Dal sen. Crosio: 1) Il risucchio svizzero di aziende 2) Migranti: Renzi e burocrati nel mirino

Svizzera

Imposte più basse, un cuneo fiscale contenuto, snellezza della burocrazia rendono i cantoni svizzeri di confine particolarmente interessanti per le imprese italiane delle province di Varese,  Como, Sondrio e Verbano Cusio Ossola. Una situazione resa ancora più evidente dalla crisi che la Lega Nord ha fatto oggetto di una mozione, adottata a larghissima maggioranza dal Senato, dopo essere stata sottoscritta anche da parlamentari di altri partiti, per chiedere al Governo di attuare un sistema fiscale di compensazione di competitività per questi territori.

“Riceviamo continuamente sollecitazioni dagli imprenditori – spiega il senatore Jonny Crosio –, e ci sono dati che dimostrano come gli insediamenti di aziende italiane in Svizzera siano sempre di più,  come Lega Nord intendiamo agire per arginare questo problema, il Governo ci deve ascoltare perché le aziende si aspettano risposte concrete. Non possiamo assistere all’impoverimento economico di zone da sempre trainanti per l’intero sistema nazionale senza fare nulla. Sugli aiuti per il Mezzogiorno, pozzo senza fondo che prende senza dare nulla in cambio, a Roma non hanno mai dubbi, è venuto il momento che si faccia qualcosa anche per le aziende del Nord che, finora, hanno soltanto dato. L’adesione che abbiamo avuto è la conferma che si tratta di un problema sentito in maniera trasversale in Parlamento, il Governo dovrà agire”.

La Svizzera attrae molti italiani, in seimila hanno ottenuto la residenza nei cantoni di confine negli ultimi due anni, adotta speciali politiche per attrarre investimenti, ad esempio con il solo progetto Copernico, dal 1997 al 2012, ben 113 aziende italiane si sono trasferite in Ticino. “Non possiamo stare a guardare – conclude il senatore Crosio –: servono specifici provvedimenti di legge per contenere questo fenomeno. Nel concreto, uno speciale regime fiscale e amministrativo mitigato e semplificato per le attività economiche”.

Renzi e i 'burocrati'

Riceviamo dal sen. Crosio: ““È sconcertante ciò che sta succedendo: negli stessi giorni in cui il Governo Renzi chiede nuovi sacrifici agli italiani, è pronto ad ospitare migliaia e migliaia di profughi; disoccupati e giovani che non riescono a entrare nel mondo del lavoro vedono risorse che potrebbero essere usate per loro destinate a pagare vitto e alloggio in hotel a queste persone. Non hanno colpe e comprendiamo la loro disperazione, ma l’Italia ora ha altre priorità. Vorremmo tutti accoglierli e garantire loro un futuro, il problema è che non siamo in grado di farlo, perché prima vengono i nostri figli, i padri di famiglia che faticano ad arrivare a fine mese.

Siamo in piena emergenza, purtroppo anche in provincia di Sondrio ci sono situazioni gravi, famiglie che devono essere aiutate, e Renzi che cosa fa? Fa pagare a noi gli hotel per i profughi. Da cittadino di Dubino, prima che da senatore, avendo registrato le proteste di molti conoscenti, mi chiedo con sconcerto perché il Comune, amministrato da un commissario prefettizio, abbia ‘sostenuto’ la partita di calcio tra profughi e forze dell’ordine: come e con quali soldi?

La nostra gente non ne può più di decisioni assunte da funzionari che non conoscono la realtà locale: da Roma decidono dove mandare i profughi senza minimamente confrontarsi con il territorio. Dov’è il coinvolgimento? Dove sono le autonomie locali, se non abbiamo neppure il diritto di esprimere il nostro parere? Questa è la dittatura dei burocrati, paradossale se si pensa che sia Renzi, già presidente di Provincia e sindaco, ad avere lasciato ai funzionari statali decisioni così importanti. Soltanto un mese fa avevamo posto il problema di nuovi arrivi, una previsione fin troppo facile, purtroppo: siamo già in emergenza, non possiamo aspettare che la situazione degeneri senza fare nulla. Renzi non si accorge di dove sta andando il Paese, troppo preso a fare proclami per interessarsi di ciò che accade”

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