Presidenza della Provincia: iniziativa del Sindaco di Sondalo Grassi

Nei giorni scorsi si sono succedute varie ipotesi per la Presidenza della Provincia la cui elezione è scivolata – come avevamo scritto in anteprima – dal 28 settembre al 12 ottobre. Erano poi filtrate le candidature di Spada, Sindaco di Tirano (PD) e di Della Bitta (centro destra). Riecco invece la candidatura Molteni che a suo tempo sembrava esclusa per il carico di lavoro che ne conseguirebbhe sommando Sindaco del capoluogo, Presidente della Provincia oltre all'attività professionale. Tutti questi rumor come si suol dire. Non rumor ma nero su bianco l'intervento del Sindaco di Sondalo Grassi che diamo integrale:

“Il nostro territorio, come altri a livello nazionale, vive una situazione di emergenza sia sul piano istituzionale che politico. Con l’applicazione della prossima riforma costituzionale verrà meno anche l’Istituzione Provincia, così come l’abbiamo conosciuta finora, mentre da subito ai Sindaci e ai Consiglieri comunali viene chiesto di assumere responsabilmente un ruolo per il governo di un nuovo ente denominato di area vasta. La Legge Delrio impone un forte cambiamento di prospettiva, discutibile e confuso se vogliamo, ma che presenta, secondo noi, anche opportunità soprattutto nella parte in cui riconosce alla nostra area alpina specifiche funzioni perché territorio interamente montano e di confine. Quanto ai Comuni, soffrono di preoccupanti problemi finanziari e amministrativi ormai noti anche ai cittadini più disinformati.
L’emergenza riguarda anche la dimensione economica e sociale del nostro territorio,  molte aziende sono in crisi e la prossima fine degli ammortizzatori sociali evidenzierà un incremento preoccupante della disoccupazione. Vengono inoltre meno presidi territoriali importanti come le CCIAA in un contesto di crisi nazionale ben lontana dall’essere avviata a soluzione.
Per queste e molte altre ragioni appare indispensabile  chiamare a raccolta tutte le forze positive e propulsive della società civile e delle istituzioni per affrontare questa emergenza in modo unitario e solidale. Non è pensabile gestire una fase così delicata immaginando di coltivare interessi settoriali, appellarsi a livelli superiori per ottenere concessioni e finanziamenti, invece di esprimere uno sforzo e un impegno unitario di grande valore politico teso a raggiungere vitali obiettivi comuni.
A questo scopo e per avviare un cambiamento inedito è necessario difendere e valorizzare il ruolo degli Enti Locali, coinvolgendo le forze politiche, economiche, sociali e culturali per definire un disegno organico al fine di sostenere una unica lista veramente istituzionale.
Con un gruppo significativo  e sempre più numeroso di Sindaci ci siamo convinti, negli incontri  di queste settimane estive, che sia necessario dar vita ad un progetto forte e condiviso, che abbia nella DEMOCRAZIA, nella AUTONOMIA e nella RESPONSABILITA’ i suoi riferimenti indispensabili. Esso deve definire inoltre chiari obiettivi generali e particolari propri di un`area alpina.
Si è pertanto costituito un Comitato Istituzionale di Sindaci che si è profondamente convinto che questo percorso debba avvenire con formule di partecipazione inclusiva prevedendo la partecipazione di tutte le amministrazioni comunali del nostro territorio, delle forze politiche locali, delle rappresentanze delle associazioni economiche, sociali e culturali. Il primo obiettivo del nuovo ente sarà la definizione di una proposta che tenga conto, per le definizione del  “Nuovo Statuto”, dell’eccellente lavoro del nostro convalligiano  Prof. Quadrio Curzio e  del documento  del “gruppo Cattolico di  Camaldoli”.
Il Comitato Istituzionale ha definito regole trasparenti e ha idee assolutamente chiare rispetto al percorso da intraprendere così, nelle prossime ore, sarà nostra cura incontrare i partiti, rappresentare loro il merito e l`opportunità di una Lista Unica Istituzionale ed il metodo per la Sua democratica definizione.
In questo modo il governo condiviso e istituzionale della nostra area vasta garantirà, almeno nel nostro caso di provincia interamente  montana, cui è stata assegnata dalla Legge 56 una provvisoria serie di competenze tutte da concretizzare, e che non vede ancora riconosciuta alcuna forma di effettiva autonomia, rilevanza politica e rappresentatività forte affinché le nostre istanze siano accolte a livello regionale e nazionale e vengano al più presto definite l’autonomia, le risorse, i contenuti delle funzioni e delle deleghe per il nostro territorio.
Ogni altra soluzione, liste contrapposte, peggio ancora liste sommatorie di interessi particolari e calcoli personali, di area geografica o di gruppo di potere è da noi considerata inadeguata a risolvere i problemi evidenziati”.
A nome del Comitato Grassi Luigi Presidente Provinciale Conferenza dei Sindaci

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