Anche da Sondrio al "Family day" a Roma

Un 1.000.000 in piazza a sostegno della famiglia, quella naturale

E’ il giorno del Family Day, manifestazione  in piazza San Giovanni in Laterano a Roma conclusasi sotto una pioggia battente e nata in seno al mondo cattolico contro il ddl Cirinnà  a favore dei matrimoni gay e per protesta contro la teoria del gender definita da Papa Francesco “espressione di frustrazione che mira a cancellare la differenza sessuale“.

Anche per la Valtellina, come per ogni angolo dell’Italia, era presente una rappresentanza tra il milione di persone che sabato 20 giugno sono venuti a Roma per difendere la famiglia tradizionale e la diffusione del gender nelle scuole.
Ad appoggiare l’iniziativa c’erano esponenti in ordine sparso di Area Popolare-Ncd, Fratelli d’Italia, Forza Nuova, alcuni esponenti di Forza Italia e del disciolto Movimento che faceva capo a Mario Monti. Assente il segretario della Lega Nord Matteo Salvini che però su Facebook ha appoggiato l’evento: “Un abbraccio – scrive sul social network – alle mamme e ai papà che stanno pacificamente manifestando a Roma, per difendere il futuro dei loro bambini”. 
Dal Vaticano è arrivato il messaggio di “benedizione” del presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, monsignor Vincenzo Paglia. Nella nota ufficiale inviata ai promotori dell’evento – tra cui i relatori Mario Adinolfi, la giornalista Costanza Miriano e l’ex esponente Pdl e oggi magistrato Alfredo Mantovano  – si sottolinea che “i nostri figli hanno il diritto di essere sostenuti da una famiglia fondata seriamente sul matrimonio”, e per questo il vescovo ha augurato alla manifestazione “un pieno successo, con la certezza che porterà un contributo prezioso alla vita della Chiesa e di tutte le persone che hanno a cuore il bene dell’intera umanità“.
Neppure il diluvio, che si è abbattuto su Roma, è riuscito a fermare questa fiumana di gente, arrivata  a Roma da tutta Italia, soprattutto  dalla provincia per difendere la famiglia. Una maggioranza silenziosa non solo del cattolicesimo italiano senza insegne né casacche. Una educata protesta di piazza senza slogan violenti né contrapposizioni ideologiche, una mobilitazione spontanea e autogestita.  «Avevamo chiesto almeno un piccolo sconto sui biglietti del treno, non abbiamo avuto neppure quello», spiega il neurochirurgo Massimo Gandolfini di Brescia, portavoce della protesta e presentatore della manifestazione contro il ddl Cirinnà. Otto anni fa i «Dico» furono stoppati proprio dal Family day, stavolta le unioni civili dovranno almeno tenerne conto. «Difendiamo i nostri figli», ripetono tutti. «Siamo più di un milione in piazza»: esulta dal palco Gandolfini. «Siamo qui per dire no a progetti di legge come il ddl Cirinnà che arrivano a legittimare anche la pratica dell’utero in affitto e che, di fatto, consentono l’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso», dicono nei vari interventi che si susseguono dal palco coloro che via via prendono la parola”, applauditi da una folla festante e gioiosa. E’ intervenuto  anche l’imam di Centocelle Ben Mohamed: “Siamo qui tutti insieme, musulmani e cristiani, per difendere la famiglia”, ha detto dal palco. “Anche la comunità islamica – ha poi proseguito – è contro questo progetto pericoloso per l’esistenza dell’umanità che vuole inquinare i cervelli dei nostri figli.

Alfredo Mantovano, magistrato, ex sottosegretario e dirigente di Alleanza Cattolica nonché dei comitati Sì alla famiglia, che ha promosso l’evento insieme al sociologo torinese 41Massimo Introvigne, nel suo intervento ha fatto ripetere più volte alla folla di un milione di persone il «no» forte e chiaro alle adozioni da parte di coppie omosessuali. «W l’Italia delle famiglie: forza, coraggio e speranza sono le tre parole del milione di persone arrivate qui. Far male alla famiglia significa far male all’Italia e da tempo la famiglia è sotto tiro», ha osservato Mantovano.  
Ha concluso il bellissimo pomeriggio il famoso Kiko Arguello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale e molto applaudito parlando un po’ di tutto intervallando parole bellissime con canti.
Durante la manifestazione sono state fatte ascoltare alcune parole pronunciate dal Pontefice il 14 giugno scorso. Il Papa parlava, tra l’altro, di “colonizzazione ideologica, che avvelena le famiglie” e invitava i genitori a ricatechizzare le proprie famiglie. “Abbiamo bisogno di una vera rinascita morale e spirituale”, diceva Papa Francesco.
Questa manifestazione è stata realizzata dal Comitato “DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI” a cui hanno aderito numerose associazioni tra cui in particolare  l’associazione  “MANIF POUR TOUS ITALIA” e “VOGLIO LA MAMMA” presente anche a Sondrio.
Per maggiori informazioni clicca su  http://www.lamanifpourtous.it/
L'Associazione nasce in stretto legame con l'omonima realtà francese con lo scopo di mobilitare i cittadini italiani di tutte le confessioni religiose, politiche e culturali e risvegliarne le coscienze in merito alle problematiche riguardanti le recenti leggi su omofobia e transfobia, teoria del gender, matrimoni e adozioni a coppie omosessuali. Il suo scopo è garantire la libertà di espressione, preservare l’unicità del matrimonio tra uomo e donna e il diritto del bambino ad avere un padre ed una madre.
Sostieni la libertà di coscienza!
Per capire meglio il significato di questa manifestazione ed in particolarte del termine “GENDER” riporto quanto è stato scritto in merito dal prof. Marcello Foa (docente di Comunicazione e Giornalismo)  ….”Se così tante persone sentono il bisogno di esprimersi, proveniendo da ceti sociali che di solito non sfilano per le strade, significa che il disagio è profondo, reale. Per chi ha capito, davvero. Già perché il punto è che i fautori dell’ideologia gender sono abilissimi nel dissimulare le loro intenzioni. Cavalcano la battaglia per il riconoscimento dell’omosessualità – battaglia sacrosanta anche se in gran parte conclusa – per infiltrare nella società e innanzitutto nella scuola l’idea, aberrante, che la sessualità non sia innata ma frutto di condizionamenti culturali e che pertanto si possa decidere se essere o no gay. Ribadisco il mio convinto no all’ideologia gender. E’ una battaglia fondamentale non per negare i diritti dei gay e tanto meno per discriminarli (il passato non deve tornare) ma per scongiurare una pericolosa, assurda, folle manipolazione sociale, volta a inibire la propria naturale sessualità e la forma più ovvia, elementare, naturale di associazione tra umani: quella della famiglia con un padre e una madre. Una normalissima famiglia eterosessuale.”…
 

Angelo De Michielli
Fatti dello Spirito