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NUOVE CENTRALI IN VALTELLINA?
di Luca Alessandrini 
L'Italia ha bisogno di nuove centrali - L'energia più pregiata, quella idroelettrica - Da noi? Non proponibili nuovi impianti - E gli impianti di pompaggio? - In provincia

 


L'ITALIA HA BISOGNO DI NUOVE CENTRALIa….
Il Ministro Marzano, a Sondrio per la conferenza alla Banca Popolare, ha detto che é necessario costruire nuove centrali idroelettriche perché altrimenti fra tre o quattro anni il Paese rischia grosso. Durante le punte è noto che la richiesta sta sfiorando il massimo di potenza che gli impianti possono dare.
Siamo di fronte ad un fabbisogno nel Paese di oltre 300 miliardi di kWh. Abbiamo chiuso il nucleare tenendoci gli stessi rischi di prima perché tutti gli Stati confinanti si sono ben guardati dall’imitarci, anzi l’energia prodotta con il nucleare ce la vendono -. E così fra termoelettrica, idroelettrica, geotermica e qualcosa di eolica siamo ancora lontani dal produrre quel che ci serve.
In miliardi di kWk la situazione è la seguente (il primo dato è la produzione lorda, il secondo quella netta):
Idroelettrica 50,9 – 50,3
Termoelettrica 220,4 – 208,1
Geotermica 4,7 – 4,4
Eolica e fotovoltaica 0,57 – 0,57
Totale 276,6 - 263,2
Importiamo dagli altri Paesi, persino dalla Grecia. E’ infatti recente l’accordo a seguito del quale ora si posa l’elettrodotto sul fondo dell’Adriatico.

L'ENERGIA PIU' PREGIATA, QUELLA IDROELETTRICA
L’energia più pregiata è quella idroelettrica perché, tranne che per gli impianti ad acqua fluente come quello di Buffetto, si può accumulare. Non ovviamente come energia elettrica ma come energia potenziale dell’acqua contenuta nei bacini in quota che, aprendo le saracinesche, in breve tempo aziona turbine e alternatori che in brevissimo tempo inviano in rete l’energia elettrica richiesta.
Ci possono essere sistemi che consentono una qualche regolazione anche nelle centrali termoelettriche ma non semplici e costosi.
Logico pensare quindi a fare centrali ove c’è ancora acqua abbastanza. Lo studio dell’ENEL ipotizza che sia possibile ancora ricavare in Italia 15 miliardi di kWh idroelettrici.

DA NOI? NON PROPONIBILI NUOVI IMPIANTI
Da noi?
In provincia ha detto Paolo Oberti, già deputato e oggi consigliere dell’AEM spa, non ci sono più possibilità. In realtà circa 100.000 kW di potenza teoricamente ci sarebbero ancora seppure a costi più elevati.
Diciamo, d’accordo con Oberti, che non sono proponibili. Non li citiamo neppure, sarebbe temerario proporli.

E GLI IMPIANTI DI POMPAGGIO?
C’è un particolare tipo di impianti che potrebbe invece essere suscettibile di sviluppi in provincia, ossia gli impianti di pompaggio.
Ci spieghiamo.
Il grosso della produzione, come si è visto, viene dalle centrali termolelettriche il cui diagramma di base è, ai fini del nostro discorso, sostanzialmente costante. In altri termini producono più o meno la stessa quantità di energia con regolarità. Si può anche produrne di meno ma i rendimenti scendono.
La domanda però non è affatto regolare. Quando andiamo a letto spegniamo le luci, la TV, il computer e quant’altri. La maggior parte delle aziende per alcune ore è chiusa e quindi non chiede energia. Tram e treni di notte si diradano.
Ci sono dei momenti in cui la richiesta si alza vorticosamente. Per convenzione il mercoledì alle 11. In quel momento si hanno le punte, e di potenza e di energia, che vanno soddisfatte pena il black-out. E in quel momento potenza ed energia costano di più.
Si è pensato allora di utilizzare pompe collegate agli alternatori per rimandare su dalla centrale l’acqua e rimetterla nei bacini in quota per averla a disposizione nei momenti in cui la richiesta è maggiore.
Un esempio notevole l’abbiamo qui vicino, a Edolo, nell’impianto inaugurato alcuni anni fa. La vasca, di 24.000 mc. a valle dell’abitato, è quella che raccoglie l’acqua sfruttata nella vicina centrale e che poi di notte viene rispedita nel bacino a monte. (In provincia negli anni 50 un impianto di pompaggio era stato realizzato dalla Falck al Publino, ma lì il pompaggio non era giornaliero ma stagionale).

IN PROVINCIA

Ci sono alcune situazioni in provincia che, ad un primo esame, si presterebbero, come Ardenno, Ganda, Campo…
In questi casi non ci sarebbero controindicazioni, salvo naturalmente fissare bene i paletti perché una parte non secondaria dei vantaggi resti in provincia.
Luca Alessandrini

 
Gds - 10.2.2002
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