Homepage
Italia e mondo
Provincia di Sondrio
Nostra Provincia
Fatti dello Spirito
CCCVA
Prodotti
Nostri personaggi
Galleria
Siti segnalati
Contatti
 
sito realizzato da
nereal.com . 2006
 
 


Tutti i contenuti di questo sito, salvo ove diversamente specificato, sono pubblicati secondo la licenza d'uso Creative Commons.
 

Su "Il Settimanale della Diocesi di Como alcune riflessioni del Vescovo mons. Alessandro Maggiolini sul Cinquecentenario dell'Apparizione a Tirano
da Enrica Lattanzi

- - - - -

"E’ evidente che non si possa inferire un’immagine della situazione religiosa attuale a partire da un solo santuario mariano, sia pure un santuario diocesano con mezzo millennio di storia alle spalle. Tanto più che l’analisi cadrebbe esattamente nell’anno cinque volte centenario, quando si sono organizzate iniziative di grande caratura culturale e religiosa. E, tuttavia, si possono emettere almeno alcuni spunti di riflessione che aiutino a comprendere la contingenza attuale che vive la fede cristiana.
La fede. Qualcuno vorrebbe derubricare il termine fede, sostituendolo con sentimento religioso o religiosità popolare. Ma l’operazione è anche troppo sbrigativa. Il pericolo di prendere la devozione come momento consolatorio è palese; eppure c’è una consolazione che comunica una responsabilità forte e dolce nei confronti del Signore e nei confronti dei fratelli e della società. Una madre non si limita mai ad asciugare le lacrime: sa anche indicare delle mete da raggiungere e comunicare un vigore strenuo per raggiungerle. Senza dire che la Madonna non può mai essere staccata dal Signore Gesù e attira anche per la sua tenerezza femminile, verginale, sponsale e materna. Con la serietà che intride questi sentimenti e dà il coraggio perfino della santità. Gli intellettuali di complemento – da non confondere con gli intelligenti – possono snobbare le pratiche di pietà mariana. Ma forse essi pure hanno il santino nel portafogli e la paura di cadere nelle mani di Dio: mani misericordiose, del resto.
Almeno mezzo milione di persone quest’anno hanno varcato la soglia del santuario. E non solo per ammirare le opere d’arte che pur ci sono. Tappa fissa è l’altare dell’apparizione che tutti vanno a visitare, e moltissimi si inginocchiano a esprimere – a bisbigliare col cuore che trema, poiché le sofferenze più intime si dicono e addirittura si riconoscono a fatica -: si inginocchiano a esprimere le proprie sofferenze guardando l’immagine di Maria e sperando di “bene avere”, girando attorno all’altare e venerando la pietra ubi steterunt pedes Mariae. Per riconoscere che non si è di fronte a un vuoto sentimentalismo, basti pensare all’ininterrotto esercizio del sacramento della penitenza, che risaputamene non è impresa facile: esige umiltà e voglia di cambiare la vita. A ciò si aggiunga il fatto che la Madonna di Tirano è invocata soprattutto a protezione della famiglia. E’ ciò che ho suggerito all’inizio dell’anno giubilare. E, forse, non c’è nulla, nella società attuale, più urgente di questa ripresa morale, ecclesiastica e sociale. La Madonna di Tirano risponde a esigenze attualissime: mostra come la definitività della scelta sponsale e genitoriale non è qualcosa che limita la libertà, ma un legame che libera la libertà e costringe, magari soffrendo, magari piangendo, a superare i momenti di prova che si vivono sempre in una casa.
Nel tempio mariano si operano autentiche conversioni, si avverte che occorre unire il dolore nostro al dolore del Signore Gesù, ci si impegna per una crescita incessante nella vita di grazia.
Si aggiunga che Maria non è soltanto la protettrice dei singoli credenti: è anche l’immagine e la protezione della Chiesa universale e locale: la Diocesi, cioè. Non deve passare inosservato il fatto che il santuario di Tirano sia stato elevato, con il consenso del papa, a santuario diocesano. La Diocesi di Como che si estende in tutta la provincia di Sondrio e in parte delle provincie di Como, Lecco, Varese, deve rendersi sempre più consapevole che la Madonna di Tirano protegge questa realtà misteriosa abitata dallo Spirito e formante il Corpo di Cristo, e al tempo stesso non deve dimenticare che vive sotto la protezione di una Madre potentissima: di una onnipotenza supplice.
Ciò non significa che si tolga lustro e rilevanza ad altri santuari quali Gallivaggio, Grosotto, Dongo, Ossuccio, Caravate ecc. Significa soltanto che a Tirano c’è un punto di attrazione particolarissimo della devozione mariana: un punto da cui si irraggiano tanti templi dove Maria custodisce le nostre case e ci conduce a Cristo.
Una postilla. Come si sa, la diocesi ha acquistato le case di fronte al santuario di Tirano: la vecchia e il fabbricato dove alloggiano coloro che vogliono recuperarsi dalla schiavitù della droga. A questo scopo la Chiesa di Como ha dato fondo quasi totalmente a delle riserve che le sono venute da benefattori: quasi quattro miliardi e trecento milioni di vecchie lire. Si voleva e si vuole predisporre qualche forma di ospitalità per i pellegrini e un salone per raduni illustrativi del monumento artistico e per collocarvi una penitenzieria che renda meno angusto lo spazio dei confessionali che si trovano in santuario. Pur avendo, i padri serviti, inviato una lettera di disdetta alla Cooperativa il Gabbiano, prima di cedere gli stabili, tale Cooperativa non dà segno di liberare i locali e di spostarsi altrove. Confidiamo nella buona volontà e nella lealtà degli interessati.
La Madonna ci assista e ci benedica.
Benedico anch’io tutti i diocesani e i pellegrini".
Alessandro Maggiolini, Vescovo

da Enrica Lattanzi


GdS - 30 IX 2005 - www.gazzettadisondrio.it
 _________________________________________

  Torna a Fatti dello Spirito

Torna all'l'indice generale

 Torna alla prima pagina