Giustizia: magistratura e politica: D’Ambrosio al Senato oggi. Per diventare Ministro di Grazia e Giustizia domani

Autonomia della Magistrature solo con garanzia di imparzialità - Politicizzazione inaccettabile - In pensione da tre anni. Passato da dimenticare? - Previti - Durissima Stefania Craxi - Mossa calcolata - Ipoteca politica - D'Am


Autonomia della
MagistraturA

solo con garanzia di imparzialità

Nel dibattito tumultuoso di questi giorni c'é stato qualcuno
- difficile da ricordare chi e di quale schieramento, ma non
importa dato che conta la sostanza - che ha efficacemente
sintetizzato il rapporto che deve esserci, secondo i sacri
canoni di Charles-Louis de Secondat barone de La Brède e de
Montesquieu  (Libro XI de Lo spirito delle leggi,) rimasti
pienamente validi da tre secoli. Una proposizione molto semplice
da enunciare anche se molto difficile da praticare: nel rapporto
tra i tre poteri e cioé legislativo, esecutivo, giudiziario, il
punto fondamentale, sempre ma soprattutto per una situazione
come l'attuale é l'autonomia della Magistratura. Fin ovvio. Ma
questo a una sola condizione: che la Magistratura sia
effettivamente imparziale.



Politicizzazione inaccettabile


Nessuno può negare che vi siano settori della Magistratura
italiana con un grado non accettabile di politicizzazione come
nessuno può negare che vi siano forti e seri dubbi
all'opportunità che un magistrato scenda sul terreno politico.
Si dice che anch'egli é un cittadino come gli altri. Non é vero.
Il dr. Rossastri, da magistrato, specie se inquirente, può avere
un insieme di informazioni, personali e collettive, acquisite
per le delicate funzioni svolte. Se il dr. Biancastri o l'ing.
Giallastri scendono in competizione con lui possono essere anche
in condizioni di obiettivo svantaggio proprio perché il dr.
Rossastri magari é venuto a conoscere dati personalissimi, il
conto in banca e quant'altro del suo competitore.


In pensione da
tre anni. Passato da dimenticare?


Torniamo all'argomento dell'articolo, alla discesa in campo
cioè, dell'ex Procuratore della Repubblica di Milano dr. Gerardo
D'Ambrosio, probabile Ministro in pectore di Grazia e Giustizia
nell'ipotesi di vittoria di Prodi.

L'on. Luciano Violante, abile tessitore DS, non ha trovato di
meglio che dire che in fin dei conti si tratta di un magistrato
sì ma in pensione da tre anni. Che questa sia una risposta
dialettica ma di fatto una fuga di fronte al problema di fondo é
dimostrato dall'ingenua posizione assunta da D'Ambrosio dicendo
di lasciar perdere il passato e guardare invece avanti, ai
problemi del Paese e della Giustizia.

Non sono certo entusiasti dell'idea di dimenticare il passato i
tanti esponenti, soprattutto democristiani con qualche
socialista, messi in galera con accuse poi sciolte al sole e
pienamente assolti poi nei processi.


Previti

Di Violante interessante quanto poi ha detto rivolgendosi a
Berlusconi:

“non desta stupore che chi candida Previti e Dell’Utri sia contrario alla
candidatura di D’Ambrosio” (Non sappiamo di Dell'Utri, ma
supponiamo che ci siano il buon gusto con il buon senso non candidando Previti.
Non per i reati per i quali é stato condannato in quanto la
sentenza non é ancora definitiva. I suoi avvocato stessi hanno
però spiegato che i 25 miliardi incassati altro non erano che il corrispettivo della sua
parcella. Non formalizzata per ragioni fiscali. Visto che l'IVA
sarebbe stata di 5 miliardi. e le imposte dirette di almeno una
decina di miliardi dovrebbero essere tutti soldi non incassati dallo Stato. E'
questo il motivo per cui gli stessi elettori "azzurri" si
augurano che non venga commesso questo clamoroso sbaglio...)


Durissima
Stefania Craxi


Sulla questione é intervenuta anche Stefania Craxi: «È il saldo
dei conti con chi ha fatto il lavoro ... (omissis, l'aggettivo é
troppo pesante)» - E poi ancora: «È la prova provata che la
scuola quadri dei Ds ha ancora sede nella magistratura italiana.
E che l'azione dei pm è stata politica. Io lo sapevo, e dunque
non mi stupisce».

Mossa calcolata

Del resto la candidatura non é quell'errore tattico di cui hanno
parlato in tanti. Si é trattato di una mossa ben calcolata. I DS hanno solo guardato avanti, con una certa
spregiudicatezza.

Il messaggio rivolto alla Magistratura é
chiaro.

Gli addetti ai lavori lo colgono (insieme ad altro: per
fare un solo esempio come mai era andato a Torino Caselli, dopo
essersene andato da Palermo, prima della sua sconfitta nel
processo di Andreotti, sistemandosi al Ministero?).

Ci sarà il
Ministero, si cambieranno tante cose, punti cruciali saranno la
nuova organizzazione ed anche il cambio del CSM.

Si chiuderanno
tanti capitoli.

Ipoteca politica

Una parte sarà anche positiva, ma il guaio sarà
l'ipoteca politica.

Troppi democristiani, e qualche socialista, hanno svernato a suo
tempo nelle carceri milanesi per essere poi invece riconosciuti
totalmente innocenti. Incarcerati per nulla, nulla avendo
commesso.

Va ricordato che in carcere preventivo si manda qualcuno o perché c'é il rischio di fuga, o
quello di reiterazione del reato, o quello di inquinamento delle
prove. A titolo di esempio Fiorani se resta dentro non é
sicuramente per i primi due punti ma, giustamente, per il terzo.

Ma Consorte e soci, intanto per ora in totale libertà. E domani
chissà, magari capiterà di vederli onorati con il drappello di
gala schierato? Per carità, sino a dimostrazione contraria deve
valere la presunzione di innocenza. Per tutti però: Non vogliamo
mettere in discussione il lavoro degli inquisitori di Milano e
Roma. La gente però dice anche "vox populi vox dei"...

D'Ambrosio senatore e poi Ministro:

mossa lucidissima


Torniamo alla candidatura.

La mossa D'Ambrosio é lucidissima.

In fatto di lucidità non va del resto dimenticato come a suo tempo lucido fu il
disegno di cercare di incastrare Andreotti. Se é
andata buca é solo perché Andreotti ha goduto ottima salute, é
sopravissuto ai tempi processuali. Fosse morto prima della fine
dei processi, questi si sarebbero estinti e sarebbe rimasto il
dubbio. Un effetto comunque c'é stato in quanto é stato messo
fuori gioco politicamente. Non si fosse costruita la favola del
bacio a Riina e la storiella della sua connivenza con la mafia,
la sua presenza sullo scenario politico sarebbe stata
ingombrante per molti e quindi la storia
del Paese sarebbe stata diversa.

Mossa troppo spregiudicata

Lucida, politicamente finissima ma troppo, troppo spregiudicata
per sorvolare. Da una posizione "laica", "neutra", "obiettiva"
non può che venire un pollice verso.

A torto o a ragione Mani pulite oltre al ruolo positivo svolto
(noi da sempre abbiamo detto e soprattutto scritto che per chi
ruba nella o alla pubblica amministrazione ci vuole la legge
araba, quella del taglio, cominciando dalle mani) ha anche
lasciato dietro di sè una serie di dubbi, di interrogativi, di
considerazioni (eufemismo) politico-giuridiche.

La candidatura di un protagonista di primissimo piano di quel
periodo non può non riportare sul tavolo quel periodo,
soprattutto per i tanti che lo hanno subito pesantemente. Anche
chi non é andato in galera e chi non ha avuto avviso di
garanzia. Si tratta dei tantissimi che facevano parte della
classe dirigente, soprattutto DC, operando disinteressatamente,
spesso pagando di persona in tempo e denaro, mossi da autentico
spirito di servizio, e che a un certo punto si sono visti
additati, in modo poi terribilmente manicheo con la lavagna dei
buoni e dei cattivi, anche loro come il marcio del Paese, in una
generalizzazione mendace e strumentale.

Servire il Paese. Bene, ma perché in
politica?


Ovviamente non si discute della competenza della persona. I dati
sono politici, e per certi versi etici.

D'Ambrosio ha detto di voler mettere a disposizione del Paese la
sua esperienza. Positivo questa voglia di fare. Perché proprio
in Parlamento, e magari domani nell'esecutivo? Ci sarebbero
stati mille altri modi.

Però, siamo franchi on. Violante, non prendiamoci in giro!

Luca Alessandrini

GdS 30 I 2006 -
www.gazzettadisondrio.it

Luca Alessandrini
Giustizia