella sua interpretazione più rigida. Dopo l’abbandono dei sovietici, i talebani occuparono Kandahar e Kabul (nel 1996), imponendo esecuzioni pubbliche per chi trasgrediva le regole e obbligando le donne a indossare il burqa e gli uomini a farsi crescere la barba. L’Emirato Islamico fu fondato proprio con la presa di Kabul.
Cosa è successo prima del 15 agosto 2021: dall’Emirato del 1996 a quello del 2021
Nel territorio amministrato dall’Emiro, non era possibile assistere a nessuna forma di spettacolo, neanche al cinema o in televisione, fu vietata – almeno formalmente, perché dietro le quinte proseguiva – la coltivazione del papavero da oppio mentre alle donne fu imposto il divieto di guidare, truccarsi e vedere uomini che non fossero parenti o il marito. Sempre dal 1996 i talebani ospitarono le basi dell’organizzazione terroristica Al Qaeda, fondata da Osama Bin Laden, lo yemenita che aveva finanziato la resistenza dei mujaheddin contro i sovietici con i soldi dell’impresa di costruzioni di famiglia. Dall’Afghanistan, Bin Laden organizzò gli attentati dell’11 settembre del 2001 alle Torri Gemelle.
Dopo l’attentato, gli Stati Uniti e il Regno Unito, per primi, invasero l’Afghanistan e rimossero i talebani al potere. In fuga da Kabul, i capi prima al governo si organizzarono nella parte a Est del Paese, da entrambi i lati del confine con il Pakistan, anche grazie ai servizi segreti pakistani. Mentre la leadership centrale dei talebani comandava al di là del confine, i talebani non hanno allentato la presa sulla totalità del Paese, dando vita a un governo sotterraneo in grado di sfruttare i proventi di miniere e oppio per finanziare la guerra di logoramento agli americani: sul fronte occidentale prima Obama, poi Trump hanno annunciato il ritiro delle truppe a stelle e strisce dal suolo straniero e da una guerra finanziariamente e umanamente non più sostenibile. Joe Biden è poi passato ai fatti, ma la sua fuoriuscita da un territorio in cui i talebani non erano mai stati definitivamente messi fuori dai giochi non ha fatto i conti con l’impreparazione e la debolezza del governo centrale e la disorganizzazione dell’esercito governativo, che è caduto in pochi giorni sotto i colpi della straordinariamente rapida avanzata dei talebani.
Isis-K, chi sono i terroristi di Kabul che odiano i talebani
Chi sono gli attentatori dell’Isis-K, il gruppo terroristico che odia i talebani. Il ramo afghano dello Stato Islamico ha rivendicato il duplice attacco kamikaze avvenuto ieri nei pressi dell’aeroporto di Kabul. Il gruppo di “fondamentalisti reietti” delusi per “l’indulgenza dei loro comandanti” raccoglie estremisti dall’Afghanistan, Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan e Pakistan.
Anche il presidente americano Joe Biden ha attribuito la strage all'Isis Khorasan, giurando vendetta nonostante il ritiro delle truppe confermato per il 31 agosto.L'Isis-K (o Iskp) è un gruppo terroristico che fa capo alla provincia di Khorasan. Da alcuni giorni si attribuiva a questo ramo dei fondamentalisti l'intenzione di compiere un attentato suicida. Il gruppo terroristico che raccoglie miliziani afghani dell'Isis e i "delusi" da al-Qaeda reputa i talebani "infedeli", in quanto troppo indulgenti nelle trattative con gli occidentali. In particolare, puntano il dito contro l'accordo di Doha del 2020 stipulato con gli Stati Uniti di Donald Trump. Il 29 febbraio 2020 l'ex presidente ha stabilito la fine del conflitto armato in Afghanistan iniziato nel 2001 disponendo il totale ritiro delle forze armate americane dal Paese.
Chi sono e cosa vogliono i miliziani dell'Isis afghana
Obiettivo di questi fondamentalisti sono gli occidentali, gli afghani che hanno collaborato con la comunità internazionali e gli stessi talebani, considerati musulmani infedeli che "trattano con gli americani". Il gruppo terroristico è guidato da Shahab al-Mujari da circa un anno e mezzo. Si tratta di un ex militante di al-Qaeda che ha permesso all'Isis-K di rappresentare nuovamente una minaccia per i talebani ormai al potere. L'organizzazione nasce nel 2015, quando alcuni qaedisti pakistani e militanti afghani dell'Isis si incontrano per dare naturalmente vita a un nuovo ramo terroristico di "delusi" dai gruppi correnti. I miliziani sostenevano di non ritrovarsi più nelle azioni dei loro comandanti, ritenuti troppo inclini alle trattative con gli americani. I loro primi attentati risalgono al 2015: il gruppo inizia a rivendicarne la paternità presentandosi come "Provincia del Khorasan dello Stato Islamico". Il Khorasan sarebbe storicamente il nome con il quale si fa riferimento ai territori uniti sotto un antico califfato che includeva parti dell'Afghanistan, Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan e Pakistan. L'Isis-K ha trovato un terreno fertile per prendere forza nella regione Waziristan (nascondiglio di Osama Bin Laden), abbandonata alle scorribande dei criminali.  A consolidare definitivamente il nuovo gruppo fu la rottura dell'alleanza tra qaedisti e Isis in Siria: la guerra jihadista per il controllo del territorio in Afghanistan ha condotto talebani e califfato allo scontro armato. Lì dove le due parti combattevano l'una contro l'altra, fondavano un nuovo gruppo che si proponeva di sconfiggere la "corruzione" all'interno dei movimenti fondamentalisti.
La lotta agli "infedeli" e l'interesse per il narcotraffico
Dal 2018 in poi, l'Isis-K si è rintanato in piccole aree dove sopravviveva grazie al controllo di alcune miniere. Qui si è ingrandito e ulteriormente organizzato, raccogliendo militari pashtun pakistani, disertori afghani, estremisti uzbeki e altri reduci dello Stato islamico siro-iracheno. Nel 2019, il gruppo ha tentato di entrare nel business del narcotraffico, lì dove i Talebani sono ampiamente presenti in Afghanistan. Per questo motivo il nuovo governo si contrappone violentemente ai fondamentalisti del Khorasan, sostenendo di volerli tenere "lontani dalle zone sotto il loro controllo". L'Isis pakistana è riuscita a riprendere possesso di diversi territori, estendendosi anche in Nangarhar, Kunar, Nuristan, Badakhshan.
Non è che voglio esagerare, ma desidero ricordare che dovremmo farci venire in mente (ogni tanto) quel bellissimo termine ebraico Binah che significa ““Intelletto – Intelligenza” che Dio diede alla Matriarca Sara e a tutte le donne, per pareggiare i poteri degli uomini. Essa è una delle dieci Sefirot ed indica l’unione (non la guerra) dei principi maschili e femminili che generano eternamente l’Universo, insieme.

 

Maria de falco Marotta
Editoriali